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29/08/2026 13:19:00

Sicilia, linea dura sui genitori no-vax: segnalazioni in Procura per chi non vaccina i figli

Linea dura in Sicilia contro chi non vaccina i figli. Dopo i due casi di difterite registrati a Palermo, la Regione prepara una stretta sui bambini che non risultano in regola con le vaccinazioni obbligatorie: controlli più capillari, convocazione delle famiglie, appuntamenti fissati direttamente dalle Asp e, in caso di persistente inadempienza, contestazioni formali e segnalazioni all'autorità giudiziaria.

 

È una delle misure al centro della strategia messa a punto dopo la prima riunione della task force regionale sulle vaccinazioni, convocata dall'assessorato alla Salute. Il punto di partenza sono proprio i due casi palermitani, che riguardano minori appartenenti allo stesso nucleo familiare.

La Regione precisa che non si tratta di un cluster epidemico, ma quanto accaduto ha fatto scattare l'allarme sulle coperture vaccinali dei bambini siciliani.

 

Cosa succede alle famiglie che non vaccinano

Il meccanismo prevede innanzitutto di individuare i bambini con coperture insufficienti. Le famiglie saranno convocate e verrà avviato un colloquio per spiegare la necessità della vaccinazione.

Se il minore continuerà a non essere vaccinato, sarà l'Asp a fissare direttamente l'appuntamento per la somministrazione. Qualora l'inadempienza dovesse proseguire, scatterà la contestazione formale, con le sanzioni previste e, nei casi che ne ricorrano i presupposti, la segnalazione all'autorità giudiziaria competente.

A Palermo la Procura per i minorenni è già intervenuta sulla vicenda che riguarda una bambina di quattro anni non vaccinata morta all'ospedale Di Cristina e il cuginetto coetaneo, anch'egli non vaccinato, che ha sviluppato una forma più lieve della stessa malattia. È stato aperto un fascicolo civile per valutare la responsabilità dei genitori rispetto agli altri figli.

 

Caruso: «Non siamo di fronte a un'emergenza»

L'assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, invita a non parlare di emergenza, ma riconosce la necessità di intervenire.

«Non siamo di fronte a un'emergenza – afferma – ma a un campanello d'allarme che ci impone di rafforzare ulteriormente l'impegno per aumentare le coperture vaccinali, che risentono ancora degli effetti della pandemia di Covid-19».

La task force parte dalla circolare già inviata dall'assessorato a tutte le Asp siciliane, ai sindacati dei pediatri di libera scelta e agli Ordini provinciali dei medici. L'attenzione sarà concentrata soprattutto sui bambini tra zero e sei anni.

 

Controlli sullo stato vaccinale anche nei pronto soccorso

Un'altra novità scatterà dal 1° settembre. Gli operatori dei pronto soccorso potranno accedere all'Anagrafe unica vaccinale regionale (Avur) e controllare direttamente lo stato vaccinale dei pazienti.

La Regione avvierà inoltre un monitoraggio sistematico per individuare territori e distretti nei quali le coperture risultano insufficienti. In quelle aree le Asp potranno organizzare interventi mirati insieme a pediatri, medici di famiglia e strutture ospedaliere.

La rete vaccinale potrà arrivare anche dentro le scuole, con l'apertura di punti per le vaccinazioni negli istituti delle zone dove emergeranno le maggiori criticità.

Il libretto vaccinale consegnato già alla nascita

La strategia parte anche dai neonati. Nei punti nascita pubblici e privati della Sicilia ai genitori dovrebbe essere consegnato il libretto vaccinale del bambino insieme all'indicazione dell'appuntamento presso il centro di riferimento.

Previsto anche il potenziamento dei laboratori di microbiologia, per rendere più rapida ed efficace la capacità diagnostica, con particolare attenzione ai bambini non vaccinati.

La Regione prepara infine una nuova campagna di informazione destinata soprattutto a genitori e giovani coppie, utilizzando consultori, social network e testimonial e coinvolgendo gli ordini professionali sanitari e i giornalisti.

La task force tornerà a riunirsi il 3 settembre. «Stiamo lavorando concretamente e velocemente – conclude Caruso – a tutela della salute dei più piccoli e della salute pubblica nel suo complesso».