×
 
 
22/09/2026 18:50:00

La ragazzina col coltello. Cosa sappiamo di quello che accaduto oggi a scuola a Marsala

I Carabinieri alle 17 erano ancora alla scuola Pipitone di Marsala. L’episodio avvenuto questa mattina, con un’alunna di terza media che ha puntato un coltello contro una compagna, non si è chiuso con il sequestro dell’arma e la sospensione della ragazza. Sono stati attivati i servizi sociali e una psicologa, per provare a ricostruire il contesto personale e familiare della minorenne e capire cosa abbia provocato un gesto tanto improvviso.

 

Nessuno, fortunatamente, è rimasto ferito. Ma la vicenda ha inevitabilmente scosso studenti, docenti e famiglie.

 

Il bidello le toglie il coltello

 

Secondo quanto ricostruito da Tp24, la ragazza si sarebbe scagliata improvvisamente contro una compagna arrivata da poco nella classe.

Determinante è stato l’intervento di un collaboratore scolastico, che si è accorto di quanto stava accadendo ed è riuscito a togliere il coltello dalle mani dell’alunna prima che potesse accadere qualcosa di più grave.

Subito dopo la ragazza si sarebbe pentita del gesto. È scoppiata a piangere e avrebbe detto: «Mi sono levata questo pensiero dalla testa».

Una frase che adesso, insieme a tutto ciò che ha preceduto quei momenti, dovrà essere compresa dagli adulti e dagli specialisti chiamati a occuparsi della vicenda.

 

«Un grido di dolore»

 

Nel pomeriggio i Carabinieri erano ancora nell’istituto per gli accertamenti e per ricostruire quanto accaduto. Nel frattempo sono stati coinvolti i servizi sociali e una psicologa.

«È stato un grido di dolore per una situazione difficile», spiega un docente a proposito dell’episodio.

Non una diagnosi, dunque, né una conclusione già scritta. Saranno gli approfondimenti a chiarire il quadro. I docenti descrivono infatti l’alunna come una ragazza fino a oggi tranquilla, che non aveva manifestato comportamenti tali da far immaginare un gesto di questo tipo.

È anche per questo che la scuola vuole capire cosa ci sia dietro quanto accaduto.

 

La dirigente Parrinello: sospensione e segnalazioni

 

La dirigente scolastica Mariella Parrinello ha immediatamente attivato tutte le procedure previste: sono stati chiamati i Carabinieri, informate le autorità competenti e coinvolte le famiglie. L’alunna è stata sospesa.

Ma già dalle prime ore la stessa dirigente ha sottolineato un punto: la ragazza va aiutata.

Perché resta la gravità di un coltello portato a scuola e rivolto contro una compagna, ma c’è anche una minorenne il cui comportamento pone domande che una semplice sanzione disciplinare non può risolvere.

 

 

Nel corso della giornata la dirigente ha ricevuto diverse telefonate di solidarietà e di attenzione nei confronti della comunità scolastica.

Tra queste quella della sindaca di Marsala Andreana Patti e quella di Davide Nugnes, dirigente dell’Ufficio XI – Ambito Territoriale di Trapani dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia.

Una vicinanza non soltanto formale, in una giornata nella quale alla Pipitone si è dovuto affrontare un episodio inatteso e particolarmente delicato.

 

Turano: «Bisogna aiutare anche gli aggressori»

 

Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale Mimmo Turano.

«Esprimo vicinanza alla studentessa di Marsala per la tentata aggressione subita questa mattina e solidarietà alla preside e ai docenti dell’istituto, prontamente intervenuti evitando conseguenze più gravi», ha dichiarato.

Turano ha ricordato come negli incontri avuti in questi giorni con i dirigenti scolastici siciliani sia emersa la necessità di potenziare gli sportelli di ascolto per gli studenti, con psicologi e personale specializzato nelle scuole.

Secondo l’assessore, episodi di questo tipo rappresentano un campanello d’allarme sul quale scuola e famiglie sono chiamate a interrogarsi.

«È evidente che c’è un problema – afferma Turano – ma dobbiamo affrontarlo partendo da quei bambini e adolescenti che si rendono autori di condotte gravi, senza avere una maturità tale da comprendere pienamente la portata delle proprie azioni».

E conclude: «Bisogna aiutare, quindi, non solo chi viene aggredito, ma anche gli aggressori».

È forse questo il punto con il quale si chiude la lunga giornata della Pipitone. Quanto accaduto non può essere minimizzato: una ragazza ha impugnato un coltello contro una compagna. Ma fermarsi al gesto significherebbe vedere soltanto l’ultimo pezzo della storia.

Adesso toccherà alla scuola, alla famiglia, ai servizi sociali e agli specialisti provare a capire tutto quello che è venuto prima.