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01/09/2026 18:18:00

Gibellina, al Cretto la mostra “Terre di Sicilia e Tunisia – Memoria condivisa”

Due sponde del Mediterraneo che si osservano attraverso fotografie, cartoline, paesaggi e vite quotidiane. Sabato 5 settembre, alle 17.30, al Museo Santa Caterina al Cretto di Burri di Gibellina Vecchia, inaugura “Terre di Sicilia e Tunisia – Memoria condivisa”, mostra fotografica inserita nel calendario di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026.

L’esposizione mette insieme immagini storiche e contemporanee per cercare ciò che Sicilia e Tunisia continuano ad avere in comune: il rapporto con la terra, il lavoro agricolo, le comunità, le trasformazioni del paesaggio e una memoria mediterranea che spesso supera i confini geografici.

La mostra resterà aperta fino al 24 settembre.

Due rive raccontate attraverso le immagini

Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’associazione trapanese I Colori della Vita e l’associazione tunisina Didon & Enée, con il contributo dell’Associazione Percorsi e Morsi.

Il percorso espositivo lavora su due tempi.

Da una parte c’è la memoria: fotografie storiche curate da Michele Fundarò e cartoline d’epoca selezionate da Saber Bhari, artista e fotografo tunisino.

Dall’altra c’è il presente, raccontato dagli scatti di 16 fotografi siciliani e tunisini. Immagini che non cercano soltanto somiglianze estetiche, ma mettono a confronto comunità, territori e modi di vivere.

Passato e presente finiscono così per stare uno accanto all’altro, mostrando quanto siano cambiate le due sponde e, allo stesso tempo, quanto alcuni elementi continuino a riconoscersi a distanza.

Il Mediterraneo oltre la cartolina

Il punto interessante della mostra sta proprio qui: Sicilia e Tunisia non vengono raccontate attraverso la consueta immagine da cartolina.

Al centro ci sono soprattutto territori rurali, persone, lavoro, paesaggio e trasformazioni sociali. Un Mediterraneo meno turistico e più quotidiano, nel quale le immagini diventano strumenti per ricostruire legami che la storia ha continuamente intrecciato e separato.

«Terre di Sicilia e Tunisia – Memoria condivisa vuole essere un’occasione di incontro tra culture accomunate da radici, paesaggi e storie spesso parallele», spiega Paolo Rizzo, ideatore del progetto.

Le fotografie, aggiunge Rizzo, restituiscono «il valore della memoria, il rapporto tra uomo e territorio e la trasformazione del mondo agricolo», concentrandosi su realtà lontane dai grandi circuiti turistici ma ancora dense di significato culturale.

Una mostra dentro il paesaggio di Gibellina Vecchia

Anche il luogo scelto aggiunge un ulteriore livello al progetto.

La mostra viene ospitata a Santa Caterina, nel paesaggio del Cretto di Burri, uno spazio nel quale il tema della memoria non ha bisogno di molte spiegazioni.

Portare qui fotografie che interrogano ciò che resta, ciò che cambia e ciò che viene tramandato crea inevitabilmente un dialogo con Gibellina Vecchia e con uno dei luoghi simbolo dell’arte contemporanea italiana.

La mostra entra così nel programma di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, in un anno nel quale la città sta moltiplicando esposizioni, installazioni e progetti dedicati al rapporto fra arte, territorio e memoria.

L’inaugurazione e il dialogo anche attraverso il cibo

All’inaugurazione del 5 settembre interverranno il sindaco di Gibellina Salvatore Sutera, il console di Tunisia a Palermo Mohamed Ali Mahjoub, il direttore artistico di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea Andrea Cusumano, la presidente del comitato scientifico della Fondazione Orestiadi Antonella Corrao e Michele Benfari, presidente dell’Associazione Percorsi a Morsi.

Il dialogo tra le due sponde passerà anche dalla cucina, con una degustazione curata dagli chef Peppe Giuffrè e Taieb Bouhadra.

Un modo per aggiungere al racconto fotografico un altro linguaggio profondamente mediterraneo: quello del cibo.