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09/09/2026 20:00:00

Fondo caregiver 2022, Spi Cgil sollecita i comuni trapanesi: "No ad altri ritardi per i fragili" 

Le risorse sono quelle del 2022. Nel settembre 2026 lo Spi Cgil di Trapani sollecita ancora la pubblicazione degli avvisi per far arrivare i contributi alle famiglie. Il sindacato dei pensionati ha scritto ai sindaci di cinque Comuni capofila dei distretti socio-sanitari della provincia, chiedendo di accelerare le procedure e indicare tempi certi per l’erogazione dei sostegni ai caregiver familiari, che assistono persone con disabilità grave o gravissima.

Secondo quanto riferisce il sindacato nella nota dell’8 settembre, la Regione Siciliana ha deliberato e liquidato le risorse del Fondo Caregiver 2022 lo scorso 16 luglio. Da qui la richiesta alle amministrazioni locali: chiarire a che punto siano le procedure ed evitare che altri ritardi ricadano su chi affronta ogni giorno il lavoro di cura.

 

I Comuni destinatari del sollecito

L’appello è rivolto ai sindaci dei Comuni capofila dei distretti D51 Pantelleria, D52 Marsala, D53 Mazara del Vallo, D54 Castelvetrano e D55 Alcamo.

Lo Spi Cgil chiede di conoscere lo stato delle procedure, le eventuali ragioni dei ritardi e il cronoprogramma per la pubblicazione degli avvisi. Un passaggio necessario per consentire alle famiglie di presentare le domande e avviare l’istruttoria che precede l’erogazione dei contributi.

 

Amodeo: «Non è una semplice pratica burocratica»

«Non siamo di fronte a una semplice pratica burocratica da evadere», afferma Vincenzo Amodeo, componente della segreteria provinciale dello Spi Cgil di Trapani, richiamando la responsabilità delle amministrazioni nella gestione di risorse destinate a famiglie in condizioni di forte fragilità.

Il sindacalista sottolinea il peso assistenziale, umano ed economico sostenuto dai caregiver familiari. Nella nota critica anche il Governo, al quale attribuisce la volontà di non dare attuazione alla legge sulla non autosufficienza attraverso un finanziamento adeguato.

«È chiaro che questo contributo non restituisce del tutto il valore del lavoro di cura svolto ogni giorno, ma costituisce un aiuto concreto che deve arrivare a chi ne ha diritto senza ingiustificati ritardi», aggiunge Amodeo.

 

Il nodo, per il sindacato, è la conseguenza di ogni rinvio: più tardi vengono pubblicati gli avvisi, più si allontana il momento in cui le famiglie potranno ricevere il sostegno.

Informazioni chiare e tempo sufficiente per le domande

La richiesta non riguarda soltanto la velocità delle procedure. Lo Spi Cgil sollecita anche una comunicazione capillare ed esaustiva, affinché tutti i potenziali beneficiari possano conoscere le modalità di accesso al fondo.

Ai Comuni viene inoltre chiesto di prevedere termini congrui per presentare le istanze, evitando che una finestra troppo stretta finisca per lasciare fuori qualcuno.

«Chiediamo ai sindaci chiarezza sui tempi previsti e sulle modalità di informazione ed erogazione», ribadisce Amodeo. Il sindacato annuncia che continuerà a vigilare e si rende disponibile a un confronto con le amministrazioni.

L’obiettivo è che le risorse passino dalle procedure alle famiglie. Perché il lavoro di assistenza, a differenza dei contributi, non può essere rinviato.