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27/08/2026 10:06:00

In Sicilia c'è anche una chiesa abusiva. Ed è senza acqua

Santa Rosa di Viterbo, al Villaggio Mosè, sorge nella zona vincolata della Valle dei Templi. Senza rifornimenti dal 12 giugno, la parrocchia ha sospeso festa patronale e attività dell’oratorio.

Per tenere aperta la chiesa, i fedeli portano l’acqua. Chi può arriva con un bidone, gli anziani anche soltanto con una bottiglia. Ad Agrigento, nella terra di Pirandello, anche una parrocchia deve fare i conti con l’abusivismo edilizio: la chiesa di Santa Rosa di Viterbo, al Villaggio Mosè, è stata costruita nella zona A del Parco archeologico della Valle dei Templi, dove non si sarebbe potuto edificare.

Dal 12 giugno è senza rifornimenti idrici. E la solidarietà dei parrocchiani, per quanto generosa, non basta a far funzionare tutto: sono saltate la festa patronale e le attività dell’oratorio.

 

Una chiesa degli anni Ottanta, mai allacciata alla rete

L’edificio risale agli anni Ottanta. È una piccola chiesa al servizio del quartiere, ma la sua destinazione religiosa non cancella l’irregolarità urbanistica.

Come ricostruisce AgrigentoNotizie, la parrocchia non ha mai avuto un allaccio alla rete idrica, nonostante al Villaggio Mosè le condotte siano presenti. Fino a qualche mese fa, il parroco, don Luca Camilleri, riempiva le cisterne acquistando acqua dalle autobotti private.

Poi anche questa possibilità si è fermata. Secondo quanto riportato dalla testata, lo stop è arrivato con l’introduzione del nuovo regolamento di utenza deliberato dai sindaci dell’Ati idrico. La chiesa si è così ritrovata nella stessa situazione di altre abitazioni irregolari della zona: senza contratto con il gestore e senza la possibilità di ricorrere ai precedenti rifornimenti privati.

 

L’appello: portate un po’ d’acqua

«Siamo senza acqua da giugno», racconta don Luca ad AgrigentoNotizie. Il sacerdote ha chiesto aiuto alla comunità per garantire almeno una riserva minima, necessaria alle pulizie, ai servizi igienici e alle piante.

La risposta è arrivata secondo le possibilità di ciascuno. Alcuni fedeli hanno portato bidoni, altri bottiglie: per molti anziani trasportare venti litri d’acqua non è un’impresa da poco.

È un sostegno concreto, che però non restituisce alla parrocchia la sua piena attività. La festa di Santa Rosa, prevista per la prima domenica di agosto, è stata sospesa, così come le iniziative dell’oratorio. Anche il parroco racconta di non poter utilizzare i locali parrocchiali e di dover fare la spola con il proprio paese d’origine.

 

La richiesta ad Aica

 

Secondo quanto riferito da AgrigentoNotizie, che cita i vertici di Aica, l’11 agosto è stata presentata una richiesta di allaccio per la chiesa.

Nelle informazioni riportate non risulta ancora un esito. Restano però i vincoli urbanistici che hanno impedito finora l’attivazione dell’utenza e che potrebbero portare al rigetto della domanda.

La richiesta del sacerdote è di seguire la strada amministrativa, chiedendo però che si tenga conto delle condizioni in cui vive la comunità.

 

Il parroco: «Non siamo contrari alla legalità»

Don Luca ricorda di avere studiato archeologia prima di entrare in seminario e rivendica l’importanza della tutela del patrimonio. Ma chiede anche una risposta per una situazione che si trascina da decenni.

«Noi non siamo contrari alla legalità», precisa. La sua contestazione riguarda ciò che è stato lasciato accadere: edifici costruiti dove non avrebbero dovuto sorgere, comunità cresciute intorno a quelle case e problemi rimasti irrisolti per quarant’anni.

Il caso di Santa Rosa riporta così dentro una chiesa una contraddizione che ad Agrigento riguarda anche molte famiglie: come affrontare le conseguenze dell’abusivismo senza lasciare senza acqua chi oggi abita o frequenta quegli immobili.

Le bottiglie dei fedeli consentono di andare avanti nell’emergenza. Non risolvono il problema urbanistico, né quello dell’approvvigionamento. Intanto, al Villaggio Mosè, per aiutare la parrocchia non si porta soltanto un’offerta: si porta anche l’acqua.