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07/09/2026 19:49:00

Mazara, l'assurda difesa dopo "Faccetta nera": "Una goliardata, abbiamo cantato anche Bella Ciao..."

"Il clima era goliardico. E poi abbiamo suonato anche Bella Ciao". E' questa, in estrema sintesi, l'incredibile difesa de "L'Approdo dei Saraceni", il lido tra Mazara e Torretta Granitola in cui qualche sera fa il gruppo musicale ha intonato "Faccetta nera", la canzone di ispirazione fascista, e contestualmente è spuntato qualche braccio teso in stile saluto romano. Insomma, la toppa è stata peggio del buco. Non solo hanno derubricato la cosa come "goliardata" ma hanno messo a paragone due cose totalmente diverse e che non possono essere trattate come in una "par condicio" musicale. 

 

“Bella ciao” e “Faccetta nera” non sono due estremi equivalenti di una presunta contesa politica da tenere in equilibrio come se si trattasse di alternare una canzone di destra e una di sinistra. Bella Ciao è uno dei simboli internazionali di libertà, resistenza e lotta contro ogni dittatura. Faccetta nera è una canzone fascista, che appartiene al regime e all'ideologia protagonisti della pagina più buia della storia italiana. E basta. 

 

Il locale: «È stata una goliardata»

Dopo le polemiche, l’Approdo dei Saraceni ha pubblicato una lunga nota per spiegare quanto accaduto.

Secondo la gestione, il gruppo musicale che animava la serata avrebbe intonato “Faccetta nera” in un contesto «esclusivamente goliardico», senza alcuna volontà di sostenere o celebrare il fascismo.

Il locale riconosce che il brano avrebbe potuto e dovuto essere evitato e sostiene di averne chiesto l’interruzione dopo pochi secondi.

Fin qui, una spiegazione.

Poi però arriva il passaggio meno convincente.

«Nel corso della stessa serata è stata eseguita anche “Bella ciao”», scrivono i gestori, ricordando inoltre che nel locale vengono proposti repertori molto diversi, perfino canti religiosi.

Ecco la nota integrale:
 

In merito alle polemiche nate nelle ultime ore su quanto accaduto ieri, all’Approdo dei Saraceni, riteniamo doveroso chiarire alcuni aspetti.

Nel corso della serata, il gruppo musicale che stava animando l’intrattenimento del lido ha intonato “Faccetta nera” in un contesto esclusivamente goliardico, senza alcuna volontà da parte della gestione di sostenere, celebrare o promuovere ideologie politiche o nostalgie legate al fascismo.

Si poteva evitare? Sì. Proprio per questo l’esecuzione è durata soltanto pochi secondi, il tempo necessario per accorgerci di quanto stesse accadendo e chiedere che il brano venisse interrotto. Una circostanza che, del resto, emerge anche dai video che stanno circolando in queste ore.

Nel corso della stessa serata è stata eseguita anche “Bella ciao” e, in tante altre occasioni, il repertorio proposto nel nostro locale ha spaziato tra generi, epoche e perfino canti religiosi. Il contesto è sempre stato quello della musica, del divertimento e dello stare insieme, mai quello della propaganda politica.

Lavoriamo da 16 anni nel settore dell’intrattenimento e in tutto questo tempo abbiamo cercato di creare un luogo aperto, accogliente e rispettoso di tutti. Nel nostro staff lavorano anche persone provenienti da altri Paesi, con le quali condividiamo quotidianamente lavoro, rispetto e collaborazione. È questa la realtà dell’Approdo dei Saraceni.

Già nelle domeniche precedenti avevamo avuto la percezione che alcuni episodi musicali potessero prestarsi a letture e strumentalizzazioni completamente estranee allo spirito delle nostre serate. Proprio per questo avevamo chiesto al gruppo di evitare brani che potessero generare equivoci o polemiche.

Siamo imprenditori. Organizziamo serate e lavoriamo perché le persone possano divertirsi. La politica la lasciamo fuori dal nostro locale e a chi sceglie di occuparsene.

Comprendiamo perfettamente che alcuni brani possano urtare sensibilità diverse e, proprio per questo, riconosciamo che sarebbe stato meglio non eseguirlo. Quello che però non possiamo accettare è che pochi minuti di una serata vengano trasformati nella prova di orientamenti politici o nostalgie che non appartengono né alla gestione né alla storia del nostro locale.

Chiediamo quindi che quanto accaduto venga raccontato nella sua interezza e nel suo reale contesto, senza attribuire all’Approdo dei Saraceni posizioni che non ha mai espresso né sostenuto.

 

E tutto questo proprio a Mazara

C'è infine un aspetto che rende l'episodio ancora più stridente.

Succede a Mazara del Vallo, forse la città più profondamente mediterranea e multiculturale della Sicilia occidentale. Una città nella quale da decenni vive una importante comunità di origine nordafricana, parte integrante del tessuto sociale, lavorativo e culturale.

Ed è difficile non vedere il paradosso di “Faccetta nera”, canzone nata dalla retorica coloniale italiana in Africa, cantata per divertimento proprio qui.

L'Approdo dei Saraceni rivendica sedici anni di attività, uno staff composto anche da persone provenienti da altri Paesi e una storia di accoglienza e rispetto. Non c'è motivo di metterlo in dubbio.

Ma proprio per questo sarebbe stato più semplice dire: abbiamo sbagliato, non doveva succedere, non succederà più. Punto.

Senza tirare in ballo “Bella ciao”, senza cercare improbabili compensazioni, senza spiegare che in altre serate vengono eseguiti perfino canti religiosi.

Perché alcune cose non hanno bisogno di essere bilanciate.

Hanno bisogno di essere chiamate con il loro nome.

E “Faccetta nera” non è semplicemente una vecchia canzone italiana. È una canzone fascista.