Week end tra le piazze di Erice con 'Borgo DiVino in tour'
Giunge alla fine l'evento itinerante legato al mondo del vino che dal 28 al 30 Agosto ha fatto tappa ad Erice.
Una 'tre giorni' (leggasi '3 sere') diffusa tra gli angoli più suggestivi dell'amato borgo: Piazza Zichichi (già Piazza della loggia), punto base per l'accreditamento e l'inizio del percorso, tra le vie che portano alle pittoresche Piazze San Giuliano e San Domenico.
Gli eventi per i winelovers sono ormai una miriade e molti di questi rischiano di somigliarsi fin troppo. Tuttavia la fortuna delle organizzazioni di godere di cornici uniche, come quelle offerte dal nostro hinterland, fa sì che l'identità e l'atmosfera siano uniche ed irripetibili..ma andiamo alla 'ciccia':il beveraggio.
Trattandosi di una organizzazione che gira per i posti più belli e suggestivi del territorio nazionale e altamente vocati alla viticultura, le aspettative sono abbastanza alte.
Tuttavia la mancanza di un forte radicamento locale,laddove la diffidenza di molti operatori del settore può fare la differenza, rischia di privare l'evento stesso dei grossi nomi.
Non importa se l'assenza di alcuni produttori sia ingenerata da una sorta di snobismo nei confronti di una realtà giovane quanto dinamica ed accattivante quale 'Borgo DiVino' o se puntare su realtà più piccole sia una mission dell'organizzazione stessa.
Sta di fatto che l'essere scevri da quel condizionamento amicale che spesso indirizza questa tipologia di eventi (essendo questo un ambito abbastanza competitivo e ,tutto sommato, ristretto, per non dire saturo) determina un focus allargato su vari territori siciliani , passando in primis, ca va sans dire, per il trapanese fino alle cantine della sicilia orientale.
Allargando ancora l'obiettivo , si possono scorgere etichette del centro e nord Italia ( oltre ad un banco d'assaggio ungherese).
Ritrovarsi a parlare con produttori motivati nel farsi conoscere, aperti al confronto e al dialogo , crea un mood giusto per parlare di vino anche in un periodo non propriamente idoneo per la degustazione , viste le temperature proibitive e l'esperienza diventa arricchente, al di là di qualche rivedibilità di alcune bottiglie ai banchi d'assaggio.
Considerando la delicatezza e bellezza dei luoghi, non avere armato il basolato di antiestetiche celle frigo come se non ci fosse un domani (a costo di ritrovarsi con qualche bottiglia agonizzante a fine serata e con il ghiaccio che è soltanto un lontano ricordo) non è da ascrivere come errore ma come necessità.
L'approccio più 'casual' (o, se preferite, ' in bermuda' , vista la stagione) al mondo del vino è ormai una realtà incontrovertibile, sia perchè voluto dalle stesse cantine, per fronteggiare le varie difficoltà legati al mercato , sia perchè , per quanto appassionato possa essere il bevitore, il desiderio di leggerezza e sobrietà prevale, ora più che mai.
Parallelamente al calice bevuto saltando , tra le note di Ciccio Barbara e Dj Marchhh, ci sarà sempre il mondo dell'ortodossia del taste-vin ,ingiacchettato e professionale.
Parafrasando una celebre battuta di Corrado Guzzanti , potremmo dire che sono due rette parallele che non si incontrano mai... e se si incontrano non si salutano!
Come sempre, ci si può migliorare.
Note stonate?
Qualche operatore addetto alla somministrazione di varie etichette di varie aziende, più interessato a scannerizzare i QR che a delucidare gli avventori su ciò che versava loro (e trattandosi di vini , nella fattispecie, non siciliani, una particolare cura in questo senso sarebbe stata d'uopo).
Per il resto, la gentilezza degli instancabili ragazzi alla cassa e della compagine dei produttori-espositori ha fatto sì che il mio pollice sia tutt'altro che verso.
L'idea e la mission di Borgo DiVino in tour è fortemente al passo coi tempi (con i pro e i contro che ciò comporta) e le capacità organizzative assolutamente mirabili. Ad maiora e ..Prosit!
Giuseppe Giacalone
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