Marsala soffoca per il caldo: troppo cemento, palme inutili e una città impreparata
L'estate siciliana non è più la stagione dell'accoglienza, del passeggio serale e dei dehors vivi di socialità. Ogni anno le ondate di calore picchiano con violenza, trasformando i centri urbani in forni a cielo aperto. Ma il clima non è l'unico responsabile: a fare la differenza è la totale impreparazione delle nostre città.
Le superfici asfaltate e l'assenza quasi totale di chiome arboree generano l’effetto "isola di calore". Cosa significa? L’asfalto assorbe la radiazione solare per tutta la giornata e la rilascia sotto forma di calore durante la notte, impedendo ogni refrigerio naturale. Il risultato è che i cittadini sono costretti a vivere rifugiati all'interno delle abitazioni con l'aria condizionata costantemente accesa. Le bollette schizzano a livelli insostenibili per le famiglie e gli anziani. Non si riesce a consumare un pasto all’aperto, a godere delle proprie verande. Zero condizioni di vivibilità senza aria condizionata.
L’illusione del cemento
Per decenni l'urbanistica dei Comuni siciliani, quindi anche di Marsala, ha perseguito la cultura della cementificazione e della facilità di manutenzione: piazze interamente lastricate, marciapiedi privi di alberate, potature indiscriminate che azzerano l'ombra esistente e una totale mancanza di piantumazione di nuovi alberi ad alto fusto.
L’albero, anzi, è stato considerato un intralcio al traffico, addirittura un costo manutentivo. Invece è l'infrastruttura pubblica più economica ed efficace contro la crisi climatica, perché l’aria condizionata è una soluzione di adattamento, una misura d’emergenza, ma il Comune deve smettere di gestire il caldo come un evento eccezionale.
Cosa fare?
Ci vuole visione politica, ma pure rigore urbanistico e interventi di rigenerazione. Se il Comune si limita al recepimento dei bollettini di allerta meteo, ha già fallito.
Gli interventi che si possono fare sullo spazio pubblico sono previsti e sono chiari. Si parte da un Piano straordinario di forestazione urbana. Che non significa piantare alberi di qualunque tipo, ma alberi ad alto fusto e a chioma ampia, che garantiscano corridoi ombrosi. Si può rivedere anche il regolamento di autorizzazione dei dehors, obbligando chi li deve installare a integrarli con coperture verdi e con sistemi di nebulizzazione. Ma si possono pure prevedere le famose “oasi del rinfresco”, spazi pubblici climatizzati ad accesso gratuito per le fasce vulnerabili, e ripristinare la presenza capillare di fontanelle d'acqua potabile.
Non si tratta solo di decoro, ma di salute pubblica.
L’esperto che non c’è
L’attuale giunta, capitanata dalla sindaca Andreana Patti, non ha scelto di avere in squadra un urbanista, una figura tecnica esperta in pianificazione territoriale e ambientale. Si tratta di una questione di enorme rilevanza politica e gestionale.
Senza competenze urbanistiche un'Amministrazione tenderà a gestire lo spazio pubblico senza visione e con interventi frammentati. Un esempio semplice è legato all’asfalto di una strada: è l’esperto in materia che valuta i materiali riflettenti, gli alberi da piantumare, mette anche mano al Piano del Verde, valuta le concessioni per i dehors con criteri bioclimatici.
Ma anche la richiesta di finanziamenti e la partecipazione ai bandi richiedono una certa competenza in materia, con indicatori tecnici precisi. Quindi, se la giunta non possiede tali competenze tecniche, l'indirizzo politico viene inevitabilmente delegato agli uffici. Magari si prevederanno incarichi o consulenze esterne a supporto.
L’errore delle palme, Marsala non è Miami
L’Amministrazione precedente, guidata da Massimo Grillo, ha proceduto alla piantumazione di palme in via delle Sirene. È stato un errore di pianificazione del verde. Gli esperti ci dicono che, dal punto di vista dell'adattamento al caldo estremo, questa pianta ha un'utilità quasi nulla.
Intanto non produce ombra, cresce molto velocemente in altezza, non crea una chioma in grado di schermare i marciapiedi o l’asfalto, quindi non abbassa la temperatura del suolo. E sono alberi che richiedono una potatura periodica. Bisognava semplicemente studiare meglio, perché la Washingtonia è originaria delle aree desertiche del Nord America, tra Messico e Stati Uniti. E Marsala non è Miami.
Quali specie si possono piantare?
Gli esperti continuano a ripetere, inascoltati, che per ombreggiare le strade, ridurre le temperature e restituire vivibilità ai pedoni, l'alberatura urbana deve orientarsi verso specie ad ampia chioma ed elevata resistenza all’aridità. Quindi via libera al carrubo, albero sempreverde che resiste alla siccità e sviluppa una chioma che garantisce ombra.
Il leccio, simbolo della macchia mediterranea, forma chiome ampie, resiste all'inquinamento urbano e non perde le foglie d’estate. Poi c’è il pino domestico, che si trova spesso sui litorali mediterranei e crea ampie coperture ombreggianti. Il platano garantisce una notevole schermatura solare.
Quindi piantare Washingtonie significa spendere risorse pubbliche per un elemento prevalentemente decorativo, che non risolve l'emergenza del caldo estremo.
A Marsala, anche quando avviene la pulizia dei giardinetti, quello che resta non è prato. È tutto secco.
Le risorse
I finanziamenti a cui i Comuni possono attingere per la questione climatica sono diversi: regionali, nazionali ed europei. Si va dai bandi e dalle risorse regionali, con linee di finanziamento periodiche dell'Assessorato Territorio e Ambiente, dirette a finanziare la realizzazione di polmoni verdi, la piantumazione di alberate urbane, tetti verdi e la de-sigillatura dei suoli (de-paving) per la prevenzione del rischio idrogeologico e la mitigazione delle isole di calore.
Ci sono poi i Fondi FSC Sicilia 2021-2027 (Fondo Sviluppo e Coesione), con i piani di finanziamento per la riqualificazione dei centri urbani e la rigenerazione di aree degradate.
Il PR FESR Sicilia 2021-2027 (Priorità 2 - Transizione ecologica), il Programma regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale, riserva specifiche azioni alle amministrazioni locali per l'adattamento ai cambiamenti climatici, lo sviluppo di infrastrutture verdi urbane e la prevenzione dei rischi ambientali. Ma anche il PNRR, con la Missione 2 e la Missione 5, ha previsto risorse destinate all’ambiente e alla riqualificazione, nonché alla gestione della risorsa idrica.
A questi fondi si aggiungono quelli ministeriali e i programmi diretti dell’UE. Il Ministero dell’Ambiente ha avviato programmi dedicati alla forestazione urbana e all'adattamento climatico. E poi ci sono i programmi europei diretti, LIFE e Horizon Europe: finanziamenti europei per progetti pilota che sperimentano soluzioni basate sulla natura, con parchi drenanti, pareti vegetate e ombreggiamenti.
Marsala all’anno zero
Ad oggi la risposta all'emergenza climatica è stata spesso affidata al caso. Marsala ha bisogno di restituire vivibilità ai quartieri e al centro storico, schermando i dehors dei ristoratori e permettendo ai cittadini di tornare a camminare senza rischiare la salute.
La lotta al caldo estremo non si vince con la propaganda visiva né con gli slogan sull'accoglienza turistica. Si vince nei palazzi di città, quando le giunte comunali decideranno di smettere di gestire il verde come un semplice soprammobile e cominceranno a trattarlo per ciò che è realmente: un'infrastruttura sanitaria e sociale.
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