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08/10/2026 06:00:00

Trapani, il conto della bocciatura del PEF: meno raccolta e servizi ridotti

La bocciatura del Piano economico finanziario dei rifiuti comincia a tradursi in effetti concreti per i cittadini. 

 

A Trapani cambia il calendario della raccolta e, insieme alla frequenza dei conferimenti, si riduce anche una parte dei servizi di igiene urbana.

 

Il primo cambiamento scatterà dal 15 ottobre: la raccolta della frazione organica passerà dagli attuali tre passaggi settimanali a due. 

Una riduzione che rappresenta la prima conseguenza della rimodulazione del servizio decisa dall'amministrazione comunale dopo lo stop arrivato dal Consiglio comunale sul PEF.

Ma non sarà l'unico cambiamento.

 

Perché nel frattempo sulla città incombe anche lo sciopero dei lavoratori di Formula Ambiente, proclamato per martedì 13 ottobre.

 

“Gravi disservizi nel comparto igiene urbana”

Formula Ambiente S.p.A., gestore del servizio di igiene urbana, con nota prot. n. 190/UP/EM del 6 ottobre 2026, ha comunicato la proclamazione dello sciopero generale dei lavoratori del cantiere di Trapani per l'intera giornata del 13 ottobre.

 

A incrociare le braccia saranno i lavoratori aderenti a FP CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, Sindacato Generale del Lavoro e Confial.

In rapporto all'adesione allo sciopero, potranno verificarsi carenze parziali e disagi nella raccolta dei rifiuti, nello spazzamento e negli altri servizi di igiene urbana, con possibili ripercussioni anche nei giorni successivi.

Saranno comunque garantiti i servizi minimi essenziali previsti dalla legge 146/1990.

Il nodo dei 15 lavoratori

È proprio questo il punto più delicato della protesta.

I sindacati spiegano di avere proclamato lo sciopero dopo l'esito negativo del tentativo di conciliazione svolto in Prefettura e il mancato raggiungimento di un'intesa con l'azienda e con il Comune.

Alla base della mobilitazione c'è la comunicazione aziendale relativa all'avvio della procedura di licenziamento collettivo per 15 lavoratori.

Per le organizzazioni sindacali si tratta di una conseguenza inaccettabile delle scelte organizzative ed economiche che hanno interessato il servizio.

Il timore è duplice: perdere posti di lavoro e contemporaneamente ridurre la qualità e la continuità di un servizio essenziale.

I sindacati rivendicano di avere chiesto un confronto per individuare soluzioni alternative ai licenziamenti e salvaguardare i livelli occupazionali. In assenza di risposte concrete, hanno scelto lo sciopero come strumento di mobilitazione.

 

Dal 15 ottobre meno raccolta dell'organico

Per l'umido il calendario passerà dunque da tre a due raccolte alla settimana. 

Una modifica che potrebbe avere un impatto soprattutto sulle utenze domestiche e sulle attività commerciali che producono una maggiore quantità di rifiuto organico.

 

La decisione rientra nel piano di contenimento della spesa annunciato dal sindaco Giacomo Tranchida, dopo che il Consiglio comunale ha bocciato il PEF.

 

Il messaggio dell'amministrazione è chiaro: senza la copertura finanziaria prevista dal Piano economico finanziario, occorre intervenire sulla quantità e sulla frequenza delle prestazioni garantite dal servizio.

E così il primo taglio arriva direttamente dal calendario della raccolta.

 

Come cambia la raccolta del Rsu

La modifica più pesante è però quella annunciata per il 1° gennaio 2027.

Il ritiro del secco residuo, oggi previsto con frequenza settimanale, dovrebbe passare a un solo passaggio ogni quindici giorni.

Si tratta di una riduzione significativa, destinata a modificare concretamente le abitudini dei cittadini nella gestione dei rifiuti domestici.

 

Il Comune parla di una scelta obbligata dalla necessità di ridurre i costi. 

Il sindaco Tranchida ha definito le misure come estreme, sostenendo che la bocciatura del PEF rischia di produrre conseguenze dirette sulla qualità dei servizi.

 

Il tema, dunque, non riguarda più soltanto una delibera e i numeri contenuti in un documento finanziario. Il voto del Consiglio comunale entra adesso nelle case dei cittadini attraverso il calendario della raccolta.

 

Tagli anche a spazzamento e ingombranti

La rimodulazione non riguarda soltanto i cassonetti e il porta a porta.

Tra i servizi destinati a subire una riduzione ci sono anche alcuni interventi di spazzamento, ritiro degli ingombranti, scerbatura e manutenzione del verde.

 

L'amministrazione ha spiegato che la riduzione delle prestazioni potrebbe avere conseguenze anche sul decoro urbano.

Meno passaggi significa, infatti, minore frequenza degli interventi. E in una città nella quale il tema della pulizia delle strade e dell'abbandono dei rifiuti è già al centro delle proteste dei cittadini, la questione rischia di diventare particolarmente delicata.

 

Il timore è che una minore frequenza dello spazzamento possa tradursi in un aumento delle situazioni di degrado, soprattutto nelle zone periferiche e in quelle dove già oggi vengono segnalati abbandoni di rifiuti.

 

La partita di Formula Ambiente

Dietro la riduzione dei servizi c'è anche la questione della commessa a Formula Ambiente, la società che gestisce una parte del servizio di igiene urbana.

La rimodulazione economica comporta una riduzione delle prestazioni e apre una delicata partita sul fronte occupazionale. Sono 15 i lavoratori indicati inizialmente come a rischio nella fase più immediata della vertenza, di cui 5 giá in licenziamento. Ma nel 2027 i sindacati annunciano il rischio per 55 lavoratori. 

 

I sindacati hanno proclamato lo sciopero del 13 ottobre, chiedendo garanzie sul futuro dei lavoratori e contestando gli effetti della riduzione del servizio.

 

Il problema, quindi, ha due facce: da una parte i cittadini, che rischiano di avere meno servizi; dall'altra i lavoratori, che rischiano di pagare le conseguenze della riduzione della commessa.

 

Il PEF al centro dello scontro politico

Il voto contrario al PEF ha aperto uno scontro politico durissimo tra amministrazione e opposizione. 

Da una parte, Tranchida sostiene che senza l'approvazione del Piano non ci siano le condizioni economiche per mantenere l'attuale livello dei servizi. Dall'altra l'opposizione rivendica la scelta di avere impedito quello che considera un possibile aggravio per i cittadini e chiede all'amministrazione di individuare risorse alternative.

 

Nel frattempo, però, il servizio deve continuare.

E la prima risposta è una riduzione delle prestazioni.

È questo, dunque, il primo effetto tangibile della crisi del PEF: non cambia soltanto un documento contabile, cambia il servizio che arriva nelle strade e nelle abitazioni.

 

E mentre il sindaco chiede che  Palazzo Cavarretta torni a discutere il Piano economico finanziario, il calendario della raccolta è già destinato a cambiare. 

La guerra politica sul PEF, insomma, entra nella quotidianità dei trapanesi.