Marsala, com'era il litorale Sud nel 1955: manifesti restituiscono la memoria della costa
Com’era il litorale sud di Marsala settant’anni fa? Prima delle trasformazioni, delle costruzioni vicine alla spiaggia, delle modifiche alla linea di costa e di tutto quello che oggi diamo quasi per scontato? A ricordarlo, in questi giorni, sono alcuni manifesti comparsi lungo il litorale, con le aerofotogrammetrie del 1955 messe a confronto con immagini più recenti.
Un piccolo esperimento di memoria collettiva, nato senza firme e senza rivendicazioni. Alcuni manifesti affissi nella zona del Signorino sono già stati staccati. Altri, invece, come quelli allo Sbocco resistono.
Dietro l’iniziativa c’è un cittadino che ha contattato Tp24 e che preferisce mantenere l’anonimato. Non vuole che si parli di lui. Vuole che si guardino le fotografie.
Il paesaggio che non ricordiamo più
Il punto dell’iniziativa è semplice, ma non banale: molti marsalesi, soprattutto i più giovani, non hanno mai visto il litorale sud per come appariva prima delle profonde trasformazioni avvenute negli ultimi decenni.
Chi è nato negli anni più recenti conosce soltanto la costa attuale. Quella è diventata, inevitabilmente, la normalità. E quando manca il confronto con ciò che esisteva prima, anche le trasformazioni più profonde finiscono per diventare invisibili.
«Questa non è un’azione di protesta, ma un atto di restituzione visiva», spiega l’autore dei manifesti. «Ho scelto l’anonimato perché l’attenzione non deve concentrarsi su chi ha affisso questi manifesti, ma su ciò che quelle immagini raccontano: la memoria dimenticata del nostro territorio».
Il confronto tra il 1955 e oggi
Le immagini storiche permettono di osservare la conformazione della spiaggia, della costa e del territorio circostante nel 1955 e di confrontarla con quella che vediamo oggi.
È quasi una macchina del tempo piazzata sul bordo della strada.
«La mia generazione e quelle più recenti sono nate e cresciute osservando il litorale sud di Marsala per come si presenta oggi. Per noi questa linea di costa, con le sue stratificazioni, le sue alterazioni e le sue fragilità, rappresenta da sempre l’unica realtà conosciuta. Manca quasi del tutto la percezione di cosa ci fosse prima».
Ed è proprio questa percezione che i manifesti cercano di ricostruire.

“Portare le fotografie in strada è divulgazione”
Non una battaglia politica, dunque, almeno nelle intenzioni dell’autore. Piuttosto un’operazione culturale.
«Affiancare l’aerofotografia del 1955 a uno scatto contemporaneo serve a colmare questo vuoto. Le generazioni passate conservano il ricordo di quella costa, ma per i ragazzi di oggi quel paesaggio originale è un’immagine mai vista».
Da qui la scelta di non lasciare le fotografie dentro un archivio, in un libro o in qualche cartella digitale, ma di portarle direttamente nei luoghi che raccontano.
«Portare queste fotografie direttamente in strada significa fare divulgazione pura: offrire alla cittadinanza uno strumento di conoscenza visiva e restituire ai più giovani una consapevolezza che rischiava di andare perduta».
Conoscere il passato per capire il presente
L’iniziativa pone, indirettamente, anche una questione più ampia. Quanto conosciamo davvero il paesaggio nel quale viviamo?
Le città cambiano lentamente, un pezzo alla volta. Le coste ancora di più. E proprio perché le trasformazioni avvengono nel corso di decenni, chi arriva dopo rischia di considerare naturale ciò che naturale non è mai stato, o comunque non lo è stato sempre.
Le aerofotogrammetrie del 1955 servono allora a ricordare che anche il paesaggio ha una storia. E che quella storia non riguarda soltanto studiosi, tecnici e archivisti.
Riguarda tutti.
«Non è possibile comprendere, tutelare o immaginare il futuro di un territorio senza conoscerne le radici», conclude l’autore.
Qualcuno i manifesti li ha già strappati. Gli altri, per ora, sono ancora lì. E forse il loro messaggio più semplice è proprio questo: prima di discutere su cosa debba diventare la costa di Marsala, può essere utile ricordarsi com’era.
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