×
 
 
16/09/2026 16:16:00

Cultural Cafè, FdI all’attacco di Poma: “Chiarisca e si dimetta”

La vicenda del Cultural Cafè al Chiostro di San Domenico torna al centro dello scontro politico a Trapani. 

 

Dopo gli interrogativi sollevati sulla procedura e sui rapporti tra l’associazione individuata per la gestione e l’assessora Giusy Ilenia Poma, Fratelli d’Italia passa all’attacco e chiede le dimissioni dell’esponente della Giunta Tranchida.

 

La richiesta arriva dopo gli interrogativi sollevati sulla procedura che ha portato l’associazione Culturalmente APS alla gestione dello spazio all’interno del complesso monumentale di San Domenico. 

Il partito, in una nota, precisa di non voler stabilire se l’iter amministrativo sia stato regolare: «Questo compete agli organismi di controllo». 

Il punto, secondo FdI, è invece politico.

 

La questione riguarda i rapporti tra alcuni fondatori dell’associazione e l’assessora. Come già emerso dalla documentazione relativa alla procedura, tra i fondatori di Culturalmente APS figurano Gaia Poma e Lorenzo Junior Poma, indicati come cugini dell’assessora, e Martina Iannazzo, presidente dell’associazione e compagna del fratello di Poma. Gli stessi rapporti familiari e personali sono stati confermati dall’assessora a Tp24, che ha però negato qualsiasi intervento a favore dell’associazione.

 

È proprio questo il punto sul quale Fratelli d’Italia concentra l'attacco. 

«Poma ha la delega politica al D50, che ha curato il procedimento», sostiene il partito, ricordando inoltre la presenza dell’assessora all’apertura del tavolo di coprogettazione, quando l’associazione era già stata individuata.

 

La ricostruzione degli atti pubblicati dal Comune colloca il progetto Culturalcafè_D50 all’interno di un percorso rivolto ai giovani under 35 e finalizzato alla valorizzazione di uno spazio pubblico inutilizzato o parzialmente utilizzato. Il Comune aveva avviato già nel dicembre 2025 una procedura legata alla coprogettazione e all’attuazione del progetto.

La procedura specifica per individuare il soggetto gestore è stata poi avviata nell’aprile 2026. Secondo la ricostruzione documentale pubblicata da Tp24, Culturalmente APS era stata costituita il primo aprile e presentò la candidatura il 29 aprile, risultando l’unica associazione partecipante. La commissione attribuì alla proposta 80 punti su 100, ammettendola con riserva per una carenza documentale ritenuta sanabile.

 

È su questa tempistica che si concentra una parte importante del dibattito. 

L’associazione, al momento della candidatura, aveva poche settimane di vita. Allo stesso tempo, nel verbale della commissione venne valorizzata anche l’«esperienza maturata dall’Ente nell’ambito della promozione culturale e sociale», circostanza che ha alimentato ulteriori interrogativi sulla documentazione utilizzata per la valutazione.

 

Ma Fratelli d’Italia sposta il fuoco soprattutto sulla responsabilità politica dell’assessora.

«Dire che gli atti li hanno fatti gli uffici non basta», sostiene il partito, sottolineando che nessuno le attribuisce materialmente la gestione della procedura. 

La contestazione riguarda invece il rapporto tra il ruolo politico ricoperto e la conoscenza dei legami tra i soggetti coinvolti.

La nota pone quindi una domanda precisa: Poma era a conoscenza della partecipazione alla procedura di persone appartenenti alla sua cerchia familiare e personale?

 

Per FdI, entrambe le eventualità avrebbero conseguenze politiche. Se l’assessora ne fosse stata a conoscenza, avrebbe dovuto, secondo il partito, evidenziare il problema di opportunità istituzionale. Se invece non ne fosse stata a conoscenza, ciò dimostrerebbe, sempre secondo FdI, una scarsa consapevolezza su una vicenda riguardante il settore sottoposto alla sua delega.

 

Poma ha dato una versione diversa

Interpellata da Tp24, ha confermato i rapporti familiari e personali, ma ha respinto qualsiasi ipotesi di un proprio intervento nella procedura. «Il mio ruolo è stato inesistente», ha dichiarato, sostenendo che gli atti siano stati gestiti dagli uffici e che il percorso fosse stato avviato prima del suo ingresso in Giunta. 

 

Nel frattempo il Cultural Cafè è operativo e ospita iniziative culturali. 

Il progetto, dunque, continua la propria attività mentre sul piano politico il caso si allarga.

Fratelli d’Italia conclude chiedendo a Poma di «chiarire fino in fondo la vicenda» e di dimettersi. «Chi esercita una delega politica deve risponderne politicamente», afferma il partito.

 

La questione, a questo punto, si sposta sul piano dell’opportunità politica dei rapporti tra l’assessora con delega al Distretto D50 e alcuni dei soggetti coinvolti nella gestione del Cultural Cafè. 

Su quest’ultimo terreno si aprirá ora un nuovo fronte dello scontro politico a Palazzo