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10/09/2026 06:00:00

Sanità. 1500 borse di studio, ma servono 11 mila professionisti

Sono 1.520 le borse di studio che lo Stato finanzierà per il primo anno delle scuole di specializzazione dell’area sanitaria nell’anno accademico 2025/2026. Le opportunità riguardano biologi, chimici, farmacisti, fisici, odontoiatri, medici veterinari e psicologi.

 

A stabilire il numero dei finanziamenti è il decreto interministeriale del 31 luglio 2026, adottato dai Ministeri della Salute, dell’Università e della Ricerca e dell’Economia e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento non si limita a quantificare le borse disponibili, ma fotografa anche il fabbisogno di specialisti espresso dalle Regioni per il triennio accademico 2025-2027.

 

Oltre 11.600 specialisti necessari nel triennio

Il fabbisogno complessivo individuato per le sette professioni sanitarie ammonta a 11.643 specialisti. Nel dettaglio, sono richiesti 3.986 professionisti per il 2025, 3.866 per il 2026 e 3.791 per il 2027.

Il dato mette in evidenza una distanza significativa tra le necessità del sistema sanitario e le risorse statali disponibili. Per l’anno accademico 2025/2026, infatti, le 1.520 borse finanziate dallo Stato coprono poco meno del 40% del fabbisogno regionale, lasciando scoperti 2.346 posti.

Lo stesso decreto evidenzia come le risorse disponibili non siano sufficienti a coprire l’intera richiesta. La distribuzione è stata quindi effettuata tenendo conto del peso percentuale attribuito dalle Regioni alle diverse professioni e, successivamente, alle singole scuole di specializzazione.

 

Il fabbisogno più alto è quello dei biologi

A guidare la graduatoria delle esigenze formative per il 2026 sono i biologi, per i quali sono necessari 1.107 nuovi specialisti.

Seguono i farmacisti, con un fabbisogno di 809 unità, gli psicologi, con 607, e i medici veterinari, con 598. Il quadro comprende inoltre 440 odontoiatri, 159 chimici e 146 fisici.

Guardando all'intero triennio emerge una tendenza complessiva alla diminuzione del fabbisogno, ma con andamenti differenti a seconda delle professioni. Per i farmacisti, ad esempio, si passa dalle 782 unità previste nel 2025 alle 817 del 2027; per gli psicologi il dato cresce da 600 a 625.

In direzione opposta, il fabbisogno dei veterinari scende da 658 a 540 unità, mentre quello dei biologi passa da 1.136 a 1.087.

 

Come vengono distribuite le 1.520 borse

Le risorse statali sono state ripartite tra le diverse scuole di specializzazione in rapporto alle esigenze formative individuate.

Il contingente maggiore riguarda Patologia clinica e Biochimica clinica, con 225 borse. Seguono Farmacia ospedaliera, con 214, le specializzazioni dell'area veterinaria, con 172, e Psicologia clinica, con 159.

Sono invece 135 le borse destinate a Farmacologia e Tossicologia clinica e 106 quelle per Microbiologia e Virologia.

Completano il quadro 80 borse per le altre specializzazioni ammesse all'accesso al Servizio sanitario nazionale, 78 per Scienza dell'alimentazione, 67 per Ortognatodonzia, 65 per Chimica, 62 per Genetica medica, 59 per Statistica sanitaria e biometria, 57 per Fisica medica e 41 per Odontoiatria pediatrica.

 

La borsa vale 4.773 euro lordi all'anno

Il finanziamento delle borse nasce dalla disposizione introdotta con la legge di Bilancio 2025, che ha previsto, per gli specializzandi appartenenti a queste professioni, una borsa di studio pari a 4.773 euro lordi annui, riconosciuta per tutta la durata legale della formazione specialistica.

Per sostenere la misura, il finanziamento del Servizio sanitario nazionale è stato incrementato di 30 milioni di euro nel 2025 e di ulteriori 30 milioni di euro annui a partire dal 2026, con risorse vincolate a questa finalità.

 

Per il 2025/2026 il finanziamento complessivamente previsto dalla normativa ammonta a 32,026 milioni di euro. Tenendo conto delle somme già necessarie per gli specializzandi iscritti agli anni successivi, il Ministero dell'Economia ha individuato in 7,254 milioni di euro le risorse disponibili per i nuovi ingressi.

È proprio questo stanziamento, rapportato all'importo annuale di 4.773 euro per ciascun beneficiario, a determinare il limite massimo di 1.520 nuove borse.

 

Il decreto non esclude, tuttavia, la possibilità che il numero complessivo delle opportunità formative aumenti.

Le Regioni e le Province autonome potranno infatti finanziare ulteriori borse sulla base delle proprie necessità. Anche gli atenei potranno incrementare i posti disponibili attraverso risorse proprie oppure grazie a finanziamenti provenienti da altri soggetti pubblici o privati.