×
 
 
14/09/2026 17:51:00

“Come abitare lo spazio che abbiamo conquistato”: a Trapani torna Rivolta Femminile

Non più soltanto conquistare uno spazio, ma capire come abitarlo. È la domanda che accompagna la terza edizione di "Rivolta Femminile. 15 artiste plasmate dalla Sicilia", inaugurata al Chiostro di San Domenico di Trapani e visitabile fino al 25 ottobre.

La mostra, curata da Anda Klavina, riunisce artiste siciliane, italiane e internazionali con linguaggi e percorsi differenti. Al centro c'è la percezione femminile, intesa come possibilità di aprire nuovi punti di vista sul mondo.

Per Klavina, il progetto, nato tre anni fa, ha ormai superato l'idea iniziale di dare semplicemente voce alle donne e renderle visibili. Nel tempo, le artiste hanno iniziato a riconoscersi nelle esperienze delle altre. Una ferita, un ricordo, una prospettiva possono diventare terreno comune e aprire nuove possibilità.

 

Una rete che cresce

Anno dopo anno, il progetto ha costruito una rete tra artiste che prima non si conoscevano. Ed è proprio questo incontro, secondo la curatrice, uno degli aspetti più importanti raggiunti dalla mostra al suo terzo anno.

«Dopo aver reclamato lo spazio per noi stesse – è il senso della riflessione di Klavina – possiamo iniziare a chiederci come dobbiamo abitare lo spazio ora che ce l'abbiamo?».

La "rivolta", dunque, non è pensata come una contrapposizione agli uomini. È piuttosto una conquista di autonomia dello sguardo. Una libertà di prospettiva che permette alle artiste di raccontarsi senza dover necessariamente partire dal confronto con un altro punto di vista.

 

La Sicilia come punto d'incontro

La Sicilia resta una componente centrale del progetto. Non solo per le artiste nate o residenti sull'isola, ma anche per quelle che qui hanno vissuto e lavorato, lasciando che il territorio, la cultura e la quotidianità entrassero nel loro percorso.

Ed è anche questa, secondo Klavina, la forza della mostra: portare a Trapani artiste e visitatori provenienti da fuori, creando un'occasione per conoscere il territorio attraverso l'arte contemporanea.

Un aspetto sottolineato anche dall'assessore del Comune di Trapani, Vincenzo Abbruscato, che ha ricordato il percorso intrapreso dall'amministrazione sul Chiostro di San Domenico. La riqualificazione dello spazio, avviata alcuni anni fa, ha trasformato l'ex complesso in un luogo aperto a mostre, concerti, presentazioni ed eventi di vario genere.

Per Abbruscato, ospitare artiste non trapanesi e metterle in relazione con la città rappresenta uno degli elementi più significativi del progetto.

Il Chiostro e la cultura

Alla serata era presente anche la sindaca di Erice, Daniela Toscano, che ha sottolineato il valore del Chiostro come luogo ormai riconosciuto della vita culturale e sociale del territorio.

«Da donna non potevo non esserci», ha detto Toscano, evidenziando l'importanza di iniziative capaci di portare al centro temi e battaglie legati all'esperienza femminile.

Il Chiostro diventa così parte integrante della mostra. Non una semplice cornice, ma uno spazio restituito alla città e utilizzato per mettere in relazione arte, cultura e comunità.

 

Quindici sguardi, linguaggi diversi

Le quindici artiste presenti lavorano attraverso approcci molto diversi. Le opere attraversano il mito e gli archetipi femminili, la memoria personale e collettiva, l'identità, il lutto e le storie di donne rimaste ai margini della narrazione.

Ci sono figure mitologiche come Penelope, Nausicaa, Circe e Dafne, ma anche vicende reali, artiste dimenticate e storie di donne siciliane. Percorsi differenti che convergono nella stessa domanda: che cosa cambia quando a guardare, raccontare e interpretare il mondo sono le donne?

 

La performance su Penelope

A chiudere l'inaugurazione è stata la performance di danza di Sike Movement, con Mariella Chiara e Alessandra Laima, ispirata a The Authoress of the Odyssey di Samuel Butler.

Al centro, la figura di Penelope e la sua lunga attesa. Una donna sola per anni, sospesa tra il ritorno di Ulisse, il tempo e una dimensione in cui mito ed esperienza femminile si sovrappongono.

Una conclusione che riporta la mostra al tema da cui prende avvio: lo sguardo delle donne come spazio di autonomia, trasformazione e libertà.

 

Beatrice Progni