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29/08/2026 06:00:00

Marsala, ossa tra i rifiuti al cimitero. Cosa è successo e chi doveva vigilare?

Il ritrovamento di ossa all’interno di un bidone della spazzatura, al cimitero di Marsala, non è una fake news, ed è questo uno degli elementi principali che bisogna evidenziare. Troppe voci in giro, pure sui social, pronunciate e scritte da esponenti politici, hanno bollato il fatto come una notizia costruita, copiata, non vera. Insomma, un insieme di circostanze che delegittimavano la signora che ha fatto il post.

Nella giornata di ieri abbiamo intervistato l’assessore con delega ai servizi cimiteriali, Gabriele Di Pietra, che ha evidenziato come ci siano già gli organi preposti a individuare la veridicità di quanto scoperto a mezzo social e che, senza sconti, si intercetteranno i responsabili. Il cimitero è luogo di ricordo, di affetto, di norme che vanno rispettate perché riguardano anche la salute pubblica.

 

Cosa è accaduto

La signora che ha scattato la foto, postata sui social da un’amica che l’aveva accompagnata sul posto, non vuole rilasciare dichiarazioni.

È lei che ha fatto la scoperta di quelle ossa e che si è pure impaurita, ma non ha timore a gridare “vergogna”. Quindi la notizia non solo è vera, ma è pure oggetto di norme ampiamente violate che riguardano l’estumulazione dei defunti.

Oggi sono in tanti i cittadini a lamentarsi di quello che al cimitero non è accaduto solo qualche giorno fa, ma pare essere prassi consolidata. Un signore, che per ovvie ragioni chiede di rimanere anonimo, racconta di avere avuto già nel dicembre 2025, e qualcuno mesi prima, la stessa identica esperienza. Rinvenimento di ossa adiacenti a cappelle o ad altri defunti, liquami fuoriusciti, bare messe a terra dopo l’estumulazione, che lì rimanevano per parecchi giorni.

Lo smaltimento

Una volta recuperati i resti ossei e sistemati nella cassetta-ossario, operazione che va fatta subito senza lasciare i resti in altri contenitori non idonei o a terra, ciò che rimane del feretro non può essere semplicemente buttato nei normali cassonetti. Né deve rimanere a terra. La normativa individua espressamente tra i rifiuti da esumazione/estumulazione: assi e residui della cassa di legno; maniglie, croci, ornamenti e altri accessori; residui di indumenti, imbottiture e materiali tessili; altri materiali biodegradabili presenti nel feretro; residui metallici della cassa, compreso lo zinco e l’eventuale piombo.

Il D.P.R. 254 del 2003 stabilisce che la gestione di questi rifiuti deve favorire il recupero delle frazioni metalliche del feretro. Quindi lo zinco non dovrebbe essere semplicemente conferito insieme al resto dei materiali: deve essere separato e, quando ricorrono le condizioni previste, avviato a recupero presso gli impianti autorizzati.

Il legno, invece, insieme agli altri residui dell’estumulazione, deve essere raccolto separatamente dagli altri rifiuti urbani, utilizzando gli appositi imballaggi a perdere previsti dalla normativa, con la dicitura: “Rifiuti urbani da esumazioni ed estumulazioni”.

Questi rifiuti possono essere temporaneamente depositati in un’area appositamente individuata all’interno del cimitero e devono poi essere avviati a recupero oppure smaltiti in impianti autorizzati.

Al cimitero di Marsala pare che nulla di tutto questo sia stato mai fatto.

Quindi la normativa sui rifiuti da esumazione-estumulazione prevede una gestione specifica: raccolta, deposito temporaneo nel cimitero secondo le modalità previste, trasporto e successivo recupero e smaltimento presso impianti autorizzati.

Marsala dove conferisce? Con quali modalità?

Ricostruire la filiera delle responsabilità

Appurato che le estumulazioni quella mattina erano in corso, senza area isolata ma con i visitatori lì vicino, c’è da farsi qualche domanda in più per ricostruire tutto l’accaduto. Ad esempio, chi eseguiva le estumulazioni? Qual era il capitolato? Chi doveva effettuare il ritiro? Quale impianto autorizzato doveva riceverli? Esistono formulari di identificazione dei rifiuti (FIR) che dimostrino dove sono stati portati? Per lo zinco era previsto il recupero della frazione metallica oppure lo smaltimento insieme agli altri materiali?

C’è la sentenza 34640 del 2021, emessa dalla Corte di Cassazione, che ha già affrontato un caso relativo a rifiuti da esumazione nel Comune di Salemi e ha ritenuto che un deposito di tali rifiuti in big bag aperti, non correttamente identificati e accessibili al pubblico potesse configurare un deposito incontrollato di rifiuti, con responsabilità anche del funzionario comunale preposto. Funzionaria condannata.

Peraltro, a coordinare le attività di estumulazione ed esumazione generalmente è l’ufficio Servizi cimiteriali.