Dieci anni di carcere per Giovanni Luppino, l’imprenditore di Campobello di Mazara arrestato insieme a Matteo Messina Denaro il 16 gennaio 2023. La condanna in appello aumenta di nove mesi la pena inflitta in primo grado all’uomo che aveva accompagnato il boss negli ultimi tempi della sua latitanza.
In primo grado Luppino era stato condannato a nove anni e tre mesi. Il gup aveva riqualificato l’accusa originaria di associazione mafiosa in favoreggiamento e procurata inosservanza di pena aggravati.
La Procura aveva impugnato la decisione, chiedendo che venisse riconosciuto il reato di associazione mafiosa. Nel processo d’appello il sostituto procuratore generale Carlo Marzella aveva chiesto una condanna a dodici anni. La pena stabilita dai giudici è stata invece di dieci anni. Le informazioni finora disponibili non precisano quale qualificazione giuridica sia stata adottata nella sentenza di secondo grado.
Secondo gli inquirenti, il contributo di Luppino alla latitanza sarebbe andato oltre l’attività di autista. L’imprenditore avrebbe chiesto denaro per conto di Messina Denaro e, insieme ai figli, arrestati nel 2024, avrebbe curato spostamenti, traslochi e altri aspetti organizzativi della vita clandestina del capomafia.
È su questo ruolo che si è concentrata la ricostruzione dell’accusa: un sostegno alle necessità quotidiane del ricercato, nel territorio di Campobello di Mazara dove il boss aveva trascorso l’ultima parte della latitanza.
Luppino venne fermato il 16 gennaio 2023, lo stesso giorno della cattura di Messina Denaro alla clinica La Maddalena di Palermo. Il boss si trovava nella struttura sanitaria per sottoporsi alle cure. Quell’operazione mise fine a una latitanza durata quasi trent’anni e aprì una nuova fase delle indagini sulla rete che l’aveva resa possibile.