«Marsala deve cambiare rotta». È questo il messaggio lanciato da Maurizio Falco, figura di riferimento del mondo sportivo marsalese, attraverso un lungo post sui social. Una riflessione ampia e articolata che parte dallo sport per affrontare, più in generale, il rapporto tra la città, i tifosi, le istituzioni e il tessuto imprenditoriale locale.
Partendo dalle difficoltà che le società sportive devono affrontare per costruire e mantenere realtà competitive ai massimi livelli, Falco richiama alle proprie responsabilità non soltanto chi guida i club, ma l’intera comunità marsalese, istituzioni, imprese e tifosi, perché alle ambizioni sportive della città, con il Marsala Volley e il Futsal in Serie A e il Marsala 1912 in Eccellenza, non corrisponderebbe ancora un adeguato sostegno da parte del territorio. «Vogliamo vincere, giocare bene, emozionarci, vedere palazzetti e stadi pieni e poter dire con orgoglio: “Questa è Marsala”. Ma quando arriva il momento di fare la propria parte, troppo spesso ci fermiamo – scrive Maurizio Falco - Si chiede ai dirigenti di costruire squadroni, di trovare giocatori, allenatori, staff e risorse economiche. Ma con quali soldi? Perché una società sportiva non può vivere soltanto sulle tasche e sui sacrifici personali dei suoi dirigenti e di sponsor che si contano appena. Il paradosso è evidente: tanti cittadini si dichiarano tifosi, ma poi acquistano pochi abbonamenti. Tanti imprenditori si vantano di essere legati a Marsala, alla sua storia e alla sua immagine, ma quando una società sportiva si presenta per proporre un progetto di collaborazione, spesso non viene nemmeno ricevuta».
Un appello che riguarda il Marsala Volley, ma che nelle parole del post si allarga all'intero movimento sportivo cittadino, dal calcio al futsal, con l’invito a superare una logica fatta di aspettative e richieste e a costruire invece una partecipazione più attiva. In questo percorso, Falco individua anche un possibile ruolo per le istituzioni e, in particolare, per l’assessore allo Sport Gabriele Di Pietra. «Da lui potrebbe partire un segnale concreto di cambiamento: favorire incontri tra le società sportive e le aziende del territorio, soprattutto quando si parla di realtà che portano il nome di Marsala oltre i confini della Sicilia. Non per chiedere favori, ma per far conoscere progetti, opportunità e ritorni di immagine. Perché lo sport di alto livello è anche promozione della città, del territorio e delle sue imprese».
Resta, infine, il tema del sostegno diretto dei tifosi, dovrebbe partire da un gesto semplice e concreto: l’acquisto dell’abbonamento. «Se una società merita di essere sostenuta, sosteniamola davvero. Cominciamo dall’abbonamento. È il gesto più semplice, ma anche il più concreto. Non possiamo continuare a chiedere ai dirigenti di fare miracoli e poi lasciare che siano sempre e soltanto loro a pagare il conto. Se vogliamo squadre grandi, dobbiamo diventare una città grande anche nel sostenerle».
Il messaggio finale è dunque un invito alla responsabilità collettiva, sintetizzato nella frase con cui Falco chiude il suo intervento: «Marsala non ha bisogno soltanto di pretendere. Marsala deve cominciare a fare la propria parte».