Trapani, ex scuola De Rosa, vandali e rifiuti: la struttura ostaggio del degrado
Prima la recinzione metallica abbattuta e piegata, ora anche il cancello laterale spalancato: una una lunga storia di abbandono per l’ex scuola “Eugenio De Rosa” di via Lungomare Dante Alighieri.
Una struttura che versa nel degrado ormai da circa dieci anni e che, ancora una volta, sembra scivolare verso una situazione sempre più difficile da controllare.
Inizialmente è stata abbattuta e piegata con la forza la recinzione metallica collocata sopra il muro di cinta, creando un varco attraverso il quale sarebbe diventato più semplice lanciare rifiuti all’interno dell’area.
Adesso la situazione si è ulteriormente aggravata e anche il cancello laterale risulta completamente aperto. Per chi vuole abbandonare illegalmente rifiuti, dunque, l’accesso è diventato ancora più semplice: non più soltanto sacchi e materiali lanciati oltre la recinzione, ma la possibilità di entrare direttamente all’interno e scaricare rifiuti di ogni genere.

Eppure quello della De Rosa non è un problema nato oggi. La palestra e l’area circostante convivono con abbandono, vandalismi e degrado dala sua chiusura.
Una struttura che nel tempo è diventata sempre più vulnerabile, con recinzioni danneggiate, accessi non adeguatamente protetti e rifiuti abbandonati.
La convenzione con il Libero Consorzio e i rallentamenti
C’è poi un altro elemento importante nella complessa vicenda della palestra ex Eugenio De Rosa.
La struttura relativa alla palestra è stata inserita nell’accordo istituzionale tra il Comune di Trapani e il Libero Consorzio Comunale per il recupero e la valorizzazione di alcuni impianti sportivi cittadini, tra cui anche la palestra “Cottone”.
L’obiettivo era quello di avviare un percorso di recupero delle strutture e garantirne una fruizione e una gestione condivisa. Ma l’iter ha subito nel tempo rallentamenti, rinvii e richieste di ridefinizione.
A pesare sono state, da un lato, le complesse procedure legate ai finanziamenti della Regione Siciliana per la messa a norma delle palestre e, dall’altro, lo stato di forte incuria e inagibilità in cui versano numerosi impianti sportivi cittadini.
Una situazione che ha spinto le amministrazioni a rivedere priorità, interventi e termini degli accordi di co-gestione.
Il social housing e la nuova vita dell’ex scuola
La situazione appare ancora più paradossale se si guarda a ciò che dovrebbe accadere nei prossimi mesi nell’area circostante.
L’ex scuola Eugenio De Rosa è infatti coinvolta nel progetto di social housing e riqualificazione urbana promosso dal Comune di Trapani.
L’intervento, del valore complessivo di quasi 8 milioni di euro, coinvolge diversi immobili comunali, tra cui l’ex scuola De Rosa, gli immobili di via Carreca e l’ex Mercato del Pesce, la Chiazza.
Il progetto punta al recupero e alla rifunzionalizzazione degli edifici attraverso un programma integrato di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale sociale.
Il Comune dovrá procedere alla bonifica dell’intera area interessata dal progetto prima dell’avvio del cantiere.
La palestra ex De Rosa, invece, non rientra direttamente nel cantiere del social housing e continua quindi a seguire un percorso separato.
Ed è proprio qui la contraddizione: mentre l’ex scuola si prepara a una nuova vita attraverso un importante progetto di rigenerazione urbana, a pochi metri di distanza la palestra continua a restare fuori dall’intervento principale e a fare i conti con un degrado che dura ormai da anni.
Due milioni di euro per le discariche abusive
Nel frattempo, ogni nuovo cumulo di rifiuti rappresenta un ulteriore costo per la collettività.
Le bonifiche delle discariche abusive impegnano ogni anno quasi due milioni di euro di risorse pubbliche, soldi che potrebbero essere destinati a servizi, manutenzioni e interventi per la città. Somme che finiscono inevitabilmente per riflettersi sul piano economico del servizio e quindi sulla bolletta dei contribuenti.
E la De Rosa, oggi, rischia di diventare una discarica abusiva che potrebbe rallentare anche l'inizio del cantiere.

Dieci anni di abbandono, progetti di recupero rallentati e accordi da ridefinire, mentre oggi basta un cancello lasciato aperto per rendere ancora una volta la De Rosa vulnerabile ai vandalismi e all’inciviltà.
E mentre per l’ex scuola si prepara una profonda trasformazione, resta sia da capire quando anche la palestra potrà finalmente uscire dal lungo tunnel del degrado e come, nel frattempo, impedire che l'intero comprensorio sia trasformato in una discarica.
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