Marsala prova a mettere ordine nella propria strategia turistica. Mercoledì 16 settembre, a Palazzo comunale, si terrà il primo tavolo tecnico tra l'amministrazione Patti e gli operatori del settore riuniti nel progetto “Marsala Turismo 2026-2031”.
Al centro del confronto ci saranno il Piano strategico del turismo e soprattutto la nascita di una DMO, un organismo chiamato a coordinare e gestire la destinazione Marsala.
L'incontro è stato convocato dall'assessora al Turismo Laura Doro e rappresenta, per gli operatori, un primo passaggio concreto verso un modello nel quale il comparto privato possa partecipare stabilmente alle decisioni sullo sviluppo turistico della città.
Piano del turismo e DMO nella relazione della sindaca
Il gruppo “Marsala Turismo 2026-2031” accoglie positivamente due indicazioni contenute nella relazione di inizio mandato della sindaca Andreana Patti: l'elaborazione del Piano Strategico del Turismo 2026-2031 e l'istituzione della DMO, Destination Management Organization.
«Sono due punti fondamentali indicati nel nostro programma, elaborato dopo sei mesi di lavoro e collaborazione tra le diverse realtà del comparto turistico e sottoscritto prima delle elezioni dalla stessa sindaca Patti», afferma Fabio Alba, portavoce del gruppo.
Il progetto mette insieme diverse componenti della filiera turistica marsalese: strutture ricettive, locazioni turistiche, ristorazione, trasporti, enogastronomia, associazioni, operatori delle esperienze e realtà impegnate nell'accoglienza e nella promozione.
La proposta: una Fondazione pubblico-privata
Il punto centrale della proposta degli operatori riguarda il modello con cui dovrebbe essere gestita la futura DMO. La richiesta è che non diventi un organismo soltanto formale, ma una struttura con una partecipazione effettiva del settore privato.
«Da anni gli operatori chiedono di essere protagonisti della creazione della Destinazione Turistica Marsala e non semplici spettatori», sostiene Alba.
La proposta è quella di arrivare alla costituzione di una Fondazione pubblico-privata, nella quale Comune e operatori possano condividere programmazione, responsabilità e obiettivi.
Secondo il gruppo, questo modello permetterebbe di superare una gestione del turismo basata prevalentemente su singoli eventi e iniziative, passando invece a una programmazione pluriennale, con obiettivi e risultati misurabili.
Come esempi vengono indicati Arezzo, con la Fondazione Arezzo In Tour, Taormina con la propria Fondazione e il Distretto Turistico Sicilia Occidentale.
«Marsala non può più arrivare dopo gli altri»
Per gli operatori la città dispone già di un patrimonio ambientale, culturale ed enogastronomico importante, ma deve migliorare la capacità di trasformarlo in una destinazione organizzata e riconoscibile sul mercato.
«Non vogliamo fare classifiche né puntare il dito contro chi ci ha preceduto – afferma Alba –. Ma è evidente che Marsala non può più permettersi di arrivare dopo gli altri».
La questione, dunque, non è soltanto aumentare il numero di iniziative turistiche, ma costruire una struttura capace di promuovere Marsala in maniera continuativa, coordinare l'offerta e lavorare sulla destagionalizzazione.
Cosa si discuterà mercoledì
Al primo tavolo tecnico saranno affrontati il Piano strategico 2026-2031, la DMO e il suo modello di governance, la promozione della destinazione, la destagionalizzazione, il coordinamento tra gli operatori, l'offerta esperienziale e le necessità relative a infrastrutture e servizi.
«Gli operatori sono pronti a mettere a disposizione competenze, idee, esperienze e anche capacità progettuale», conclude Alba. L'obiettivo dichiarato è fare del turismo non soltanto un comparto economico da sostenere, ma una delle politiche strategiche della città.
L'appuntamento di mercoledì sarà quindi il primo banco di prova: dalle intenzioni contenute nella relazione di inizio mandato bisognerà passare alla definizione di strumenti, tempi e modalità concrete per costruire la futura governance turistica di Marsala.