Una famiglia siciliana parte per la Libia alla fine degli anni Venti. Nel deserto costruisce un’azienda agricola, mette radici, cresce figli e nipoti. Quarant’anni dopo la Storia cambia ancora una volta tutto: nel 1970, con Gheddafi al potere, arriva l’espulsione degli italiani e quella che ormai era diventata casa deve essere abbandonata.
È la vicenda al centro di “Il giardino nel deserto (da una storia vera)”, il concerto narrato di Mariza D’Anna in programma sabato 19 settembre alle 21 al Baglio Florio Auditorium del Parco Archeologico di Selinunte, nell’ambito di Selinunte Estate 2026.
Uno spettacolo che intreccia racconto, canto e pianoforte e che parte dalla storia personale dell’autrice per affrontare una pagina meno frequentata del Novecento italiano: quella delle famiglie trasferitesi nella Libia coloniale e poi costrette a lasciarla.
Dalla Sicilia alla Libia, quattro generazioni di una famiglia
Il testo nasce dai romanzi autobiografici di Mariza D’Anna “Il ricordo che se ne ha” e “La casa di Shara Band Ong - Tripoli”, pubblicati da Màrgana Edizioni.
Al centro c’è il bisnonno Francesco, partito dalla Sicilia nel 1929. In Nord Africa il suo progetto imprenditoriale cresce fino alla realizzazione di una grande azienda agricola: pozzi, coltivazioni e un baglio costruito secondo la tradizione delle case coloniche siciliane. Nel terreno strappato al deserto vengono piantati pistacchi, ulivi, mandorli e vigneti.
Ma la memoria familiare procede insieme alla grande Storia, senza nasconderne le pagine più dure. Il racconto attraversa la colonizzazione italiana e le deportazioni delle popolazioni della Cirenaica, la monarchia di Idris I, il colpo di Stato del 1969 guidato da Muammar Gheddafi e infine l'espulsione degli italiani dalla Libia.
Furono circa ventimila quelli costretti a partire. Tra loro c’era la stessa Mariza D’Anna, allora bambina, cresciuta a Tripoli e arrivata in Italia dopo aver lasciato un Paese che per la sua famiglia era ormai diventato patria.
Parole, pianoforte e canto
A Selinunte sarà la stessa Mariza D’Anna a fare da voce narrante. Con lei il piano duo formato da Paola Biondi e Debora Brunialti e il soprano Sara Di San Teodoro.
Lo spettacolo nasce dall’incontro tra la scrittura della D’Anna e le musiche di Carla Magnan e Carla Rebora. Il programma comprende inoltre pagine di Johann Sebastian Bach, Sergej Rachmaninov e George Gershwin, insieme a canzoni legate all’epoca raccontata, da Vola Colomba a Ma l’amore no.
“Il giardino nel deserto” era già stato proposto quest’estate alle Torri del Balio di Erice. A Selinunte entra nel cartellone di Selinunte Estate 2026, che prosegue fino a ottobre con spettacoli e concerti negli spazi del Parco archeologico.