×
 
 
23/09/2026 06:00:00

ASP Trapani, perché i costi sono aumentati di 60 milioni in un anno

Per capire davvero come si muove il denaro dell’ASP di Trapani bisogna entrare nel bilancio 2025 e, soprattutto, nella relazione del Collegio sindacale, il documento nel quale vengono analizzate le principali variazioni rispetto all’anno precedente.

L'Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani chiude l'esercizio 2025 con una perdita pari a 11.573.025,80 euro. L'aumento dei costi della produzione (+60,7 milioni di euro) supera la crescita dei ricavi, spinto dai rincari dei farmaci, dalle nuove tariffe per l'assistenza convenzionata e da un'emergenza di organico che costringe all'uso massiccio di straordinari e contratti flessibili.

Ma c'è una precisazione importante, che non può essere ignorata: il Collegio sindacale chiarisce, nelle conclusioni, che quella perdita è stata prevista nell'ambito del risultato programmato negativo del Servizio sanitario regionale e che la copertura è stata prevista attraverso gli strumenti indicati dalla Regione.

 

Il bilancio in cifre: costi in aumento, ma la gestione supera l'esame

Sarebbe semplicistico dire che l’ASP di Trapani è in perdita. Semmai, bisognerebbe comprendere cosa abbia fatto crescere di oltre 60 milioni di euro i costi della produzione. E nella relazione del Collegio sindacale c’è la risposta.

La spesa che cresce di più è quella dei farmaci, con un aumento di 6,7 milioni di euro. L'ASP collega l'incremento soprattutto alla crescita della distribuzione diretta e alla riorganizzazione della rete dei Centri prescrittori regionali.

Tra i farmaci indicati nella relazione figurano quelli destinati alle coagulopatie, alcuni anticorpi monoclonali antineoplastici e immunomodulatori e farmaci per la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Anche le terapie antiblastiche preparate nelle Unità Farmaci Antiblastici, secondo l'Azienda, hanno mantenuto un livello di spesa sostenuto, in relazione all'estensione delle indicazioni terapeutiche e dei protocolli clinici.

Non è, dunque, semplicemente una storia di sprechi: una parte dell'incremento viene spiegata con l'aumento dell'attività assistenziale, l'evoluzione dei protocolli terapeutici e le modifiche nei canali distributivi.

 

Boom delle convenzioni esterne: 229,8 milioni totali

Aumentano significativamente i costi per le prestazioni socio-sanitarie (+7.529.258,40 euro), spinti dalle nuove tariffe per geriatria e autismo e dal balzo degli assistiti in ADI e cure palliative domiciliari.

Cresce anche la spesa per l'assistenza integrativa e protesica (+6.048.251,64 euro), condizionata dai nuovi prezzi del nomenclatore ministeriale.

 

Carenza di personale

La spesa complessiva per il personale raggiunge 261.274.114,94 euro (+18,51 milioni rispetto al 2024), assorbita per oltre il 76% dal ruolo sanitario.

A causa dei ritardi nelle procedure di stabilizzazione e concorsuali, l'ASP ha sostenuto 7.212.852,35 euro in consulenze ed esternalizzazioni sanitarie e ha incrementato di 3.711.770,46 euro la spesa per contratti di collaborazione flessibile, per garantire la continuità dei servizi.

Per assicurare le attività assistenziali a fronte delle carenze d'organico, l'Azienda è dovuta ricorrere in modo sistematico al lavoro straordinario, esponendosi al rischio di decreti ingiuntivi per il superamento dei limiti contrattuali e di legge.

 

Manutenzioni: altri 3 milioni

Cresce anche la spesa per la manutenzione ordinaria di fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature sanitarie e scientifiche: 3.067.329,38 euro in più rispetto al 2024.

L'ASP collega l'aumento agli interventi necessari per mantenere operative le strutture e alle opere preparatorie connesse ai progetti finanziati dal PNRR.

Per impianti e apparecchiature vengono indicati anche l'adeguamento delle tariffe ISTAT, un nuovo accordo con Polygon e l'ingresso di Hospital Consulting dal 21 novembre 2025.