Da oggi, lunedì 28 settembre, fare rifornimento negli impianti Enilive costerà meno. Entra infatti in vigore il tetto deciso da Eni: 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio. E la prima compagnia a seguire la strada aperta dal gruppo italiano è IP, controllata dall'azera Socar. Eni
Una piccola tregua, dunque, nella corsa dei carburanti. Ma il problema resta: soprattutto per chi con benzina e diesel non ci va soltanto al mare la domenica, ma ci lavora ogni giorno.
Come funziona il tetto di Eni
Il limite massimo viene applicato da oggi sulla rete Enilive e avrà inizialmente una durata di 30 giorni, con la possibilità di essere prorogato fino alla fine dell'anno, in relazione all'andamento del mercato e alle condizioni di approvvigionamento. Eni
La misura arriva mentre i prezzi continuano a essere molto elevati. Gli ultimi dati dell'Osservatorio del Mimit indicavano sulla rete stradale una media self di 2,158 euro per la benzina e 2,357 euro per il gasolio. In autostrada si saliva rispettivamente a 2,252 e 2,439 euro al litro. ANSA.it
Il tetto Eni rappresenta quindi una riduzione significativa rispetto ai prezzi medi registrati negli ultimi giorni.
Anche IP segue la strada dei prezzi calmierati
L'effetto domino è già cominciato. Socar, società energetica dell'Azerbaigian che controlla Italiana Petroli, ha annunciato un limite anche per i carburanti venduti attraverso la rete IP.
In questo caso, però, non è stato comunicato un tetto unico nazionale analogo a quello di Eni. L'applicazione sarà progressiva e calibrata sulle diverse esigenze della rete. In una seconda fase il meccanismo potrebbe essere esteso anche alle stazioni Esso e agli altri operatori che si riforniscono da IP. ANSA.it
Il governo ha accolto favorevolmente la decisione. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni l'ha definita un segnale di attenzione alle famiglie, mentre il vicepremier Antonio Tajani ha rivendicato la scelta di puntare su accordi volontari con le compagnie anziché su nuovi interventi fiscali. ANSA.it
Ma per chi lavora sulla strada non basta
La frenata dei prezzi non spegne però la protesta. Autotrasportatori e tassisti considerano ancora troppo alto il costo del gasolio. I tassisti hanno chiesto al governo un incontro e alcune organizzazioni di categoria hanno già prospettato un fermo del servizio in assenza di risposte. ANSA.it
Il nodo, insomma, rimane. Il tetto delle compagnie può alleggerire il pieno, ma non risolve strutturalmente il problema del caro-carburanti. E adesso si guarda alle altre società petrolifere: se seguiranno Eni e IP, la concorrenza potrebbe finalmente cominciare a farsi vedere anche sui tabelloni dei distributori.