Sono due questioni strettamente collegate: quanto costa raccogliere, trasportare e smaltire i rifiuti e quanto di quel conto finisce, direttamente o indirettamente, sulla Tari dei cittadini.
Il sindaco Giacomo Tranchida, in una intervista, é tornato sullo scontro seguito alla mancata presa d'atto in Consiglio comunale dell'adeguamento del Pef.
Secondo il primo cittadino, la decisione rischia di produrre conseguenze concrete. "Provocherà dei danni anche ai cittadini", afferma.
L'aumento ipotizzato sarebbe stato contenuto: due o tre euro all'anno. "Non è voler prendere due o tre euro dalle tasche delle famiglie", sostiene Tranchida, "ma garantire la continuità e il potenziamento del servizio", tenendo conto dell'aumento dei costi energetici, del carburante e della gestione.
Il nodo dei costi
Il Pef fotografa il costo complessivo del servizio rifiuti: raccolta, personale, mezzi, carburante, trasporto, trattamento e smaltimento. Se i costi aumentano, il problema non scompare semplicemente perché non si aggiorna il piano economico.
Il Comune sta infatti negoziando con la ditta affidataria anche una possibile rimodulazione delle giornate di raccolta, sia dell'umido che del secco, nel tentativo di contenere le spese. Ma l'impresa, naturalmente, chiede il riconoscimento dei maggiori costi sostenuti.
Per Tranchida, non intervenire oggi potrebbe significare ritrovarsi domani con un problema ancora più pesante. "Ci saranno dei debiti fuori bilancio", avverte, anche se resta da capire fino a che punto l'amministrazione riuscirà a contenere le nuove spese.
Borranea e la fine dei rifiuti «turisti»
Proprio in questo quadro si inserisce l'inaugurazione della nuova vasca TBPS1 della discarica di contrada Borranea.
Una buona notizia, arrivata però con almeno un anno di ritardo.
Tranchida ricorda che già nell'agosto dello scorso anno si era ragionato sulla possibilità di utilizzare ordinanze per attivare almeno parzialmente l'impianto.
I lavori, però, erano gestiti direttamente dalla Regione e i problemi tra amministrazione regionale e impresa appaltatrice hanno fatto perdere altro tempo.
Nel frattempo i rifiuti hanno continuato a viaggiare.
"I rifiuti facevano i turisti per la Sicilia", sintetizza il sindaco. Per raggiungere gli impianti disponibili fuori dal territorio, una parte dei rifiuti è stata trasferita per centinaia di chilometri, con costi aggiuntivi di trasporto e conferimento.
Ora la nuova vasca consente di riportare una parte del ciclo più vicino al territorio. Dopo il trattamento, la frazione destinata allo smaltimento potrà essere conferita a Borranea, riducendo la necessità di lunghi viaggi.
"Questo ci consente adesso di avere qualche economia sui costi di trasferimento dei rifiuti" spiega Tranchida.
Ma la Tari scenderà?
Qui sta il punto più importante per i cittadini. Meno chilometri e minori costi di trasporto possono alleggerire il costo complessivo del servizio, ma non significano automaticamente una riduzione immediata della Tari.
La tariffa dipende infatti dall'intero sistema: raccolta porta a porta, personale, mezzi, carburante, spazzamento, trattamento e smaltimento. La nuova discarica può ridurre una voce importante, quella dei trasferimenti fuori provincia, mentre continuano a pesare gli aumenti legati alla gestione quotidiana.
Il paradosso è tutto qui: da una parte Trapani potrebbe finalmente risparmiare qualcosa perché i rifiuti smetteranno di «fare i turisti»; dall'altra il Comune deve fare i conti con l'aumento dei costi del servizio e con il nodo del Pef.
La seconda vasca e la vera partita
La TPS1 è soltanto il primo tassello. Tranchida ricorda che deve ancora entrare in funzione l'altra discarica prevista per il sistema della SRR, più grande, con una capacità di 600 mila metri cubi.
Un polo che concentri nello stesso territorio trattamento, smaltimento e ulteriori lavorazioni può invece ridurre progressivamente questi costi esterni.
Il percorso diventa più corto: il rifiuto viene raccolto, trattato nel TMB di Belvedere e la parte residua può essere gestita a Borranea, senza attraversare mezza Sicilia alla ricerca di una discarica disponibile.
Ma il vantaggio potenziale non riguarda soltanto i chilometri risparmiati. Se l'investimento da 39 milioni di euro consentirà di realizzare nuovi impianti e produrre, ad esempio, CSS, una parte del rifiuto potrà essere sottratta al semplice smaltimento in discarica e avviata alla valorizzazione energetica.
In teoria, quindi, meno trasporti, meno dipendenza da impianti esterni e più capacità di trattamento sul territorio possono ridurre il costo complessivo del ciclo dei rifiuti.
Ed è qui che il polo potrebbe incidere sulla Tari. Perché la tariffa non diminuisce semplicemente perché viene inaugurata una discarica: può diminuire, o almeno essere contenuta, se le economie prodotte dall'intero sistema supereranno gli altri costi della raccolta e della gestione.
È questa la vera scommessa. Borranea da sola può far risparmiare sui viaggi dei rifiuti. Un polo impiantistico completo potrebbe invece cambiare strutturalmente il costo del servizio.
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