×
 
 
02/09/2026 14:00:00

Rifiuti in Sicilia, Sunseri (M5S) sfida Schifani: "Quanto costa una tonnellata nei termovalorizzatori?"

Quanto costerà davvero ai siciliani conferire una tonnellata di rifiuti nei futuri termovalorizzatori di Palermo e Catania? È la domanda che Luigi Sunseri, deputato regionale del Movimento 5 Stelle, rivolge al governo Schifani, contestando la narrazione costruita attorno all’emergenza rifiuti e alle spedizioni fuori dalla Sicilia.

Per Sunseri il punto è semplice: prima di presentare i termovalorizzatori come la soluzione economicamente inevitabile, la Regione dovrebbe mettere sul tavolo tutti i numeri. Tariffe comprese.

La polemica nasce dalle notizie sull’autorizzazione all’invio di 25 mila tonnellate di rifiuti dalla Sicilia alla Bulgaria.

 

“Non si tratta di rifiuti urbani indifferenziati”

 

Sunseri contesta innanzitutto il modo in cui è stata raccontata l’operazione.

Il deputato cita il decreto del Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti numero 1371 del 28 agosto 2026, sostenendo che il provvedimento non riguardi l’esportazione di 25 mila tonnellate di normale rifiuto urbano indifferenziato.

Secondo quanto riferisce l’esponente del M5S, il decreto autorizza invece 1.040 spedizioni di rifiuti classificati con codice EER 19 12 10, cioè rifiuti combustibili provenienti da attività di trattamento, prodotti da Ecorek e destinati allo stabilimento Heidelberg Materials di Devnya, in Bulgaria.

La destinazione sarebbe un’operazione di recupero energetico R1.

Una distinzione che, osserva Sunseri, non è affatto formale.

“Una cosa è il rifiuto urbano indifferenziato, altra cosa è un rifiuto combustibile derivante dal trattamento. Una cosa è lo smaltimento, altra cosa è un’operazione di recupero energetico”.

Il rischio, secondo il deputato, è che mettendo tutto nello stesso calderone si finisca per costruire una rappresentazione troppo semplice: da una parte la Sicilia che paga cifre enormi per mandare i rifiuti all’estero, dall’altra i termovalorizzatori presentati come alternativa inevitabile e conveniente.

Ed è proprio questa convenienza che, secondo Sunseri, va dimostrata.

 

Un trasferimento già avvenuto nel 2024

 

Il parlamentare regionale sottolinea inoltre che quello verso la Bulgaria non sarebbe neppure un caso nuovo.

Nel 2024, ricorda, la Regione aveva già autorizzato il trasferimento da Termini Imerese verso lo stesso impianto bulgaro di circa 20 mila tonnellate di rifiuti con codice EER 19 12 10, sempre destinate a recupero energetico.

Per il M5S occorre quindi pubblicare un quadro completo dei flussi che lasciano la Sicilia.

Sunseri chiede che per ogni trasferimento siano indicati codice del rifiuto, trattamento effettuato, quantità, destinazione, tipologia di recupero o smaltimento, costo del trattamento, trasporto e costo finale per tonnellata.

Solo così, sostiene, sarebbe possibile confrontare davvero soluzioni diverse.

 

Il nodo dei termovalorizzatori: qual è la tariffa?

 

Ma il cuore dell’intervento politico riguarda soprattutto i due termovalorizzatori previsti a Palermo e Catania.

Sunseri ricorda che il governo regionale ha indicato una base d’asta complessiva di circa 881 milioni di euro, con finanziamenti FSC, prospettando contemporaneamente un risparmio di circa 100 milioni di euro l’anno per famiglie e imprese.

Sempre secondo i dati richiamati dal deputato, la Regione avrebbe indicato costi attuali superiori ai 350 euro a tonnellata e circa 380 euro a tonnellata per alcuni trasferimenti fuori regione.

Da qui la domanda.

Se il governo è già nelle condizioni di stimare un risparmio da cento milioni di euro l’anno, su quale costo futuro del trattamento nei termovalorizzatori è stata effettuata la comparazione?

“Quanto costerà conferire una tonnellata nei termovalorizzatori di Palermo e Catania? Quale sarà la tariffa al cancello?”, domanda Sunseri.

E ancora: cosa comprenderà quella tariffa? Quanto peseranno gestione, manutenzione e trattamento dei residui? Come saranno calcolati i ricavi della produzione di energia? E soprattutto, a chi andranno?

 

“Non può esserci un assegno in bianco”

 

Sunseri non mette in discussione la necessità di chiudere il ciclo dei rifiuti in Sicilia.

Contesta però l’idea che l’emergenza possa diventare, di per sé, la giustificazione per qualsiasi scelta impiantistica e per qualsiasi costo.

“La Sicilia deve chiudere il ciclo dei rifiuti e deve farlo rapidamente”, afferma, ma ciò non può significare, secondo il deputato, “consegnare al governo regionale un assegno in bianco per un modello da quasi un miliardo di euro”.

La richiesta del Movimento 5 Stelle è quindi quella di affiancare agli investimenti sulla raccolta differenziata, sul recupero della materia e sugli impianti anche una valutazione trasparente dei costi dei termovalorizzatori.

Perché alla fine il punto della polemica è tutto qui: se i nuovi impianti faranno davvero risparmiare i siciliani, la Regione dovrebbe essere già in grado di spiegare quanto costerà ogni tonnellata trattata.

Sunseri chiede a Schifani di pubblicare quei conti.

Poi, dice, “saranno i numeri a dirci se i siciliani risparmieranno davvero”.