Un episodio che, secondo la Uil Polizia Penitenziaria, avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche per un agente. È quanto sarebbe accaduto nel carcere “Pietro Cerulli” di Trapani, dove il sindacato torna a denunciare una situazione ormai al limite e annuncia lo stato di agitazione regionale.
I dettagli dell'accaduto non vengono ricostruiti nel comunicato sindacale, ma la Uil parla apertamente di un fatto «gravissimo» e sostiene che “poteva morire un poliziotto”.
Parole pesanti, accompagnate da una richiesta altrettanto netta: secondo il sindacato, chi ha responsabilità politiche nella gestione del sistema penitenziario dovrebbe assumersi le conseguenze di quella che viene definita una situazione di vero e proprio fallimento.
Veneziano: «Nelle carceri situazione insostenibile»
«In un Paese normale – dichiara Gioacchino Veneziano, dell’Esecutivo nazionale Uil Fp Polizia Penitenziaria – davanti allo sfascio che giornalmente si assiste nelle carceri italiane, chi ha la responsabilità dovrebbe avere il coraggio di dimettersi oppure aprire con urgenza un tavolo di confronto permanente per trovare soluzioni immediate».
Veneziano lega quanto accaduto a Trapani a una condizione più generale vissuta quotidianamente dagli agenti.
Secondo il sindacato, infatti, l’episodio del Cerulli sarebbe «la fotografia» di un sistema nel quale gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono sempre più esposti, mentre tra i detenuti si sarebbe diffuso quello che la Uil definisce un crescente senso di impunità.
Il nodo dell'organico
Al centro della protesta c'è ancora una volta la carenza di personale.
La Uil sostiene di avere già segnalato il problema sia all’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro sia, lo scorso 21 luglio, al vice capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Parisi.
Il punto riguarda soprattutto l’apertura del nuovo padiglione del carcere trapanese, con circa 250 nuovi posti detentivi, alla quale – denuncia il sindacato – non sarebbe corrisposto un adeguato incremento dell’organico della Polizia Penitenziaria.
Una struttura più grande, dunque, con più detenuti da gestire, ma sostanzialmente con gli stessi uomini.
«Venticinque agenti impegnati nelle scorte»
C’è poi un altro elemento sollevato dalla Uil. Secondo Veneziano, circa 25 poliziotti penitenziari sarebbero impegnati nei servizi di scorta ad autorità, pur continuando a risultare formalmente nella forza operativa del carcere.
Una situazione che, secondo il sindacato, falserebbe sulla carta la reale disponibilità di personale e finirebbe per incidere negativamente anche sulle successive assegnazioni.
In pratica, gli agenti risulterebbero presenti nell’organico, ma nella realtà non sarebbero utilizzabili per i normali servizi interni all’istituto.
Il reparto Mediterraneo
La Uil torna anche sulle condizioni del reparto Mediterraneo, già segnalate ai vertici dell’amministrazione penitenziaria.
«Al vice capo del Dap Parisi – afferma Veneziano – abbiamo consegnato le fotografie del reparto, dove necessita una totale ristrutturazione perché non rispetta le normative in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro».
Secondo il sindacato, esiste inoltre un problema legato alla mancanza di un vero reparto di isolamento.
Questa carenza renderebbe difficile separare i detenuti sottoposti al regime previsto dall’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario dagli altri detenuti e, sempre secondo la Uil, complicherebbe persino l’esecuzione delle sanzioni disciplinari.
Lo stato di agitazione
Adesso la protesta sale di livello. La Uil annuncia lo stato di agitazione regionale, chiedendo interventi immediati sul carcere di Trapani e più in generale sulla situazione degli istituti siciliani.
Dopo mesi di segnalazioni, secondo il sindacato, il problema non è più soltanto quello di migliorare le condizioni di lavoro: è diventato innanzitutto un problema di sicurezza.
E quando da un carcere arriva una denuncia secondo cui un agente avrebbe rischiato la vita, significa che il confine tra emergenza annunciata ed emergenza vera potrebbe essere già stato superato.