Trapani ritrova il mare: interventi tra Sant’Anna e le Mura di Tramontana
A Trapani le scale a raccontano una piccola rivoluzione urbana.
Una scala in corten, moderna e leggera, che sale verso una terrazza panoramica.
Un ascensore in acciaio e vetro che apre il percorso anche a chi prima non avrebbe potuto affrontarlo.
E poi un’antica scala in pietra, rimasta sepolta sotto il cemento per decenni, che sta per tornare alla luce.
Succede nel cuore del centro storico di Trapani, in quel tratto di città compreso tra l’Archivio di Stato, via Sant’Anna e le Mura di Tramontana.
Un sistema di interventi diversi, finanziati in gran parte attraverso il PNRR, che finalmente comincia a mostrare un risultato complessivo.
E il risultato, almeno guardando quello che sta emergendo, è un esempio di rigenerazione urbana degli ultimi anni.
L’intervento all’Archivio di Stato di Trapani, nell’ex complesso di Sant’Anna, è probabilmente la parte più sorprendente.
Il progetto PNRR non si limita al recupero dell’edificio: punta a trasformarlo in uno spazio più aperto e accessibile, con una nuova grande sala studio, la sistemazione del giardino e il superamento delle barriere architettoniche.
Il giardino è stato trasformato in uno spazio pieno di verde, mentre all’interno trova posto una sala studio gradevole e funzionale.
Ma è soprattutto salendo verso l’alto che il progetto cambia completamente prospettiva: un ascensore panoramico esterno in acciaio e vetro conduce verso le coperture dell’edificio, dove è stata realizzata una vera promenade panoramica.
Da lì Trapani si apre sul mare. Lo sguardo arriva fino a Torre di Ligny, con una vista che restituisce anche fisicamente il rapporto tra il centro storico e la costa. E poi la scala in corten, elemento contemporaneo inserito in un contesto storico, diventa parte di un percorso architettonico che mette insieme antico e moderno senza cercare di nascondere nessuno dei due.
Non è un caso che il progetto dell’Archivio di Stato sia stato pensato proprio in collegamento con le Mura di Tramontana. Il Ministero della Cultura, nella presentazione dell’intervento, indicava espressamente la volontà di valorizzare il rapporto con il sistema delle mura, contemporaneamente interessato dai lavori di rigenerazione urbana del Comune di Trapani.
Il Comune ha portato avanti, nell’ambito della Missione 5 del PNRR dedicata alla rigenerazione urbana, diversi interventi nel centro storico: dal recupero del basolato di via Sant’Anna e via Cucuzzella alla nuova scala di accesso alle Mura di Tramontana, fino all’apertura di nuovi collegamenti verso il mare.
Uno degli ultimi cantieri conclusi riguarda proprio il varco sulle Mura di Tramontana per collegare il Vico Serraglio al mare.
Quello che prima era, di fatto, un vicolo cieco è diventato una nuova porta sul waterfront e sulla passeggiata panoramica.
L’intervento, finanziato con circa 397 mila euro nell’ambito del PNRR, aveva proprio l’obiettivo di ricucire il rapporto tra il centro storico e il mare.
Non è soltanto una questione di aprire un cancello.
Cambiare un vicolo cieco in un passaggio significa cambiare il modo in cui si attraversa la città. Significa restituire continuità a un pezzo di centro storico che per anni si fermava contro un muro e che adesso, invece, conduce verso il mare.
A completare il quadro c’è poi la nuova scala di collegamento alle Mura di Tramontana, dal Cortile Serraglio Sant’Anna. Anche questo è un progetto di rigenerazione urbana finanziato nell’ambito del PNRR, con un investimento complessivo di oltre 415 mila euro.
E proprio qui arriva forse uno degli aspetti più affascinanti dell’intervento: accanto alle nuove strutture, sta tornando alla luce la vecchia città.
L’antica scala in pietra che da via Sant’Anna portava alle mura, rimasta coperta dal cemento per decenni, sta per essere liberata.
Un recupero che aggiunge un ulteriore collegamento tra le strade del centro storico e il sistema delle fortificazioni, restituendo leggibilità a un percorso che era stato cancellato dal tempo e dagli interventi successivi.
Così, oggi, in pochi metri si concentrano interventi che raramente a Trapani riescono a dialogare tra loro e che conducono verso il Bastione Conca.
È un piccolo pezzo di città, ma potrebbe diventare un modello, perché la rigenerazione urbana funziona davvero quando non consiste soltanto nel rifare una pavimentazione o restaurare una facciata, ma quando riesce a ricucire percorsi, restituire spazi abbandonati, creare nuovi accessi e far dialogare quello che già esisteva.
Adesso la sfida è capire se questo metodo può continuare tutto intorno. A cominciare da piazza Jolanda, dove il tema non dovrebbe essere soltanto quello di rifare uno spazio, ma di immaginare come riconnetterlo al resto della città.
Le Mura di Tramontana, intanto, stanno cambiando funzione. Da confine diventano percorso. Da barriera diventano affaccio. E le nuove scale – insieme ai varchi recuperati – stanno riportando il centro storico verso il suo elemento più naturale: il mare.
Un pezzettino alla volta, Trapani sta scoprendo che per rigenerare una città non basta restaurare ciò che si vede. Bisogna anche riaprire quello che, per troppo tempo, è rimasto chiuso.
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