Marsala, sì al nuovo regolamento sulla videosorveglianza. Ma è scontro sulla sicurezza
Il regolamento sulla videosorveglianza passa all’unanimità. La sicurezza, invece, resta terreno di scontro politico. Il Consiglio comunale di Marsala ha approvato il nuovo strumento che disciplina telecamere, immagini, privacy e gestione della rete, ma ha bocciato le proposte con cui una parte dell’opposizione chiedeva di andare oltre: presìdi della Polizia Municipale, controlli mirati nelle zone più critiche e possibile coinvolgimento della vigilanza privata.
Insomma, tutti d’accordo sul regolamento. Molto meno su cosa fare, concretamente, con le telecamere e con gli altri strumenti a disposizione del Comune.
Il regolamento passa con 22 voti favorevoli
Dopo il rinvio della scorsa settimana, il punto è tornato lunedì 21 settembre in Aula alla presenza del comandante della Polizia Municipale Giuseppe D’Alessandro, chiamato a esprimersi sui subemendamenti presentati.
Alla fine, il regolamento è stato approvato con 22 voti favorevoli su 22 consiglieri presenti.
Un voto che il vicesindaco Salvatore Vullo ha salutato ringraziando l’intero Consiglio.
«La sicurezza non ha colore politico, non è di destra e non è di sinistra», ha detto Vullo, aggiungendo che l’Amministrazione resta disponibile a discutere ulteriori strumenti per migliorare il controllo del territorio.
Cosa disciplina il nuovo regolamento
Il regolamento mette ordine nel funzionamento del sistema comunale di videosorveglianza: stabilisce finalità, modalità di trattamento e conservazione delle immagini, accesso ai dati, tutela della privacy e caratteristiche degli strumenti utilizzabili.
Tra questi ci sono telecamere, fototrappole, dispositivi per l’accertamento delle violazioni al Codice della strada, sistemi mobili, droni e bodycam.
Il sistema fa capo alla centrale operativa della Polizia Municipale e può essere utilizzato anche dalle altre forze di polizia secondo le convenzioni previste.
A Marsala la rete conta oggi circa 230 telecamere. Quelle effettivamente operative sono 177, mentre per una cinquantina di apparecchiature il contratto è scaduto e gli impianti non sono attualmente utilizzabili. Il Comune sta lavorando alla manutenzione e al potenziamento del sistema.
Il comandante: “Queste scelte non vanno nel regolamento”
Il punto più delicato della seduta ha riguardato gli emendamenti e i subemendamenti presentati dall’opposizione.
Il comandante D’Alessandro ha espresso parere tecnico contrario, spiegando che alcune delle proposte riguardavano non tanto le regole della videosorveglianza quanto l’organizzazione concreta dei servizi della Polizia Municipale.
Secondo D’Alessandro, decidere se il sistema debba essere controllato da remoto o in tempo reale, organizzare il personale o stabilire particolari modalità operative appartiene alla sfera gestionale del Corpo e delle forze dell’ordine, e non può quindi essere disciplinato attraverso il regolamento.
Stesso ragionamento per il coinvolgimento della vigilanza privata. Il comandante ha ricordato che impianti pubblici e privati hanno finalità differenti e che l'acquisizione delle immagini provenienti da sistemi privati è possibile, nel rispetto delle norme sulla privacy, soprattutto nell’ambito delle attività di polizia giudiziaria.
Liberi: “Così si perde un’occasione”
Di diverso avviso il gruppo Liberi, che aveva chiesto di utilizzare l’approvazione del regolamento per costruire un sistema di controllo più ampio.
Tra le proposte avanzate c’erano il potenziamento della centrale operativa, presìdi fissi o periodici della Polizia Municipale in alcune zone della città, l’utilizzo mirato delle telecamere nelle aree maggiormente esposte al degrado e, nei limiti consentiti dalla legge, il ricorso agli istituti di vigilanza privata per la tutela del patrimonio comunale.
Massimo Grillo ha insistito soprattutto su quest’ultimo aspetto, ricordando che il Comune utilizza già servizi di vigilanza privata per gli impianti idrici di San Silvestro.
Secondo Grillo, una collaborazione di questo tipo potrebbe essere utile anche per il controllo dei beni comunali, contro l’abbandono dei rifiuti e per il monitoraggio di alcune zone sensibili, senza sostituire Polizia Municipale e forze dell’ordine.
«Abbiamo perso un’occasione», è stata la posizione ribadita dall’opposizione dopo il voto.
La maggioranza: “Se ne è già discusso abbastanza”
La maggioranza ha respinto questa impostazione, sostenendo non tanto l’inutilità delle proposte quanto la loro estraneità al regolamento.
Lillo Gesone ha ricordato che il provvedimento era già stato discusso in numerose sedute delle commissioni Affari generali e Urbanistica e che molti dei temi sollevati erano già stati affrontati.
La strada indicata dalla maggioranza è quindi un’altra: approvare subito il regolamento e affrontare successivamente le ulteriori misure sulla sicurezza attraverso uno specifico atto di indirizzo.
Una posizione che, curiosamente, ha trovato anche una voce favorevole tra i banchi dell’opposizione. Pino Ferrantelli ha infatti spiegato di non condividere gli emendamenti, invitando i colleghi a ritirarli e a riproporre quelle misure proprio attraverso un atto di indirizzo.
Gli emendamenti e i subemendamenti sono stati comunque messi ai voti e respinti, generalmente con 13 voti contrari e cinque o sei favorevoli.
Sturiano annuncia un nuovo atto sulla sicurezza
La partita, dunque, non finisce con il regolamento.
Enzo Sturiano ha già annunciato che insieme agli altri consiglieri che hanno sostenuto le proposte verrà presentato un atto di indirizzo sulla videosorveglianza e sulla sicurezza cittadina.
L’obiettivo sarà riportare in Aula le questioni rimaste fuori dal regolamento: centrale operativa, presenza sul territorio, presìdi, vigilanza sul patrimonio comunale e strumenti complementari alla Polizia Municipale.
Ed è probabilmente questo il dato politico più interessante della seduta: sul regolamento l’unanimità c’è stata, sulla strategia per la sicurezza no.
Dopo il voto è scontro: Liberi accusa, la maggioranza replica
La discussione, però, si è spostata subito fuori dall’Aula. Flavia Sammartano, del movimento Liberi, riassume così la posizione dell’opposizione: «Ieri in Consiglio la maggioranza ha detto no». Il riferimento è alle proposte per una centrale operativa più efficace, presìdi della Polizia Municipale a Porta Mazara, Piazza della Repubblica e Strasatti, controlli mirati nelle aree più critiche e alla possibilità di utilizzare, nei limiti di legge, anche servizi di vigilanza privata per tutelare alcuni beni comunali. Liberi rivendica inoltre quanto fatto dalla precedente Amministrazione sul potenziamento della videosorveglianza e sugli impianti del servizio idrico e sottolinea di avere comunque votato il regolamento «per senso di responsabilità». Per il gruppo si tratta, dunque, di «un’occasione mancata».
La risposta della maggioranza non si è fatta attendere ed è arrivata con un comunicato congiunto di Compatti per Marsala, Si Muove la Città, Partito Democratico e gruppo misto di maggioranza. Il titolo lascia poco spazio alle sfumature: «Videosorveglianza: basta propaganda, parliamo di fatti». Secondo i gruppi che sostengono l’Amministrazione, non ci sarebbe stato alcun “no alla sicurezza”: gli emendamenti dell’opposizione sarebbero stati respinti perché avevano ricevuto parere tecnico contrario dal comandante della Polizia Municipale Giuseppe D’Alessandro. La maggioranza sottolinea in particolare che il regolamento deve disciplinare il funzionamento del sistema di videosorveglianza, mentre organizzazione dei servizi, modalità operative e utilizzo di soggetti esterni appartengono ad altri livelli decisionali. Da qui l’accusa a Liberi di trasformare una questione tecnica e giuridica in propaganda politica.
C’è poi il contrattacco politico. La maggioranza ricorda che la precedente Amministrazione ha governato per cinque anni e otto mesi e domanda perché il regolamento non sia stato approvato allora. Liberi, invece, rivendica proprio il lavoro compiuto negli anni precedenti per installare telecamere, proteggere gli impianti comunali e rafforzare la Polizia Municipale. È qui, insomma, che il voto unanime finisce e ricomincia la politica: tutti favorevoli al regolamento, ma maggioranza e opposizione raccontano in maniera diametralmente opposta ciò che è accaduto attorno a quel voto.
Rottamazione dei veicoli, via libera al nuovo servizio
Il Consiglio ha approvato all’unanimità anche l’istituzione del servizio comunale per il rilascio dell’attestazione di inutilizzabilità dei veicoli fuori uso ai fini della rottamazione, che sarà effettuato dal Comando della Polizia Municipale.
Anche in questo caso il voto è stato di 22 favorevoli su 22 presenti, così come l’immediata esecutività del provvedimento.
Nominata la Commissione per i giudici popolari
L’Aula ha poi proceduto, con voto segreto, alla nomina della Commissione comunale per i giudici popolari di Corte d’Assise e di Corte d’Assise d’Appello.
Sono stati eletti componenti effettivi Daniele Bertolino ed Enzo Sturiano.
I supplenti saranno invece Maria Caradonna e Duilio Piccione.
Il Consiglio comunale di Marsala tornerà a riunirsi lunedì 28 settembre alle 17.30.
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