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26/08/2026 18:00:00

Gambero Rosso, Mazara chiama Roma e Palermo:  confronto sul futuro della marineria

Il gambero rosso vale molto. Per Mazara del Vallo vale ancora di più: lavoro, imprese, equipaggi, mercato e una tradizione costruita in decenni di pesca nel Mediterraneo. Ma attorno a questa risorsa si stringono sempre di più regole, limitazioni, costi e preoccupazioni per il futuro degli stock.

Per questo Federpesca riunisce domani, giovedì 27 agosto, marineria e istituzioni. L'appuntamento è alle 17.30 nella sede del CNR di Mazara del Vallo, in via Luigi Vaccara.

Al tavolo ci saranno Graziella Romito, direttrice della Direzione della Pesca Marittima del MASAF, e un rappresentante dell'Assessorato regionale alla Pesca. L'obiettivo è mettere nella stessa stanza Roma, Palermo e chi ogni giorno va per mare.

 

Quote, sostenibilità e futuro delle imprese

Il confronto arriva in un momento particolarmente delicato per la pesca dei gamberi di profondità nel Canale di Sicilia.

Per il 2026 il Ministero ha già definito la ripartizione dei limiti massimi di cattura del gambero rosso mediterraneo e del gambero viola nelle aree del Canale di Sicilia e ha disciplinato anche il periodo di interruzione temporanea obbligatoria continuativa per le imbarcazioni interessate.

Insomma, dietro quello che arriva nei ristoranti come uno dei prodotti simbolo della pesca siciliana c'è un sistema sempre più complesso fatto di quote, giornate di fermo, tutela degli stock e sostenibilità economica.

Ed è esattamente su questo equilibrio, non semplice, che Federpesca vuole aprire il confronto.

 

Federpesca: "La marineria partecipi alle decisioni"

«La marineria deve essere protagonista delle decisioni sul proprio futuro», dice Santino Adamo, presidente di Federpesca Mazara e vicepresidente nazionale dell'organizzazione.

Per Adamo il problema è anche il metodo con cui vengono costruite le politiche sulla pesca.

«Abbiamo voluto fortemente questo incontro perché riteniamo fondamentale riportare al centro del confronto istituzionale la voce di chi il mare lo vive e lo conosce ogni giorno».

Federpesca chiede quindi un dialogo stabile tra operatori, Regione, Governo nazionale e mondo scientifico, soprattutto quando vengono adottate misure che incidono direttamente sull'attività delle flotte.

Il principio rivendicato dagli armatori è semplice: chi pesca non vuole essere soltanto il destinatario finale di divieti e limitazioni, ma partecipare alla definizione delle strategie.

 

"Proteggere il Gambero Rosso è interesse anche dei pescatori"

Nessuno, sostiene Federpesca, mette in discussione la necessità di tutelare la risorsa.

«Il gambero rosso rappresenta molto più di una risorsa ittica. È una delle eccellenze della nostra marineria, sostiene imprese, equipaggi e famiglie ed è parte integrante della storia e dell'identità produttiva di Mazara del Vallo», spiega Adamo.

La richiesta, però, è che le misure siano costruite sulla base dei dati scientifici, ma anche della conoscenza concreta delle condizioni in cui lavorano le flotte.

Per Federpesca sostenibilità ambientale e sostenibilità economica devono procedere insieme.

Perché proteggere il mare senza riuscire a garantire la sopravvivenza delle imprese rischierebbe, secondo l'associazione, di lasciare sul fondo anche posti di lavoro, professionalità e una parte importante dell'economia mazarese.

 

Il nodo della concorrenza nel Mediterraneo

C'è poi un'altra questione che la marineria vuole portare al tavolo: quella delle condizioni di concorrenza nel Canale di Sicilia.

Federpesca sottolinea come la flotta italiana sia sottoposta da anni a restrizioni, costi crescenti e obblighi sempre più stringenti, mentre nel Mediterraneo operano marinerie soggette a regole e sistemi di controllo differenti.

«Non possiamo chiedere sempre maggiori sacrifici ai nostri pescatori senza affrontare anche le condizioni complessive nelle quali si svolge la pesca nel Canale di Sicilia», sostiene Adamo.

È il tema della cosiddetta reciprocità: se la tutela della risorsa deve essere efficace, secondo gli armatori mazaresi, le regole non possono gravare soltanto su una parte delle flotte che pescano sugli stessi stock.

 

Domani il confronto al CNR

L'incontro di domani servirà dunque a mettere sul tavolo gestione degli stock, quote, sostenibilità, condizioni operative della flotta e competitività delle imprese.

«Vogliamo che da Mazara parta un dialogo serio, basato sui dati e sulla conoscenza concreta del settore, ma soprattutto orientato alla ricerca di soluzioni», conclude Adamo.

Una questione che a Mazara non riguarda soltanto qualche peschereccio. Difendere il gambero rosso significa provare a capire quale futuro avrà una delle marinerie più importanti del Mediterraneo. E soprattutto chi, quel futuro, avrà davvero voce in capitolo nel deciderlo.