L'emergenza idrica a Trapani non è ancora finita.
E mentre nelle strade interessate dalla contaminazione continuano le attese per l'acqua e il ricorso alle autobotti, il Comune prova a cambiare passo sul servizio sostitutivo.
La novità annunciata dal sindaco Giacomo Tranchida è l'apertura alle autobotti private autorizzate per il trasporto di acqua potabile, con il Comune che, alle condizioni indicate dal primo cittadino, sarebbe disposto a farsi carico del costo del trasporto.
Una soluzione che arriva dopo settimane nelle quali proprio la disponibilità di mezzi e autisti si è rivelata uno dei punti più deboli della gestione dell'emergenza. A settembre il Comune aveva chiesto aiuto a Vigili del fuoco, Forze armate, Protezione civile e agli altri enti territoriali, segnalando l'insufficienza delle autobotti necessarie a garantire il rifornimento alle utenze ancora sottoposte a divieto.
La nuova soluzione
«Stamattina la Regione ci ha autorizzato a prendere l'acqua dal dissalatore per fronteggiare l'emergenza», ha spiegato Tranchida.
Ma il punto centrale è soprattutto l'utilizzo dei mezzi privati.
Secondo il sindaco, il cittadino, l'amministratore di condominio o l'utente interessato potranno richiedere l'intervento di un'autobotte privata, purché il mezzo e la cisterna rispettino le certificazioni e le prescrizioni igienico-sanitarie previste per il trasporto di acqua potabile.
Il Comune, ha chiarito Tranchida, pagherebbe il trasporto, mentre il costo dell'acqua sarebbe ricondotto alla quantità effettivamente fornita e alla relativa tariffa comunale.
«È una soluzione operativa», ha detto il sindaco, a condizione che gli operatori si adeguino alla procedura prevista.
La questione è particolarmente delicata dopo le polemiche degli ultimi giorni sulle autobotti private e sull'acqua proveniente da pozzi autorizzati per usi non potabili.
«Potrebbero esserci 20-25 autobotti»
Tranchida sostiene che sul territorio ci sarebbe una disponibilità potenziale di mezzi molto superiore a quella finora effettivamente utilizzata.
Il Comune avrebbe individuato, attraverso il Suap, diverse autorizzazioni per il trasporto di acqua potabile. «Addirittura c'è un'azienda che ha dieci autorizzazioni», ha riferito il sindaco, spiegando che complessivamente si potrebbe arrivare, teoricamente, a 20-25 autobotti.
Oggi, invece, il sistema pubblico sta operando con un numero molto più limitato di mezzi.
«Stiamo fronteggiando l'emergenza con appena cinque autobotti», ha detto Tranchida, precisando che una è stata messa a disposizione dal Comune di Buseto Palizzolo, altre sono nella disponibilità dell'organizzazione pubblica e altre ancora vengono utilizzate con il supporto dei volontari.
Il problema, dunque, non sarebbe soltanto trovare l'acqua. Sarebbe anche riuscire a portarla nelle case.
Il secondo fronte dell'emergenza é individuare le cause della contaminazione.
«Abbiamo fatto 12-13 interventi per tentare di trovare la causa e le concause», ha spiegato Tranchida.
Gli ultimi indici di contaminazione, secondo quanto riferito dal sindaco, sarebbero «molto bassi», in alcuni casi prossimi allo zero. Ma il Comune non considera ancora chiusa la partita.
Per questo vengono ripetute le analisi sulle stesse utenze che hanno già dato esito negativo: l'obiettivo è avere la conferma che quel dato sia stabile.
La prossima settimana, ha annunciato Tranchida, potrebbe essere decisiva.
«Contiamo la prossima settimana di tirare il righello», ha detto il sindaco, spiegando che se i risultati prossimi allo zero saranno confermati anche al terzo esame, potranno essere riaperte diverse vie.
Se invece emergeranno ancora problemi, bisognerà individuare con maggiore precisione la zona nella quale la contaminazione permane e separarla dal resto della rete.
La nuova promessa: nessun costo per il trasporto
È quindi questo il punto sul quale si concentra adesso la nuova fase dell'emergenza: l'acqua potabile dovrà arrivare nelle case senza che il cittadino debba sostenere il costo dell'autobotte privata.
Una risposta che arriva dopo settimane nelle quali proprio il servizio sostitutivo è stato al centro delle proteste e delle richieste dei cittadini.
Resta però la domanda di fondo: quanto durerà ancora l'emergenza?
La risposta del sindaco è legata alle prossime analisi. Se i risultati verranno confermati, il Comune potrebbe iniziare a riaprire progressivamente le utenze. Se così non fosse, la mappa dell'emergenza dovrà essere nuovamente ridisegnata.