Trapani, emergenza idrica: il Comune apre alle autobotti private. Ecco regole e costi
La crisi idrica non è ancora rientrata e le autobotti disponibili non bastano a soddisfare tutte le richieste.
Il Comune di Trapani prova così ad allargare il servizio sostitutivo e apre alle autobotti private, ma soltanto se in possesso dei requisiti previsti per il trasporto di acqua potabile.
La decisione è contenuta nella deliberazione di Giunta n. 432 del 30 settembre 2026, dichiarata immediatamente esecutiva.
Il provvedimento prende atto che nell'ambito dell'emergenza restano circa 154 contatori chiusi e sigillati perché collegati a utenze alle quali è stata riscontrata acqua non potabile.
Il problema è anche logistico. Attualmente il servizio viene assicurato dalle due autobotti della ditta Palma Autospurghi, dai mezzi della Protezione civile regionale e da quelli messi a disposizione da altri Comuni. Una dotazione che, secondo Palazzo d'Alì, non è sufficiente rispetto alle richieste.
La nuova soluzione consente quindi di utilizzare ulteriori mezzi privati, trasformandoli di fatto in una componente regolamentata del servizio pubblico sostitutivo.
Le autobotti dovranno essere qualificate
Non basterà avere una cisterna, le ditte interessate dovranno presentare la documentazione richiesta al Comune.
Tra i requisiti ci sono l'iscrizione alla White List della Prefettura, oppure la presentazione della relativa domanda, il DURC, la notifica sanitaria all'Asp-SIAN e la documentazione che certifichi l'idoneità del mezzo al trasporto di acqua destinata al consumo umano.
Le cisterne dovranno essere marcate per uso alimentare e dovranno essere disponibili la documentazione sui materiali a contatto con l'acqua e il registro delle operazioni di pulizia e sanificazione.
L'elenco delle ditte ammesse resterà aperto: chi sarà in regola potrà essere inserito successivamente, dopo le verifiche del Comune.
Il tema dei controlli è centrale.
La delibera ricorda che le Forze dell'ordine avevano riscontrato casi di autobotti private che rifornivano utenze domestiche con acqua non potabile, in assenza di impianti duali negli edifici.
Il COC programmerà le consegne
Le richieste degli utenti compresi nel perimetro dell'emergenza continueranno a essere raccolte attraverso il call center del Comune.
Il COC programmerà entro le 17 le consegne del giorno successivo e le assegnerà alle autobotti disponibili, tenendo conto delle priorità, dell'accessibilità degli edifici, dei piani da servire e della capacità dei mezzi.
L'acqua dovrà essere caricata esclusivamente nei punti autorizzati. La delibera indica il dissalatore di Trapani gestito da Siciliacque.
Ogni carico dovrà essere tracciato, indicando mezzo, data, punto di prelievo e quantità. Anche la consegna dovrà essere certificata attraverso una bolla firmata dall'utente o dall'amministratore del condominio.
Quanto costa il servizio
Per le utenze comprese nel perimetro dell'emergenza il Comune prevede il rimborso del trasporto.
L'utente dovrà presentare la fattura della ditta autorizzata e la bolla di consegna. Il volume dell'acqua sarà attribuito alla bolletta, mentre il costo del trasporto sarà rimborsato se l'utente è in regola con i pagamenti della tariffa idrica.
Gli importi massimi stabiliti sono:
- 50 euro, oltre Iva, per rifornimenti destinati a vasche fino a 10 metri cubi;
- 80 euro, oltre Iva, per vasche a piano terra da 10 a 20 metri cubi;
- 90 euro, oltre Iva, per vasche a piano terra con capienza superiore a 20 metri cubi.

La Giunta ha inoltre previsto che il rimborso possa essere riconosciuto anche a scomputo sulla bolletta in fatturazione o su una futura emissione.
Fuori dal perimetro dell'emergenza resta invece il rapporto diretto tra privato e ditta, senza oneri per il Comune. Anche in questo caso, però, l'acqua destinata al consumo umano dovrà essere potabile, provenire da fonti autorizzate e rispettare le norme sanitarie.
Gli oneri del nuovo sistema saranno coperti attraverso il contributo per l'assistenza alla popolazione nell'emergenza idrica in corso di stanziamento da parte della Regione Siciliana, Dipartimento regionale della Protezione civile.
La partita, dunque, ora si sposta adesso sulla capacità del Comune di aumentare rapidamente il numero delle autobotti disponibili, mantenendo contemporaneamente controlli, tracciabilità e sicurezza dell'acqua consegnata.
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