Casa della Comunità, sulla carta 7 giorni su 7. A Marsala: "Ripassi lunedì"
Prendete una legge dello Stato, stampatela su carta patinata, allegatela alle gloriose tabelle del PNRR e poi andate a verificare sul campo. Benvenuti a Marsala, la patria dello sbarco dei mille annunci.
In Gazzetta Ufficiale c'è scritto nero su bianco: la presenza medica e infermieristica nelle Case della Comunità deve essere garantita sette giorni su sette, 24 ore su 24 per gli hub, o almeno 12 ore al giorno, sempre 7 giorni su 7, per gli spoke. Il legislatore si è persino premurato di timbrare la parola "OBBLIGATORIO" con la maiuscola d'ordinanza.
Poi la realtà presenta il conto. Arrivi davanti alla struttura il fine settimana e cosa trovi? Non un medico, non un infermiere, ma un foglio A4 infilato in una bustina di plastica trasparente – fissata male con il nastro adesivo alla vetrata – firmato dal Responsabile U.O.S. Cure Primarie dell'A.S.P. di Trapani. Un avviso da tinello domestico che recita laconico: "Nei giorni di sabato e domenica il Servizio di Continuità Assistenziale è garantito presso la Guardia Medica di Marsala Centro in via Colocasio 10".
In pratica, se hai la malaugurata ventura di stare male nel weekend, la Casa della Comunità – la "grande riforma della sanità territoriale" pagata con i fondi europei – chiude le serrande e ti spedisce altrove. L'obbligo dei 7 giorni su 7 previsto dai decreti si trasforma magistralmente nel classico "ripassi lunedì".
Un capolavoro: sulla carta si inaugurano strutture all'avanguardia per svuotare i Pronto soccorso, nella pratica si attacca un foglietto di carta sulla porta e si manda il cittadino ad affollare la solita Guardia Medica.
C'era una volta la riforma della sanità
C’era una volta il grande sogno della rigenerazione sanitaria: prendere i miliardi a pioggia del PNRR, edificare o ristrutturare eleganti palazzine, targarle con la fiammante dicitura "Casa della Comunità" e vendere al popolo la favola della medicina di territorio. Meraviglioso.
Peccato solo per un piccolo, irrilevante dettaglio che deve essere sfuggito ai grandi strateghi: i medici.
Perché si possono posare tutte le prime pietre del mondo, spolverare i nastri tricolori e stampare eleganti schede, ma se poi i medici di base – legittimamente abbarbicati al loro status di liberi professionisti convenzionati – nelle suddette cattedrali non ci vogliono mettere piede, la grandiosa riforma del Servizio Sanitario Nazionale si trasforma nell'ennesimo monumento allo spreco.
Risultato? Il cittadino che il sabato mattina si presenta alla Casa della Comunità di Marsala con una colica o un'influenza non trova ad accoglierlo la modernissima équipe multidisciplinare h24. Trova le luci spente e l'immancabile cartello che lo rimanda al solito, martoriato, punto di Guardia Medica.
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