×
 
 
07/09/2026 06:00:00

Sicilia verso le Regionali, La Vardera non molla. Il PD prepara il suo candidato

Si sono conclusi gli Stati Generali di Controcorrente ad Agrigento. Presenti, o in videocollegamento, i leader del campo largo, del mondo civico ed esponenti di centrodestra.

Per Giuseppe Conte, leader del Movimento Cinque Stelle: “Valorizzare un’esperienza civica consente alla politica di dialogare con la popolazione senza le strutture di un partito tradizionale. Noi non abbiamo mai abbracciato la struttura di partito tradizionale, abbiamo dei gruppi territoriali, la piattaforma continua ad essere il motore di confronto”.

 

Le elezioni regionali bussano alla porta in Sicilia e per Conte è necessario “lavorare per costruire un programma. Non credo che la Sicilia meriti un governo regionale falcidiato da inchieste giudiziarie”.

Per Nuccio Di Paola, responsabile regionale del M5S, il campo largo è il fronte alternativo “al peggiore governo della Sicilia”. Ha aggiunto: “Possiamo e dobbiamo mandarli a casa, ma per farlo dobbiamo essere uniti e mettere al bando qualsiasi personalismo. Se ci dovessimo dividere per ipotetici tornaconti personali, condanneremmo la Sicilia ad altri 5 anni di disastri e i siciliani non ce lo perdonerebbero”.

Agli Stati Generali hanno preso parte anche gli esponenti di AVS Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, Pierpaolo Montato. Per il PSI Nino Oddo e Angelo Maraio.

 

Onorato: “Vogliamo fare politica”

Alessandro Onorato è il coordinatore nazionale di Progetto Civico Italia. Ad Agrigento ha detto cose chiare e quasi blindato la candidatura di Ismaele La Vardera: “Noi abbiamo una candidatura in campo. Ce ne sono altre? Chi si vuole candidare, tiri fuori gli attributi e lo faccia. Chi vuole stare in questo campo fa una scelta politica, programmatica. Vogliamo fare politica, cambiare i territori. Noi da Roma fino ad Agrigento, passando per Napoli, riusciamo ad unire sensibilità diverse, garantendo sviluppo. E questo è un metodo da esportare. I partiti del centrosinistra devono finirla con l’ansia da prestazione”.

Onorato ha lanciato due stoccate, una a Matteo Renzi, l’altra a Cateno De Luca.

Su Renzi e la sua eventuale candidatura alle primarie nazionali di coalizione, Onorato non lascia dubbi: “Renzi ha una storia arcinota. Il Progetto Civico Italia è qualcosa di nuovo. Se ci fosse lui candidato alle primarie è un’ottima notizia, significa allargare il campo. Noi siamo pronti ad andare a raccogliere le firme per presentarci alle politiche, vogliamo dimostrare di essere in grado di cambiare l’Italia”.

E sulla candidatura a presidente della Regione di Cateno De Luca afferma che alla fine sarà “il candidato di Vannacci”.

 

La Vardera resta in campo

Il deputato regionale, leader di Controcorrente, dal palco di Agrigento lo dice serafico: “Non faccio passi indietro, lo dico ai compagni del campo largo”.

È qui che spenderà la sua candidatura, nonostante le tante offerte: “Non so quante proposte mi sono arrivate per rinunciare al tentativo di amministrare questa terra. Prima un posto da sottosegretario, poi ministro per il Sud, fino a quattro seggi in Parlamento, due alla Camera e due al Senato”.

 

Barbagallo, presto il candidato del PD

Il segretario regionale del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, si è confrontato, ad Agrigento, con gli altri segretari regionali del centrosinistra.

Nelle prossime settimane il Partito Democratico intensificherà l’interlocuzione al suo interno per definire il nome del proprio candidato presidente della Regione da proporre agli alleati.

Barbagallo, quindi, metterà sul tavolo il nome dem del candidato presidente: “Se ci sarà condivisione sul nome del candidato del Pd bene, altrimenti proporremo le primarie come metodo per la scelta del candidato presidente. Questo tempo inoltre andrà utilizzato per definire il programma elettorale. Pochi punti ma che siano chiari su cui costruire l’alternativa, non soltanto rispetto ai nomi e al malgoverno della destra ma proponendo le idee e il modello di sviluppo della Sicilia che garantiscano crescita e prosperità per la nostra terra”.

 

L’intervento di Giorgio Mulè

È il vicepresidente della Camera dei Deputati, forzista, non sempre tenero con l’attuale governatore Renato Schifani. Gli riconosce, però, di avere fatto ripartire l’Isola: “C’è tanto da fare, guai se non fosse così, quindi il giudizio è certamente buono”.

E sulla sua eventuale candidatura per il centrodestra alla guida della Sicilia, Mulè non nega di avere dato la sua disponibilità: sarà il partito a decidere. Spinge la coalizione a fare presto: “Prima arriva questa decisione e meglio è. L’esperienza ci insegna che i candidati devono avere il tempo di presentarsi, preparare il programma e confrontarsi”.