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31/08/2026 18:56:00

Palermo, asportato un tumore di 30 centimetri: paziente a casa dopo sette giorni

Un tumore raro e aggressivo di circa 30 centimetri, che occupava gran parte dell’addome e coinvolgeva i principali vasi sanguigni, è stato asportato con successo a Palermo. Il delicato intervento è stato eseguito al Dipartimento Oncologico di III livello “La Maddalena” su un paziente di 54 anni, dimesso in buone condizioni appena sette giorni dopo l’operazione.

Si trattava di un intervento particolarmente complesso per il coinvolgimento dell’aorta e della vena cava inferiore. L’équipe chirurgica è però riuscita a rimuovere la massa preservando l’asse aorto-cavale.

 

L’intervento

L’operazione è stata pianificata nell’ambito del Gruppo Oncologico Multidisciplinare, in collaborazione con la Rete Oncologica Siciliana. Per i sarcomi e i tumori rari il riferimento è il professor Giuseppe Badalamenti del Policlinico di Palermo.

A eseguire l’intervento è stato il dottor Lucio Mandalà, responsabile della Chirurgia Epatobiliare, coadiuvato dalla dottoressa Cristina Saffiotti.

I sarcomi dei tessuti molli sono tumori rari e rappresentano circa l’1% di tutte le neoplasie maligne dell’adulto. In Italia si stimano ogni anno tra 2.200 e 2.300 nuove diagnosi, con un’incidenza di circa 4-5 casi ogni 100 mila abitanti.

 

«Alta specializzazione anche in Sicilia»

L’équipe sottolinea come il risultato dell’intervento rappresenti anche un segnale importante sul fronte della mobilità sanitaria.

«Aver rimosso una massa di queste dimensioni preservando l’asse aorto-cavale dimostra che l’alta specializzazione oncologica è presente e competitiva a chilometro zero», spiegano i medici.

Secondo i dati Agenas e della onlus “A Casa Lontani da Casa”, ogni anno oltre 32 mila pazienti siciliani si spostano fuori regione per curarsi, con un saldo passivo per la sanità regionale stimato tra 241 e 246 milioni di euro.

«Permettere a un paziente di affrontare una chirurgia di frontiera e le successive cure restando a Palermo, circondato dall’affetto dei propri cari, è la nostra vittoria più grande», conclude Mandalà.