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14/09/2026 11:05:00

Selinunte, “Il giardino nel deserto” racconta una famiglia siciliana nella Libia del ’900

Una famiglia siciliana che alla fine degli anni Venti parte per la Libia, costruisce lì il proprio futuro e, quattro generazioni dopo, è costretta a lasciare tutto. Una vicenda privata che attraversa alcune delle pagine più controverse del Novecento: il colonialismo italiano, la repressione in Libia, il colpo di Stato di Gheddafi e l’espulsione degli italiani.

Sabato 19 settembre alle 21, al Baglio Florio del Parco Archeologico di Selinunte, andrà in scena “Il giardino nel deserto (da una storia vera)”, concerto narrato di Mariza D’Anna, inserito tra gli ultimi appuntamenti di Selinunte Estate 2026

Il racconto parte dal bisnonno Francesco, che lascia la Sicilia nel 1929 e si trasferisce in Nord Africa negli anni della colonizzazione italiana della cosiddetta “Quarta sponda”.

Ottiene in concessione terreni desertici e incolti e avvia un progetto agricolo destinato a crescere nel tempo. Nascono pozzi, coltivazioni, un baglio costruito secondo la tradizione siciliana e una grande azienda agricola, con pistacchi, ulivi, mandorli e vigneti.

La famiglia mette radici in Libia. Ed è proprio qui che la vicenda personale finisce per incrociare inevitabilmente la Storia.

Dal colonialismo all’espulsione degli italiani

“Il giardino nel deserto” non evita le pagine più dure della presenza italiana in Libia. La narrazione attraversa la violenza della colonizzazione e la deportazione delle popolazioni della Cirenaica, il periodo della monarchia di Idris I e quindi il colpo di Stato del 1969 guidato da Muammar Gheddafi

Arriva poi l’espulsione degli italiani residenti nel Paese. Furono circa ventimila quelli costretti a partire. Tra loro anche una bambina di otto anni, appartenente alla quarta generazione della famiglia raccontata da D’Anna, che lascia Tripoli portando con sé i ricordi del luogo in cui era nata e cresciuta. 

È questo passaggio a dare allo spettacolo una prospettiva più ampia: cosa significa sentirsi parte di un luogo e poi essere costretti ad abbandonarlo? E cosa resta di una patria quando sopravvive soprattutto nella memoria?

Mariza D’Anna tra racconto e musica

La voce narrante è quella della stessa Mariza D’Anna. Con lei ci saranno il duo pianistico formato da Paola Biondi e Debora Brunialti e il soprano Sara Di San Teodoro. Le musiche originali sono di Carla Magnan e Carla Rebora

Il testo prende spunto dai romanzi autobiografici dell’autrice Il ricordo che se ne ha e La casa di Shara Band Ong - Tripoli.

Alle parole si intrecciano musiche di Bach, Rachmaninov, Gershwin, Magnan e Rebora e canzoni legate alle epoche attraversate dal racconto, tra cui Vola Colomba, Non dimenticar le mie parole e Ma l’amore no

Uno degli ultimi appuntamenti di Selinunte Estate

Lo spettacolo rientra nel cartellone di Selinunte Estate 2026, nato dalla collaborazione tra il Parco archeologico e CoopCulture. La rassegna ha animato gli spazi di Selinunte da metà luglio con concerti, teatro, danza e incontri distribuiti tra diversi palcoscenici del sito archeologico.

L’appuntamento con “Il giardino nel deserto” è sabato 19 settembre alle 21 al Baglio Florio Auditorium. I biglietti sono disponibili attraverso CoopCulture e al botteghino del Parco.