Una costa, molti porti, un’unica destinazione turistica. È la proposta che approda agli Stati Generali dello Sviluppo Costiero della provincia di Trapani, in programma giovedì 24 settembre, alle 10, al Lazzaretto. L’idea è mettere in rete gli approdi del territorio, collegando la nautica alla ristorazione, agli itinerari e alle esperienze da vivere sulla terraferma e nelle isole.
A proporla è il contrammiraglio Rosario Marchese, consigliere del ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci. Il GAL della Pesca Trapanese, promotore dell’incontro, ne ha annunciato la partecipazione come relatore.
Intanto c’è una scadenza più ravvicinata: venerdì 11 settembre termina la raccolta delle schede con cui enti, autorità e imprese invitati potranno segnalare gli interventi di medio e lungo periodo già programmati nel territorio provinciale.
L’idea del «porto diffuso»
Marchese ha anticipato il proprio contributo nel documento «Una costa, molti porti, un’unica destinazione», proponendo di estendere al litorale trapanese il modello del “porto diffuso”, indicato nella nota del GAL come già sperimentato per lo Stretto di Messina.
La rete immaginata comprende Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Bonagia, San Vito Lo Capo, Favignana, Levanzo, Marettimo, Pantelleria e Marinella di Selinunte.
L’obiettivo è offrire a chi arriva dal mare una destinazione coordinata: non soltanto un posto dove ormeggiare, ma un accesso alle opportunità turistiche dell’intero territorio. Il collegamento previsto è con il portale Itinerari del Gusto, che il GAL sta arricchendo con una rete di ristorazione di qualità e con pacchetti esperienziali predisposti dal tour operator incaricato, Sicilia da Scoprire.
La proposta rientra nella strategia BLU TRAPANI 2028–2035, in particolare nelle parti dedicate al turismo costiero diffuso e alla costruzione di un marchio territoriale comune.
Dal Piano del Mare ai progetti per la costa
Contrammiraglio del Corpo delle Capitanerie di Porto in ausiliaria e avvocato, Marchese porterà al confronto l’esperienza maturata nell’incarico ministeriale, che comprende l’attuazione delle linee guida del Piano del Mare.
Il suo intervento sarà dedicato alle prospettive di evoluzione della normativa nazionale su porti turistici, piccoli porti pescherecci, demanio marittimo e tutela ambientale, mettendole in relazione con la programmazione territoriale 2028–2035.
La giornata riunirà istituzioni, autorità marittime e portuali, rappresentanze economiche e operatori dei settori legati al mare. Sul tavolo ci saranno la portualità produttiva e turistica, la cantieristica navale, la filiera ittica e la valorizzazione del litorale e delle isole.
Per il direttore del GAL, Giampiero Cappellino, la disponibilità di Marchese rappresenta «un riconoscimento importante per il lavoro che il nostro territorio sta portando avanti».
Progetti e interventi: le schede entro l’11 settembre
Prima dell’incontro, il GAL punta a raccogliere un quadro degli interventi già previsti sul territorio. Enti, autorità e imprese invitati dovranno trasmettere le schede a direzione@galpescatrapanese.it entro venerdì 11 settembre.
Per ciascun intervento vengono richiesti oggetto, localizzazione, orizzonte temporale, importo stimato e stato di avanzamento. I contributi saranno presentati in forma aggregata all’apertura dei lavori e serviranno come base documentale del confronto.
La proposta di strategia territoriale, il documento di Marchese e la scheda di rilevazione sono disponibili nella sezione dedicata agli Stati Generali sul sito del GAL della Pesca Trapanese.
Il 24 settembre al Lazzaretto, incontro aperto
L’appuntamento si terrà al Lazzaretto di Trapani, in viale Lutazio Catullo, sede del Centro Permanente per il Coordinamento delle Politiche Locali della Pesca.
La partecipazione è aperta a enti pubblici, operatori economici, categorie produttive e cittadini interessati al futuro della costa e delle isole. Il passaggio da affrontare è concreto: mettere insieme le progettualità dei singoli territori e capire come farle funzionare dentro una strategia comune. Perché una rete di porti, per essere tale, non può restare soltanto un elenco di approdi.