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05/10/2026 17:00:00

Olio, in Sicilia scatta la protesta dei produttori: "Almeno 8 euro al litro"

È scattato il blocco immediato della raccolta delle olive e della molitura nei territori del Belìce, dei Sicani e dell’Agrigentino. A proclamare lo stato di agitazione sono stati i produttori agricoli riuniti a Caltabellotta, provenienti anche da Burgio, Villafranca Sicula, Lucca Sicula, Calamonaci, Cianciana, Ribera, Sciacca e Alessandria della Rocca.

Gli agricoltori hanno costituito il “Comitato Permanente Intercomunale a salvaguardia dell’Olio Extravergine d'Oliva DOP Val di Mazara e a tutela della dignità del lavoro agricolo del territorio”.

«Almeno 8 euro al litro»

La protesta nasce dalle recenti quotazioni di mercato, considerate insufficienti a coprire i costi di coltivazione e produzione. L’assemblea ha fissato in almeno 8 euro al litro il prezzo minimo di vendita, chiedendo l’intervento del Prefetto di Agrigento per l’apertura di un tavolo di filiera.

I produttori chiedono che al confronto non partecipino le organizzazioni di categoria, dalle quali dichiarano di non sentirsi più rappresentati.

I Comuni: «A rischio la sopravvivenza delle aziende»

La mobilitazione ha trovato sponda anche sul piano istituzionale. Al palazzo municipale di Sciacca gli amministratori di Sciacca, Alessandria della Rocca, Caltabellotta, Menfi, Montevago, Partanna, Sambuca di Sicilia e Santa Margherita di Belìce hanno sottoscritto un documento indirizzato al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e all’assessore regionale Luca Sammartino.

Nel documento viene evidenziato un serio «problema di sopravvivenza economica delle aziende».

Prezzi in calo, costi ancora elevati

Secondo i dati riportati dagli amministratori, «le rilevazioni ISMEA del settembre del 2026 indicano, infatti, per l’olio extravergine di oliva quotazioni alla produzione pari a 6,70 euro/kg nelle piazze di Palermo e Trapani, mentre nello stesso periodo del 2025 le quotazioni siciliane erano prossime ai 10 euro/kg».

«A questa consistente contrazione dei ricavi non corrisponde una proporzionale diminuzione dei costi sostenuti dalle aziende», viene sottolineato nel documento.

La vertenza arriva all'Ars

La protesta è approdata anche all’Assemblea regionale siciliana, con un’interrogazione presentata dal capogruppo della DC Carmelo Pace.

«Con questa interrogazione chiediamo, essenzialmente, tre tipi di interventi a sostegno di un settore di eccellenza», ha spiegato Pace, indicando «incentivi economici immediati al settore con iniziative a supporto della commercializzazione».

Tra le richieste figurano anche «l’aumento dei controlli antifrode, per tutelare l’integrità del nostro prodotto e proteggerlo da fenomeni di concorrenza sleale legata anche all’origine e la tracciabilità del prodotto straniero».

La terza proposta riguarda «una campagna informativa promozionale regionale a supporto delle qualità, e dei benefici, dell’olio extravergine d’oliva all’interno della dieta alimentare».

L'allarme per gli oliveti secolari

Sulla stessa linea il sindaco di Bivona e consigliere provinciale Milko Cinà, che ha chiesto l’attivazione di un tavolo di crisi e una moratoria su mutui e imposte.

L’obiettivo è evitare che la crisi dei prezzi possa spingere gli agricoltori ad abbandonare gli oliveti, compresi quelli secolari, con conseguenze non soltanto economiche ma anche ambientali e paesaggistiche.

«Non possiamo svendere il nostro olio»

Sostegno alla filiera è stato espresso anche dalla deputata regionale Margherita La Rocca Ruvolo.

«Un’eccellenza come il nostro olio extravergine di oliva non può essere svenduta né messa sullo stesso piano dell’olio d’importazione», ha dichiarato.

«Con prezzi crollati a circa 6,70 euro al chilo e costi di produzione sempre più alti, raccogliere rischia di non convenire più: è un’emergenza che riguarda il lavoro, le famiglie e il futuro delle nostre campagne».

La richiesta di interventi immediati

La vertenza mette dunque insieme produttori e amministratori locali attorno alla richiesta di misure urgenti per sostenere il reddito degli olivicoltori, valorizzare l’olio siciliano e contrastare la concorrenza sleale.

Il blocco della raccolta e della molitura rappresenta il primo atto di una mobilitazione che punta ora a ottenere un confronto con le istituzioni e interventi concreti a tutela dell’intera filiera.