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30/08/2026 14:00:00

Giada Messina Cuti e Linda Scaffidi vincono l'VIII edizione del Premio Letterario Città di Erice

Erice per una sera si è riempita di libri, lettori e soprattutto di giovani. Al teatro Gebel Hamed si è chiusa l’ottava edizione del Premio Letterario Città di Erice, con una partecipazione di pubblico che conferma come la manifestazione sia ormai diventata uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili del territorio.

A vincere il Premio Letterario Città di Erice 2026 è stata Giada Messina Cuti con il romanzo d’esordio Tu vivi, pubblicato da Guanda. Il Premio Letterario Giovani Città di Erice è andato invece a Linda Scaffidi, autrice di Le sette fate di Youssef, edito da Fazi.

 

Un premio che cresce insieme ai lettori

La cerimonia conclusiva si è svolta sabato 29 agosto ed è stata condotta da Mariza D’Anna e Noemi Genovese, presidente e vicepresidente dell’Associazione Vivere Erice, che organizza il Premio con il patrocinio dell’Ars e del Comune.

Presenti, tra gli altri, il deputato regionale Giuseppe Bica, la sindaca di Erice Daniela Toscano, l’assessora comunale alla Cultura Rossella Cosentino, il presidente della giuria di qualità Gaetano Savatteri e il giornalista Concetto Prestifilippo, componente della giuria.

«Abbiamo visto una grande partecipazione e questo ci conferma che la scommessa sulla lettura, sui libri e sull’incontro tra autori e lettori è vincente», hanno commentato D’Anna e Genovese.

Secondo le organizzatrici, il Premio è cresciuto negli anni insieme alla comunità che vi ruota attorno: autori, librerie, scuole, studenti, insegnanti e semplici lettori.

 

Sette scuole coinvolte nel Premio Giovani

Uno degli aspetti più interessanti dell’edizione 2026 è stato proprio il coinvolgimento degli studenti.

Al Premio Letterario Giovani hanno partecipato sette istituti scolastici della provincia di Trapani. Gli studenti non sono stati soltanto spettatori, ma sono entrati nel percorso di lettura, confronto e valutazione delle opere.

Ed è proprio questo, secondo Gaetano Savatteri, uno degli elementi che danno senso all’iniziativa.

«Un Premio letterario ha senso quando riesce a mettere in relazione i libri con le persone», ha spiegato lo scrittore e giornalista. «Il risultato più importante è forse quello di aver visto tanti giovani avvicinarsi ai libri e discuterne. La letteratura non è soltanto un fatto individuale: può diventare uno straordinario strumento di comunità».

Una considerazione che, in tempi nei quali convincere un adolescente a staccarsi dallo smartphone per qualche pagina è già quasi un piccolo premio letterario, non è proprio secondaria.

 

VincoLa Venere ericina alle vincitrici

A Giada Messina Cuti e Linda Scaffidi è stata consegnata un’opera realizzata dalla ceramista ericina Paola Amico, raffigurante la Venere ericina.

Una scelta pensata per unire il riconoscimento letterario alla storia e all’identità della città che lo ospita.

Il Premio fa parte della Rete dei Festival Letterari della provincia di Trapani e della rassegna “Cortili narranti”. Per il secondo anno consecutivo è stato inoltre selezionato dal Salone Internazionale del Libro di Torino per la sezione “Luci sui Festival”.

Si chiude così l’ottava edizione, mentre l’Associazione Vivere Erice guarda già ai prossimi appuntamenti. Il dato che resta, al di là dei premi e delle fotografie di rito, è quello di una manifestazione che prova a fare dei libri non soltanto qualcosa da leggere in solitudine, ma un’occasione per incontrarsi, discutere e costruire comunità.