Da dove nasce l’esigenza di scrivere un libro come “La vita in verticale”? Per Giacomo Di Girolamo tutto parte dall’osservazione di una realtà sempre più fatta di rappresentazioni, personaggi e storie che ciascuno costruisce intorno a sé.
Viviamo, secondo l’autore, circondati da persone che finiscono per precipitare dopo aver costruito una sorta di impalcatura fatta di immagini, aspettative e menzogne. Una costruzione che può reggere per un certo periodo, fino a quando qualcosa si rompe e l’intero sistema rischia di travolgere proprio chi lo ha edificato.
È questa la doppia urgenza da cui nasce il libro: raccontare le storie di chi precipita e interrogarsi sulle menzogne, anche quelle che raccontiamo a noi stessi, attraverso le quali finiamo per costruire la nostra vita.
“Finché ci saranno poeti, possiamo avere speranza”
A Marsala è arrivato per la presentazione del libro anche Luca Formenton, presidente de Il Saggiatore.
Formenton ha ringraziato Di Girolamo per la serata e per aver portato il suo lavoro in una città che, ha raccontato, visitava per la prima volta. Nel suo intervento ha richiamato uno dei temi centrali del libro, quello di una società che sembra scivolare verso il nulla.
Ma proprio dentro questa apparente deriva, Formenton ha individuato un elemento di speranza: la capacità di continuare a scrivere, a raccontare e a interrogarsi. E ha definito Di Girolamo un poeta, sottolineando come la presenza dei poeti rappresenti, ancora oggi, una possibilità di speranza.
“I libri sono la nostra valigetta del pronto soccorso”
Per Giuseppe Prode, direttore del festival 38° Parallelo, i libri hanno una funzione che va oltre la semplice lettura. Sono strumenti capaci di aiutarci a comprendere ciò che accade e, in qualche modo, a “respirare” nei momenti di maggiore difficoltà.
Prode ha definito “La vita in verticale” un libro dissonante rispetto alla precedente produzione di Di Girolamo, proprio perché affronta il tempo che ci è stato dato da vivere andando in profondità, senza fermarsi alla superficie.
Un'opera che, nella lettura di Prode, scava dentro il presente e dentro il rapporto dell'uomo con il proprio tempo.
Un libro per interrogarsi sul presente
La presentazione di Marsala è stata quindi anche un'occasione per parlare del ruolo della letteratura in una società nella quale sempre più spesso la realtà si confonde con la rappresentazione che scegliamo di darne. “La vita in verticale” mette al centro proprio questa frattura: ciò che siamo, ciò che raccontiamo di essere e il momento in cui la costruzione che abbiamo realizzato non riesce più a stare in piedi.