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30/09/2026 09:30:00

Piano Urbanistico di Trapani, l'amministrazione chiede il commissario 

Il PUG- Piano Urbanistico Generale -  diventerà il nuovo terreno dello scontro politico a Trapani. 

 

Dopo mesi di rinvii, sedute consiliari e mancata discussione, l'amministrazione Tranchida ha deciso di rivolgersi alla Regione Siciliana chiedendo la nomina di un commissario provveditore per sbloccare l'adozione del Documento preliminare del Piano Urbanistico Generale.

 

La richiesta porta la data del 7 settembre 2026 ed è firmata dal sindaco Giacomo Tranchida e dall'assessore all'Urbanistica Giuseppe Pellegrino. 

Non è un passaggio tecnico qualsiasi. Politicamente, significa che l'amministrazione considera ormai superato il limite entro il quale il Consiglio comunale avrebbe dovuto pronunciarsi sul primo documento del nuovo strumento urbanistico della città.

 

Il documento che il Consiglio non vota

Il procedimento per il nuovo PUG è stato avviato attraverso il percorso previsto dalla legge regionale 19/2020. 

Sono stati svolti il forum pubblico, le consultazioni, la procedura VAS, la Conferenza di pianificazione e raccolti pareri e contributi.

Nel 2026 la Giunta ha quindi adottato il Documento preliminare e lo ha trasmesso al Consiglio comunale per il passaggio decisivo della sua adozione. 

Ma il documento, di fatto, è rimasto fermo a Palazzo Cavarretta.

 

La proposta numero 2445 è comparsa ripetutamente negli ordini del giorno del Consiglio: il 22, 25, 29 giugno e 1° luglio, quindi il 13, 16 e 20 luglio e ancora nelle sedute del 16, 21 e 24 settembre. La proposta è stata inserita all'ordine del giorno anche nelle sedute del 29 giugno, 20 luglio e 24 settembre. 

 

Ed è proprio questa sequenza a dare alla vicenda un peso politico.

Tranchida lo aveva già annunciato e la richiesta di commissariamento, dunque, non arriva improvvisamente.

Già all'inizio di settembre, dopo l'approvazione del bilancio, Tranchida aveva indicato il PUG come il prossimo terreno di confronto con il Consiglio comunale. Il sindaco aveva sostenuto che, in caso di ulteriore mancato adempimento, l'amministrazione avrebbe chiesto alla Regione l'intervento sostitutivo. 

Adesso quell'avvertimento è diventato un atto ufficiale.

 

Perché il PUG conta

Il PUG (Piano Urbanistico Generale) è uno degli atti più importanti per una città perché decide, in sostanza, come potrà trasformarsi il territorio nei prossimi decenni: dove e quanto si potrà costruire, quali aree tutelare, dove concentrare servizi, infrastrutture, attività economiche e nuove abitazioni, e quali terreni potranno cambiare destinazione.

 

Ed è proprio per questo che attorno al PUG possono svilupparsi forti interessi politici ed economici. 

Una diversa destinazione urbanistica può infatti aumentare o diminuire il valore di un'area e influenzare investimenti, edilizia, commercio, turismo e grandi interventi. La discussione sul PUG diventa quindi anche una partita sul modello di città: quali aree valorizzare, quali proteggere e quali interessi conciliare.

Un modello di città che si protrae e sopravvive alla stessa amministrazione che lo ha varato. 

 

La scorciatoia istituzionale

Nel documento di commissariamento il Comune richiama l'articolo 26 della legge regionale 19/2020. Secondo il quale, una volta ricevuto il Documento preliminare, il Consiglio dispone di 60 giorni per deliberare. Il termine, sostiene il Comune, è «ampiamente decorso». 

 

Da qui la richiesta alla Regione: nominare un commissario provveditore che completi la fase procedurale relativa all'adozione del Documento preliminare.

È una soluzione prevista dalla stessa normativa regionale e non equivale, almeno formalmente, a sostituire l'intero Consiglio nella pianificazione urbanistica. Il commissario verrebbe chiamato a intervenire sulla fase procedurale rimasta bloccata.

 

Ma politicamente l'effetto sarebbe significativo: la Regione entrerebbe nella vicenda urbanistica del Comune di Trapani per sbloccare un procedimento che l'amministrazione ritiene non più rinviabile.

 

Ora tocca alla Regione

La domanda politica è semplice, ma tutt'altro che secondaria: il PUG sarà finalmente discusso dal Consiglio oppure sarà il commissario regionale a rompere lo stallo?

Per Tranchida è soprattutto una questione di rispetto dei tempi previsti dalla legge. Per il Consiglio, invece, il passaggio rappresenta una delle decisioni urbanistiche più importanti dell'intera consiliatura.

 

E proprio per questo il commissario, se arriverà, non sarà soltanto una figura tecnica: sarà il simbolo di una partita politica che Comune e Consiglio non sono riusciti, finora, a chiudere dentro Palazzo Cavarretta.