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07/10/2026 06:00:00

Triscina, il sogno della ciclabile continua
 

Sembrava essersi interrotto per sempre, il progetto della pista ciclabile a Triscina. Lasciata di fatto a metà nel 2023, di lei ci si era completamente dimenticati – specie di recente, quando il colore rosso dell’asfalto si era già del tutto sbiadito. Ma l’ultimo mese trascorso, settembre 2026, ha visto tornare sulla circonvallazione di Triscina di Selinunte gli operai all’opera, i coni catarifrangenti, le lunghe recinzioni da cantiere arancione acceso che la addobbano per chilometri.

Insomma è tornato ufficialmente, questo sogno della ciclabile. E dobbiamo farci i conti.

 

Lo stop ai cantieri è durato tre anni

In molti ricorderanno la frenesia delle ciclabili di qualche anno fa. Era il 2023, e sulla mobilità sostenibile il Sindaco Alfano, all’epoca parte del Movimento 5 Stelle, aveva puntato tutto. Ecco, il progetto della ciclabile a Triscina – che rientrava in un programma più ampio, insieme alla ciclabile di Selinunte e quella di Castelvetrano – è stato anche l’unico a non essere portato a termine.

Secondo quanto disse allora l’Arch. Barresi, pare che il problema sia nato proprio con la ditta di costruzioni, la Palazzolo Costruzioni, che – a detta di Barresi – avrebbe «proceduto a rilento». Una lentezza che ha impedito, nei fatti, di poter beneficiare dei 980mila euro concessi dal PO FESR Sicilia 2014-2020, ovvero dal Fondo europeo per lo sviluppo delle regioni italiane, con scadenza il 31 dicembre 2023.

Ma i soldi (per fortuna?) si trovano sempre

Ma per una regione che ha fatto della lentezza una bandiera, e così della vita lenta e di altre filosofie della pigrizia, un episodio del genere non poteva di certo rappresentare 

un problema. E infatti non lo è stato.

Giusto un anno dopo, nel 2024, la Regione Sicilia ha infatti “rideterminato” le somme, vale a dire: ha riorganizzato l’assetto del finanziamento necessario al progetto castelvetranese. Così ha recuperato gli importi rimasti scoperti (circa 549mila euro) dal fondo POC Sicilia 2014-2020, cioè dal fondo regionale che utilizza risorse finanziarie nazionali (quelle del Fondo di Rotazione) destinate a portare a termine i progetti rimasti incompiuti.

Come è evidente, i soldi si trovano sempre; mai niente viene perduto. Il sistema dei finanziamenti regionali in Sicilia è una macchina che funziona alla perfezione.

E funziona alla perfezione pure perché non guarda tanto al come questi soldi vengono spesi (es. il fondo europeo si pone l’obiettivo dello sviluppo urbano sostenibile, ma sono poi i singoli territori a tradurlo in piste ciclabili), né allo storico della gestione dei fondi (uno dei tratti realizzati nel 2023 è stato dichiarato abusivo).

Il sistema funziona perché punta all’obiettivo del fare. Fare a ogni costo. Fare anche quando non è necessario, fare anche se il territorio non è ancora pronto a un’infrastruttura del genere. 

 

I lavori, così, andati a avanti «a rilento», impiegano il doppio del tempo per essere ultimati – senza che nessuno dica nulla, senza che nessuno si ponga il problema. Perché in fin dei conti non c’è nessuno che “aspetta” la pista ciclabile, lì a Triscina soprattutto, una zona pressoché disabitata per nove mesi all’anno. Una zona che non ha un centro cittadino, che non ha servizi (non ci sono scuole, non ci sono poste, non ci sono sportelli bancomat, non ci sono nemmeno farmacie). Ma che oggi ha, anzi avrà, una pista ciclabile. Bella da guardare passandoci di fianco, bella da guardare dal finestrino.

 

Comunque non sarà uguale a prima

Il progetto della ciclabile a cui si lavora oggi è, comunque, diverso da quello previsto all’inizio. Non si tratta di una rivoluzione, ma di aggiustamenti tecnici, insomma «varianti in corso d’opera», approvati dalla Regione nel maggio 2026.

Secondo quanto si legge nel Decreto, la necessità delle modifiche è emersa dopo «i sopravvenuti eventi meteo a carattere tropicale», insomma dopo il ciclone Harry. Per questo motivo: cambia il materiale utilizzato per la colorazione rossa (che adesso dovrebbe essere più resistente); viene spostato il percorso nei pressi dell’ingresso del Parco Archeologico, che verrà realizzato adesso su un tratto più breve e meno in pendenza; infine, si interviene un’erosione del terreno che, su un tratto della ciclabile, aveva fatto cedere una banchina e inclinato di conseguenza un palo dell’illuminazione.

Una precisazione che permette anche di smentire un’ipotesi che si sta diffondendo negli ultimi giorni sui social. E cioè la possibilità che la pista ciclabile abbia troppo ristretto la corsia destinata alle automobili. In realtà, sulla SP81 – cioè appunto la Circonvallazione – lo spazio che rimane oltre la pista ciclabile parrebbe essere perfettamente in regola (circa 3,20m da rilevazioni Google Earth).

Il sogno della pista ciclabile a Triscina è quindi ancora vivo, e risplende, sotto i nostri occhi.

 

 

Daria Costanzo