Doveva andare in scena all’inizio di settembre, poi il rinvio. Adesso c’è una nuova data e anche un nuovo scenario: “La ventiduesima donna”, monologo di e con Angela Iantosca, sarà rappresentato a Marsala venerdì 25 settembre alle 21.15, al Parco Archeologico di Lilibeo, Baglio Tumbarello.
Uno spettacolo, a ingresso libero, che parte da una pagina decisiva della storia italiana – le 21 donne elette all’Assemblea Costituente – e arriva fino al presente. Perché la “ventiduesima donna” del titolo non è un nome dimenticato dalla storia, ma una domanda rivolta alle donne di oggi.
Le ventuno donne che contribuirono a scrivere la Costituzione
Erano appena ventuno in un’Assemblea composta per il resto da oltre cinquecento uomini. Donne che avevano attraversato il fascismo, la guerra e la Resistenza e che nel 1946 entrarono nell’Assemblea chiamata a scrivere la Costituzione della nuova Repubblica.
Il viaggio teatrale di Angela Iantosca comincia da Teresa Mattei, antifascista e partigiana, eletta a soli 25 anni e più giovane tra le Madri Costituenti. Da lei il racconto attraversa il tempo e arriva alle donne incontrate dalla giornalista e scrittrice durante il proprio lavoro.
Il monologo, con la regia di Gabriele Manili, nasce infatti dopo il libro Ventuno. Le donne che fecero la Costituzione, pubblicato da Paoline nel 2022. Iantosca mette insieme quel lavoro con anni di inchieste dedicate alle mafie, alla tossicodipendenza, al carcere, al disagio e ai figli cresciuti dentro famiglie criminali. Lo spettacolo ha debuttato nel settembre del 2023 e da allora è stato portato in teatri, scuole, comunità e carceri.
Dalle Madri Costituenti alle donne di oggi
La ventiduesima donna non è dunque una lezione di storia e neppure una celebrazione delle Madri Costituenti.
Sul palco quelle ventuno donne diventano il punto di partenza per incontrarne molte altre: madri detenute, donne provenienti da contesti di mafia e ’ndrangheta, persone che hanno attraversato dipendenze e marginalità, ma anche donne che hanno deciso di ribellarsi, di rompere il silenzio e di pagare il prezzo delle proprie scelte.
La Costituzione entra così nelle vite concrete. Libertà, dignità, uguaglianza e responsabilità smettono di essere soltanto parole scritte nella Carta e diventano scelte, spesso difficili.
Ed è qui che nasce la domanda dello spettacolo: chi è oggi la ventiduesima donna?
Una domanda che arriva dentro l’attualità
E il presente, proprio in questi giorni, offre materiale su cui interrogarsi.
Hanno suscitato polemiche le parole pronunciate dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani alla manifestazione “Itaca” di Formello. Per spiegare una scelta politica, Tajani ha utilizzato la metafora della donna da sposare, contrapponendo una ragazza «affascinante» ma potenzialmente infedele a una «meno appariscente», descritta come più seria, affidabile e destinata a essere «una buona madre di famiglia».
Il 21 settembre Tajani è tornato sulla vicenda da New York, scusandosi con chi si fosse sentito offeso e sostenendo di non avere avuto intenzione di offendere le donne.
La coincidenza temporale con lo spettacolo rende ancora più vicina una delle domande poste da Iantosca: ottant’anni dopo il voto alle donne e l’ingresso delle prime elette nella Costituente, quali stereotipi sul ruolo femminile sono davvero rimasti alle spalle?
È anche questa la distanza che La ventiduesima donna prova a misurare: quella tra i diritti scritti e la loro vita concreta, tra i principi costituzionali e il linguaggio, i comportamenti e le aspettative che ancora accompagnano le donne.
La Costituzione, infatti, non viene portata sul palco come un monumento da contemplare. Iantosca costruisce un filo tra le donne che contribuirono a scriverla e le storie incontrate in anni di lavoro giornalistico.
E allora la “ventiduesima” non deve necessariamente essere una figura pubblica o una protagonista destinata ai libri di storia. Può essere una donna che rompe un silenzio, rifiuta un destino già scritto o rende concreti, nelle proprie scelte quotidiane, quei principi che le ventuno Madri Costituenti contribuirono a mettere nero su bianco.
Il 25 settembre a Baglio Tumbarello
A Marsala lo spettacolo era inizialmente previsto il 7 settembre al Complesso Monumentale San Pietro. Dopo il rinvio, cambia anche il luogo: venerdì 25 settembre, alle 21.15, “La ventiduesima donna” andrà in scena a Baglio Tumbarello, all’interno del Parco Archeologico di Lilibeo.
L'iniziativa è organizzata da 38° parallelo e si inserisce nel percorso dedicato agli 80 anni della Repubblica, dal voto alle donne alla Costituzione, e si svolge con il contributo e il patrocinio del Libero Consorzio Comunale di Trapani e della Regione Siciliana.
Sono coinvolti il Parco Archeologico di Lilibeo-Marsala, il Comitato Pari Opportunità di Marsala, 38° Parallelo, ANDE – sezione di Marsala, Il Circoletto e Nonovento.
Ines D'Orazio