Tre giorni per ragionare sul patrimonio culturale del Belìce attraverso libri, arte, architettura, musei e biblioteche. Dal 25 al 27 settembre torna il Belìce Art Book Festival, giunto alla quarta edizione e organizzato dalla Rete Museale e Naturale Belicina in coincidenza con le Giornate Europee del Patrimonio.
Gli appuntamenti principali saranno tra Gibellina e Partanna, mentre domenica il programma si allargherà ai musei e ai luoghi della cultura che fanno parte della Rete. Il tema scelto per il 2026 riprende quello delle Giornate Europee del Patrimonio: “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”.
Un argomento che nel Belìce assume un significato particolare. Qui la ricostruzione successiva al terremoto del 1968 ha legato in maniera stretta patrimonio, arte contemporanea, architettura e trasformazione delle città. E quest'anno il festival cade mentre Gibellina è Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026, prima città italiana a ottenere questo riconoscimento.
Si comincia a Gibellina
La prima giornata, venerdì 25 settembre, si svolgerà a Gibellina. Alle 15.30 è prevista una visita gratuita al Museo d'Arte Contemporanea “Ludovico Corrao”, seguita dall'apertura degli incontri con il sindaco Salvatore Sutera, il presidente della Rete Museale e Naturale Belicina Giuseppe Maiorana, il direttore artistico di Gibellina 2026 Andrea Cusumano, l'assessore Francesca Barbiera e i rappresentanti della rete bibliotecaria provinciale.
Alle 16.15 lo spazio sarà dedicato ai libri d'artista e ai cataloghi, con Terra amata di Mattheu Oui.
Alle 17 il festival incrocerà invece la seconda edizione di “+Spazio tra le parole”, rassegna curata dall'Ordine degli Architetti della provincia di Trapani. Spartaco Paris presenterà Amiamo l'architettura. Sul destino incerto di un'arte civica, un saggio che riporta al centro una domanda tutt'altro che riservata agli addetti ai lavori: quale ruolo può ancora avere l'architettura nella costruzione dello spazio pubblico e della vita collettiva?
La scelta di discuterne proprio a Gibellina non è casuale. La città ricostruita dopo il terremoto ha affidato all'arte e all'architettura una parte decisiva della propria nuova identità urbana.
A Partanna si parla anche del futuro delle biblioteche
Sabato 26 settembre il festival si sposterà a Partanna.
Alle 10.30, negli spazi del G55 di via Garibaldi, è in programma il world café “Ripensare la biblioteca cittadina con la comunità”. Non una conferenza tradizionale, ma un confronto partecipato sul modo in cui una biblioteca può cambiare insieme alla città e diventare uno spazio culturale utilizzato anche oltre la semplice consultazione dei libri.
Nel pomeriggio gli incontri proseguiranno nel Palazzo comunale. Alle 16.30 sarà presentato La terra trema. Filosofia della catastrofe di Lucrezia Ercoli; alle 17.15 Giù in fondo di Davide Fecarotta; alle 18 Arte e cultura per stare bene. Idee per la progettazione di Annalisa Cicerchia.
Il programma di Partanna conferma così il taglio scelto per questa edizione: usare libri e studi come punto di partenza per discutere di memoria, catastrofi, politiche culturali e rapporto tra comunità e luoghi. Fonti locali indicano per il 26 settembre attività del festival tra il G55 e altri spazi culturali della città.
Domenica si entra nei luoghi della Rete
La giornata di domenica 27 settembre sarà invece dedicata soprattutto alla visita del patrimonio diffuso della Rete Museale e Naturale Belicina.
Diversi musei e siti aderiranno alle Giornate Europee del Patrimonio proponendo visite e attività, in alcuni casi con ingresso al costo simbolico di un euro e su prenotazione.
A Gibellina, dalle 10 alle 11.30, sarà possibile visitare Belìce/EpiCentro della Memoria Viva insieme al direttore.
A Santa Margherita di Belìce, dalle 9 alle 13, è prevista una visita guidata gratuita al Museo della Memoria.
Il programma arriverà anche a Contessa Entellina, dove alle 17.30 partirà un'escursione al tramonto sulla Rocca di Entella, nell'area della Riserva Naturale Grotta di Entella.
Il patrimonio come materia del presente
«Il tema di questa edizione ci invita a considerare il patrimonio non come qualcosa di immobile, da conservare semplicemente nel tempo, ma come una risorsa viva», spiega Giuseppe Maiorana, presidente della Rete Museale e Naturale Belicina.
È probabilmente questa la chiave più interessante per leggere il festival. Nel Belìce la parola “patrimonio” comprende infatti realtà molto diverse: i musei, le biblioteche e i siti archeologici, ma anche l'architettura della ricostruzione, l'arte contemporanea e la memoria del terremoto.
Il Belìce Art Book Festival prova a mettere questi elementi attorno allo stesso tavolo, usando i libri non soltanto come oggetti da presentare, ma come strumenti per discutere di cosa conservare, come renderlo accessibile e quale rapporto costruire tra patrimonio e comunità.