×
 
 
31/08/2026 13:14:00

Trapani, emergenza acqua: il Codacons chiede più autobotti e risposte certe

L’emergenza idrica a Trapani torna al centro dell’attenzione con l’intervento del Codacons. 

 

L’associazione dei consumatori ha raccolto le segnalazioni provenienti dal territorio sulle difficoltà incontrate da numerose famiglie nell’ottenere i rifornimenti sostitutivi e, soprattutto, nell’avere informazioni certe sui tempi di consegna dell’acqua.

«Le segnalazioni che arrivano dal territorio descrivono una situazione che merita una risposta immediata», afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, chiedendo alla Regione Siciliana, nel rispetto delle competenze dei diversi enti, di verificare quanto sta accadendo e di garantire, insieme alle amministrazioni interessate, tutti i mezzi necessari.

 

Il Comune di Trapani ha attivato il Centro operativo comunale per coordinare il servizio sostitutivo attraverso le autobotti, dopo le criticità legate alla contaminazione riscontrata in una parte della rete cittadina. 

Nei giorni scorsi, il servizio era assicurato da più mezzi, mentre il Comune ha chiesto ulteriori autobotti e personale alla Protezione civile regionale e agli altri Comuni della provincia.

 

Per il Codacons, però, il punto è verificare se la macchina organizzativa sia effettivamente in grado di rispondere alla domanda. «Una linea telefonica e un sistema di raccolta delle richieste sono strumenti utili soltanto se riescono a tradursi in assistenza concreta», sottolinea Tanasi.

 

Particolare attenzione viene chiesta per anziani, persone con disabilità, soggetti fragili e famiglie in maggiore difficoltà. «Non basta prevedere priorità sulla carta – evidenzia Tanasi – è necessario che queste vengano applicate concretamente e che le situazioni più delicate ricevano una risposta tempestiva».

 

Il Codacons chiede ora massima trasparenza sul numero dei mezzi disponibili, sui criteri di priorità e sui tempi delle consegne. «In una situazione di emergenza i cittadini hanno diritto non solo all’assistenza, ma anche a informazioni chiare», conclude Tanasi. "L’accesso all’acqua non può trasformarsi in una corsa quotidiana nell’incertezza".