Acque agitate in Controcorrente, Agrigento è in agitazione. Ismaele La Vardera ha chiesto al vicesindaco di Michele Sodano, Giovanni Crosta, di dimettersi perché ha ereditato dal padre una casa abusiva, di cui è stata chiesta la sanatoria.
Ne è nato un dibattito ampio sui social. Il leader di Controcorrente non fa un passo indietro sulle dimissioni richieste ed è assai probabile che sia il sindaco Sodano a prendere le distanze dal movimento.
Nonostante l'ampia vittoria, la coalizione a sostegno del sindaco non detiene la maggioranza in Consiglio comunale, che è invece controllato dal centrodestra. Esattamente 5 consiglieri sono di maggioranza e 19 di opposizione al sindaco.
Quello che sta accadendo ad Agrigento si inserisce nelle dinamiche per le elezioni regionali, interne al campo largo. Il PD non sposerà la candidatura di Ismaele La Vardera, ma indicherà un proprio nome, quindi semmai si faranno le primarie di coalizione. I nomi dem essenzialmente sono due: Antonello Cracolici, attuale parlamentare regionale, e Giuseppe Provenzano, parlamentare nazionale.
Gli incastri
Controcorrente mette un primo veto: in coalizione non ci deve essere Cateno De Luca. E poi c’è la questione Palermo, città che tornerà a eleggere il proprio sindaco nel 2027, con l’uscente Roberto Lagalla ricandidato. Al momento il campo largo non ha indicato un nome in corsa per la città metropolitana.
Mulè accelera
Il vicepresidente della Camera dei Deputati, Giorgio Mulè, chiede alla coalizione di centrodestra di accelerare sul nome del candidato presidente: “Spetta alla coalizione, rispetto agli equilibri nazionali, tirare le somme su chi sarà il candidato del centrodestra per le prossime elezioni in Sicilia. Ma deve farlo adesso e non solo sulla Sicilia, anche a Milano, Roma, Napoli, Palermo, in tutte le grandi città che vanno al voto nel 2027”.
E sull’opposizione ribadisce: “Non si è capito se c'è più di un frontman, chi sta con chi”.
E sull’evento agrigentino “Stati Generali di Controcorrente” Mulè ha detto: “Stati Generali, non vorrei che corrispondessero a confusione generale. Da questa parte c’è un centrodestra che ribadisce la volontà di governare, di continuare a governare questa Regione”.
Nessuna fuoriuscita dal partito azzurro: “Il mio rapporto con Forza Italia è splendido. Il partito fa parte di una coalizione e la coalizione che ha governato questa Regione deciderà al più presto chi dovrà essere candidato nel 2026”. Mulè potrebbe essere uno dei candidati alla presidenza.
De Luca presenta i candidati
Il suo Governo di liberazione ha azionato il motore, i candidati ci sono, le liste sono in via di perfezionamento: “Abbiamo già fissato per lunedì 28 settembre la conclusione di questa fase, quando presenteremo gli ultimi 11 candidati e candidate. Stiamo lavorando alla costruzione delle due liste Sud chiama Nord e De Luca Sindaco di Sicilia, i due brand che hanno caratterizzato il nostro percorso dal 2022 ad oggi”.
In corso di allestimento la lista Liberi e Forti: “In questa lista potranno esserci anche deputati uscenti, mentre non ce ne saranno nelle liste Sud chiama Nord e De Luca Sindaco di Sicilia”.