Marsala, i furti e la spedizione punitiva. Indagini in corso, ma ci sono poche denunce
I furti, la paura, la psicosi nelle chat, la spedizione punitiva. E' un'escalation di violenza quella che si registra nella zona sud di Marsala, che rischia di degenerare ancora di più.
I Carabinieri stanno acquisendo i video della spedizione punitiva di martedì sera nella zona sud di Marsala. Ci sono le immagini circolate nelle chat e sui social e quelle delle telecamere di videosorveglianza della zona. Ma c'è anche un dato che racconta bene il cortocircuito di questi giorni: mentre sui gruppi WhatsApp da settimane si parla di un'emergenza furti, alle forze dell'ordine non risultano denunce in numero tale da far emergere un aumento anomalo del fenomeno. Insomma, pare che chi subisce i furti non denunci alle forze dell'ordine.
E per quanto accaduto martedì sera, al momento, non risultano denunce né da parte delle persone aggredite né da parte dei cittadini per i tentativi di furto che avrebbero dato origine alla caccia all'uomo.
È su questo scenario che stanno lavorando i Carabinieri di Marsala, chiamati adesso a ricostruire quanto accaduto tra contrada Bambina, Ventrischi e le altre zone coinvolte.
Le indagini sulla spedizione punitiva
Le immagini sono ormai note. Diverse automobili inseguono un furgoncino. Il mezzo viene accerchiato. Alcune persone, armate di mazze e bastoni, lo colpiscono. Nei video si vedono anche le violenze contro le persone raggiunte dal gruppo. «Lo stanno massacrando», urla una donna mentre assiste alla scena. "Vai vai", incita un altro.
Secondo quanto ricostruito finora, alla caccia all'uomo avrebbero partecipato più di dieci persone e almeno quattro automobili.
I Carabinieri hanno acquisito i filmati che nelle ore successive hanno fatto il giro di Marsala attraverso WhatsApp e i social. Si stanno acquisendo anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza per identificare le persone coinvolte e ricostruire l'intera sequenza.
Perché su un punto ci sono pochi dubbi: quella di martedì sera è stata una spedizione punitiva. Un gruppo di cittadini ha deciso di inseguire e aggredire persone ritenute responsabili dei furti avvenuti nella zona.
Che le persone aggredite siano effettivamente coinvolte nei furti, invece, dovrà essere accertato dagli investigatori. Poi il furgoncino usato dai due presunti ladri è stato dato alle fiamme nei pressi dell'autoparco comunale, non molto distante da dove è avvenuto il raid dei cittadini "giustizieri", in contrada Ventrischi.
Tutti parlano dei furti, ma le denunce sono poche
Ed è qui che emerge l'altro aspetto della vicenda.
Da settimane nelle contrade Bambina, Ventrischi, Pastorella, Santo Padre delle Perriere, Sant'Anna e nelle zone vicine circolano segnalazioni su un presunto gruppo che entrerebbe nelle proprietà e nelle abitazioni, di giorno e di notte. Sono stati raccontati tentativi di furto, intrusioni e anche episodi con minacce e violenza.
Foto di persone, automobili e targhe sono passate da una chat all'altra. Il tam tam è diventato enorme e la paura dei residenti è cresciuta.
Ma questa emergenza, almeno nei numeri delle denunce, non emerge.
Secondo quanto riferiscono le forze dell'ordine, nelle ultime settimane le denunce per furti e tentati furti nella zona sud sono rimaste sostanzialmente nella media. Non c'è stato, cioè, un aumento tale da restituire attraverso gli atti ufficiali il livello di allarme che invece si percepisce parlando con i residenti e leggendo le chat.
Questo non significa che gli episodi raccontati non siano avvenuti. Significa che molti, evidentemente, non vengono denunciati.
Senza denunce è più difficile intervenire
Ed è un problema. Perché una segnalazione su WhatsApp può mettere in allarme un quartiere, ma non sostituisce una denuncia.
Se un tentativo di furto, un'intrusione o una minaccia non vengono segnalati alle forze dell'ordine, diventa molto più difficile ricostruire il fenomeno, collegare gli episodi, individuare eventuali responsabili e organizzare controlli mirati.
Un gruppo di residenti sta preparando un esposto nel quale vengono raccolti diversi episodi avvenuti nelle ultime settimane tra Bambina, Ventrischi, Pastorella e le altre contrade della zona sud. L'esposto, però, non è stato ancora presentato. Quello sarà molto utile alle forze dell'ordine per concentrarsi sull'obiettivo.
Il rischio dell'escalation
La paura nella zona sud non va sottovalutata. Da settimane molti residenti raccontano di non sentirsi sicuri nelle proprie case e chiedono maggiore presenza delle forze dell'ordine. Ogni giorno c'è un tentativo di intrusione.
Ma quanto accaduto martedì sera dimostra anche il rischio di affidarsi al tam tam delle chat e alla giustizia fai da te.
Se ci sono furti bisogna denunciarli. Se ci sono immagini, targhe o elementi utili bisogna consegnarli alle forze dell'ordine. È attraverso le denunce che Polizia e Carabinieri possono avere un quadro reale di ciò che sta accadendo e intervenire.
Altrimenti il rischio è quello visto martedì sera: la paura diventa rabbia, la rabbia diventa violenza e qualcuno decide che può sostituirsi allo Stato. Di generare altra violenza e, detto in prativi, passare dalla ragione al torto.
Nella zona sud c'è un problema di sicurezza che va accertato e affrontato. Ma le spedizioni punitive non sono la risposta. E adesso, oltre ai presunti furti, ci sono anche un pestaggio, una caccia all'uomo e un furgoncino incendiato sui quali fare piena luce.
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