Cristina Ciminnisi, chemioterapia e intervento per il sarcoma: "Ma non smetto"
Prima la chemioterapia, poi un intervento per asportare il sarcoma e una parte del femore, con una possibile protesi. Cristina Ciminnisi racconta al Volatore di Rmc 101 il percorso di cura che la attende. La malattia le rende difficile camminare, la costringe a utilizzare le stampelle e a ridurre la presenza sul territorio. Ma, a proposito del suo lavoro politico, precisa: «Non ho mai smesso».
La deputata regionale del Movimento 5 Stelle affronta nell’intervista sia la propria condizione sia i temi dell’attività parlamentare: dalla proposta sul social freezing alle nuove regole per chi cambia gruppo all’Ars. E interviene anche sulla situazione politica di Trapani, esprimendo preoccupazione soprattutto per i lavoratori.
«Dalla prossima settimana i primi cicli di chemioterapia»
Dopo avere reso pubblica la diagnosi, Ciminnisi spiega quali saranno i prossimi passaggi delle cure.
«Il percorso ormai davanti a me è molto chiaro e ben delineato», racconta. Nell’intervista indica nella settimana successiva l’inizio dei primi cicli di chemioterapia. Poi, aggiunge, «subirò un intervento che comporterà l’asportazione del sarcoma e quindi di una parte del mio femore, con una possibile protesi».
È lei stessa a descrivere le difficoltà nella vita quotidiana: «In questo momento il sarcoma mi crea una difficoltà motoria che mi impedisce di deambulare». Da qui le stampelle e la necessità di riorganizzare gli impegni. «L’impegno della mente e del cuore è sempre per i temi del territorio», sottolinea.
Perché ha scelto di raccontare la malattia
La decisione di parlarne pubblicamente, spiega Ciminnisi, nasce dalla responsabilità del mandato. Senza un incarico istituzionale, probabilmente avrebbe tenuto la notizia nella propria sfera privata.
«Se io non avessi una responsabilità pubblica che deriva dal fatto che tanti cittadini mi hanno dato la loro fiducia, probabilmente avrei tenuto questa notizia per me», dice. La minore presenza sul territorio, però, richiedeva una spiegazione.
«Mi sembrava giusto dirlo perché non riuscivo più a rispondere anche alle istanze di tutti», aggiunge, riferendosi a chi legittimamente si aspetta una presenza costante che, in questo momento, non riesce a garantire completamente.
Il lavoro prosegue per quanto le è possibile. Ciminnisi racconta anche la soddisfazione di vedere maturare alcune iniziative avviate negli anni: risultati che, spiega, la aiutano a tenere alto il morale.
La malattia e la retorica della «guerriera»
Nell’intervista c’è spazio anche per una riflessione sulle parole che si usano davanti a una diagnosi di tumore. «Sei una guerriera», «sei una combattente»: sono espressioni che Ciminnisi racconta di essersi sentita rivolgere spesso.
Ne riconosce l’affetto e l’intenzione di incoraggiare. Ma invita a non trasformare l’esito della malattia in una misura della forza di una persona. Chi non riesce a superarla, sottolinea, «non è perché non ci abbia creduto abbastanza o non sia stato abbastanza forte o non abbia combattuto abbastanza».
Il suo richiamo è alla fiducia nella scienza e nella medicina, mentre l’affetto delle persone resta qualcosa di prezioso, anche quando trovare le parole giuste è difficile. E sul modo di vivere questo percorso aggiunge: «Non c’è un modo giusto, non c’è un modo sbagliato». Le sofferenze e il loro impatto sulla vita quotidiana, osserva, non sono uguali per tutti.
Social freezing: «Una possibilità in più per scegliere»
Sul fronte dell’attività all’Ars, Ciminnisi illustra la proposta sul social freezing, che affronta il tema della preservazione della fertilità per le donne che decidono di rinviare una gravidanza per ragioni personali o professionali.
L’obiettivo dichiarato è rendere questa possibilità accessibile anche a chi non può sostenerne i costi. La deputata evidenzia una contraddizione: proprio chi deve ancora costruire una stabilità economica può avere maggiore necessità di rimandare il momento della maternità.
«Noi non vogliamo incoraggiare delle gravidanze tardive, ma vogliamo dare alle donne una possibilità in più per poter scegliere il momento giusto in cui diventare madri», spiega. Nell’intervista richiama anche il lavoro portato avanti dal Movimento 5 Stelle a livello nazionale con Carmen Di Lauro.
Chi cambia gruppo e gli incarichi all’Ars
Un altro tema riguarda la modifica del regolamento dell’Assemblea regionale per i deputati che cambiano gruppo parlamentare. Ciminnisi precisa che, al momento dell’intervista, la proposta è già passata dalla Commissione Regolamento.
Il meccanismo illustrato non prevede la perdita del seggio, ma la decadenza dagli incarichi aggiuntivi assunti in virtù dell’appartenenza a un gruppo. Una conseguenza che, spiega, avrebbe anche effetti economici, per le indennità e le risorse collegate a quelle cariche.
Secondo Ciminnisi, la misura servirebbe anche a tutelare gli equilibri di rappresentanza negli organi dell’Assemblea. Rispetto all’impostazione iniziale, aggiunge, un subemendamento ha escluso il presidente dell’Ars e i presidenti delle commissioni, motivando l’eccezione con il carattere trasversale della loro elezione.
Trapani, la preoccupazione per i lavoratori
Sulla situazione nel Consiglio comunale di Trapani, Ciminnisi esprime una critica rivolta trasversalmente alla politica cittadina. La sua prima preoccupazione riguarda le persone coinvolte nelle conseguenze dello scontro istituzionale: i lavoratori, dice, «vedono un futuro molto incerto davanti a loro».
La deputata teme inoltre ricadute sulla cura e sul decoro della città. «Credo che Trapani abbia bisogno di voltare pagina prima possibile», afferma, chiedendo una classe politica legata al benessere della comunità.
«Il peso dei problemi del territorio lo sento come prima»
Il racconto della malattia torna a incrociare quello dell’impegno pubblico. Ciminnisi riconosce che una diagnosi del genere cambia la dimensione delle cose, ma spiega che non ha ridotto il suo coinvolgimento nei problemi dei cittadini.
«Sento il peso dei problemi del mio territorio, esattamente come prima. Non lo sento per questo di meno», dice. E aggiunge di avvertire la responsabilità di non far mancare la voce dei cittadini dentro le istituzioni.
Ecco la video intervista integrale al Volatore di Rmc 101, in diretta ogni giorno dalle 13 su Rmc 101 e Tp24.
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