Forza Italia in provincia di Trapani naviga in mare molto mosso. I vertici regionali sembrano non vedere e, per questo, tutto potrebbe trasformarsi in un'emorragia azzurra.
Dopo le note molto dure di Castelvetrano, Marsala e di altre realtà, a prendere la parola è il sindaco di Valderice, Francesco Stabile, che dovrebbe essere candidato alle elezioni regionali del 2027, ma che non ha intenzione di fare il gregario.
Il segretario provinciale Toni Scilla viene accusato di una gestione personalistica del partito, ad uso e consumo delle proprie ambizioni elettorali, che non apre Forza Italia a nuovi ingressi se non a chi è schierato dalla sua parte.
Cresce il malumore.
Stabile: «FI non è più la casa di tutti. Dove sono le tessere?»
Il sindaco di Valderice interviene sulla questione della gestione del partito in provincia di Trapani: «Il partito di Forza Italia è nato per essere la casa di tutti, un luogo di confronto aperto, radicato nei territori, dove la voce di ogni amministratore, militante e cittadino dovrebbe contare molto di più. Oggi, con grande rammarico ma con altrettanta fermezza, dobbiamo prendere atto che quella casa è stata sbarrata e trasformata nell'appartamento privato di pochissimi intimi.
A Trapani stiamo continuando ad assistere a una gestione marcatamente personalistica, calata dall'alto ma, soprattutto, totalmente scollegata dalla realtà quotidiana dei territori, senza alcuna condivisione delle scelte politiche o programmatiche. Una situazione che, a vario titolo, è stata più volte rappresentata agli organismi regionali e nazionali del partito».
Il partito a Valderice è stato riorganizzato: c'è una segreteria, un direttivo, degli organi statutari ed è stata portata avanti una campagna di tesseramento. A fronte di tutto questo, dice Stabile, c'è stato in cambio solo il vuoto politico e organizzativo da parte dei vertici provinciali: «Non ricordo mai un confronto democratico con il direttivo, forse soltanto una volta, in occasione della sua costituzione».
E poi c'è il problema delle tessere, che ciascuno paga di tasca propria e che non sono mai arrivate né sono mai state consegnate: «Ci sono cose che hanno dell'assurdo. Nonostante la campagna di tesseramento svolta, molti non hanno mai ricevuto ufficialmente le tessere, fino a perdere la voglia di rinnovarle per l'anno in corso. Mi chiedo come mai... Questo non è soltanto il mio pensiero, ma quello di molti militanti della provincia di Trapani che hanno creduto e credono nei valori di Forza Italia».
Un partito autoreferenziale
Francesco Stabile non le manda a dire e, senza mai citare Scilla, elenca tutto quello che non va: «L'ascolto è stato sostituito dall'autoreferenzialità, il merito e il radicamento sono stati sacrificati sull'altare di nomine e decisioni prese a porte chiuse e poi imposte al momento opportuno.
Mi duole dirlo, ma Forza Italia non è più la casa di tutti: è diventata la casa esclusiva di pochi che pensano di gestire il partito ad personam. Da anni tutto ciò è stato ribadito a chi ha gestito il partito, ma nulla è cambiato.
Non bastano più le promesse di candidature per tenere "fidelizzati" coloro che hanno continuato a svolgere il proprio ruolo con passione e abnegazione».
Non una polemica sterile, dice Stabile, ma la fotografia della realtà: «Chi amministra i territori ogni giorno, come me, affronta in prima linea i problemi reali dei cittadini e non può più tollerare di essere ridotto a semplice spettatore o a comparsa utile solo al momento di contare le tessere o durante la campagna elettorale.
In questi mesi si è registrata una palese e ingiustificata mancanza di attenzione verso le richieste avanzate per la nostra collettività. Nelle ultime finanziarie regionali il partito non ha avvertito l'esigenza di investire su Valderice, perdendo persino l'occasione di dare segnali concreti di vicinanza al territorio».
Inaccettabile il definanziamento del porto di Bonagia
Per Stabile, l'atto politico più grave e inaccettabile è stato il definanziamento per la realizzazione del porto di Bonagia: «Deciso senza alcun coinvolgimento dell'amministrazione comunale e costringendoci ad apprendere la notizia esclusivamente dalla stampa.
Dalle ulteriori e continue promesse fatte dai vertici di Forza Italia avevamo creduto che si potesse recuperare nelle prime variazioni o, meglio ancora, nella prossima legge di Stabilità di fine anno. Abbiamo invece capito chiaramente, dalle ultime interlocuzioni di questi giorni, che nessun intervento relativo alla realizzazione del porto di Bonagia potrà essere inserito in questa finanziaria, perché le risorse saranno dirottate verso altri obiettivi e temi definiti di "alto profilo", probabilmente per accontentare i vari gruppi parlamentari e amministratori in vista degli appuntamenti elettorali.
Di conseguenza il porto di Bonagia dovrà seguire un altro percorso e trovare copertura con fondi comunitari destinati alle grandi infrastrutture.
La condivisione di un percorso politico dovrebbe basarsi sulla lealtà, sul rispetto dei ruoli e sulla tutela prioritaria delle comunità locali, non su strappi unilaterali compiuti nelle stanze della politica regionale».
Stabile è chiaro nella sua richiesta di cambiare registro; altrimenti la strada appare segnata: lasciare il partito. «A questo gioco non ci stiamo più. Un comportamento del genere ha minato alla base il rapporto di lealtà e il rispetto istituzionale che dovrebbero guidare l'azione politica a tutela dei cittadini.
Tutti i territori della provincia di Trapani meritano rispetto, trasparenza e risposte concrete, che non possono essere subordinate a logiche ristrette o minoritarie di partito o, peggio ancora, alle scadenze elettorali».