Trapani, elezioni: Fazio si candida a Sindaco
Adesso non serve più il condizionale. Mimmo Fazio si candida a sindaco di Trapani.
A sciogliere la riserva è stato direttamente lui, oggi, 4 ottobre, durante un evento organizzato nella sua cantina vinicola. L’ex sindaco, 72 anni, ha confermato di voler tornare a concorrere per Palazzo d’Alì.
Sarà la sua quarta candidatura alla guida della città.
E così una campagna elettorale che, sulla carta, dovrebbe riguardare il 2028 continua ad anticipare ostinatamente il calendario.
Fazio: “Mi candido”
Fazio non intende neppure aspettare il deposito delle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso luglio, la Corte d’Appello di Palermo ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nel processo Mare Monstrum.
Quella decisione ha fatto venire meno la condanna a quattro anni e sei mesi inflitta in primo grado per corruzione nell’esercizio della funzione. Non si è trattato di un’assoluzione nel merito, ma politicamente la conseguenza era apparsa subito evidente: la strada per un ritorno di Fazio sulla scena amministrativa si era riaperta.
E infatti eccolo qui.
Sindaco per dieci anni
Mimmo Fazio è già stato sindaco di Trapani dal 2001 al 2012, per due mandati consecutivi.
È stato uno dei protagonisti assoluti della politica cittadina degli ultimi venticinque anni, prima nell’area del centrodestra, poi con un percorso sempre più autonomo e costruito soprattutto attorno alla propria figura.
La sua storia politica parte insieme a quella di Antonio D’Alì, per anni dominus del centrodestra trapanese. Furono alleati, poi arrivarono le distanze, le incomprensioni e infine la rottura.
Nel 2017 si trovarono addirittura uno contro l’altro nella corsa per Palazzo d’Alì.
Fazio si presentò con cinque liste civiche e arrivò primo al primo turno con il 31,79 per cento, davanti a Pietro Savona e allo stesso D’Alì. Poi accadde quello che a Trapani ancora oggi viene ricordato come uno dei più surreali capitoli della politica cittadina.
Il 2017 e Mare Monstrum
Nel maggio di quell’anno, in piena campagna elettorale, Fazio era stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta Mare Monstrum, relativa ai rapporti tra politica e interessi legati ai collegamenti marittimi con le isole minori.
Nonostante l’inchiesta, al primo turno Fazio risultò il candidato più votato. Pochi giorni dopo annunciò però che avrebbe abbandonato la competizione e invitò perfino gli elettori a non votarlo.
Non presentando nei termini la squadra degli assessori, decadde poi dal ballottaggio. Rimase in corsa soltanto Pietro Savona, ma l’affluenza non raggiunse il quorum necessario. Trapani finì commissariata.
Una pagina difficilmente replicabile. Anche per gli standard, piuttosto creativi, della politica trapanese.
La condanna e poi la prescrizione
Nel 2023 il Tribunale di Trapani condannò Fazio a quattro anni e sei mesi per corruzione nell’esercizio della funzione.
Vennero inoltre disposte l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, la confisca di beni e somme e alcuni risarcimenti. Fazio era stato invece assolto dalle accuse di traffico di influenze illecite e rivelazione di segreto d’ufficio.
Poi, il 23 luglio scorso, la decisione della Corte d’Appello: reato prescritto.
Già allora scrivevamo che quella sentenza avrebbe avuto un effetto immediato sul quadro politico trapanese. Fazio, del resto, non ha mai completamente perso il rapporto con una parte dell’elettorato cittadino.
Adesso è arrivata la conferma.
Una campagna elettorale cominciata con enorme anticipo
Il curioso dettaglio è che, salvo sorprese, a Trapani si dovrebbe votare soltanto nel 2028, alla scadenza del secondo mandato del sindaco Giacomo Tranchida.
Sempre che la consiliatura arrivi alla sua conclusione naturale.
Eppure la campagna elettorale è già partita.
Valerio Valenti, già prefetto e oggi consigliere di Stato, ha annunciato nei mesi scorsi la propria candidatura, rivendicando un progetto civico e senza padrini politici.
C’è poi Valerio Antonini, romano diventato in pochi anni uno dei protagonisti più rumorosi della vita pubblica cittadina. Antonini ha già annunciato di voler correre per Palazzo d’Alì.
Adesso arriva Fazio.
Tre storie completamente diverse. Il prefetto, l’imprenditore dello sport, l’ex sindaco.
E, almeno per il momento, tre candidature che nascono fuori dalle vecchie geometrie delle coalizioni e mettono i partiti nella posizione abbastanza singolare di dover decidere non tanto chi candidare, ma eventualmente chi inseguire.
Il ritorno di Fazio
La candidatura di Mimmo Fazio aggiunge soprattutto un elemento che gli altri non hanno: una storia amministrativa già conosciuta e giudicata dagli elettori.
Nel 2017, nonostante l’inchiesta giudiziaria esplosa poche settimane prima del voto, fu lui ad arrivare primo al primo turno con oltre diecimila preferenze.
Sono passati nove anni. È cambiata Trapani, è cambiata la politica e, soprattutto, sono cambiati molti dei protagonisti.
Fazio, invece, torna.
A luglio avevamo scritto che dopo la prescrizione tutti davano quasi per scontata una sua nuova candidatura.
Adesso non bisogna più darla per scontata. È ufficiale.
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