Oltre mille presenze in tre giorni, é il bilancio della prima edizione di “Erice Outdoor e Biodiversità”, la manifestazione organizzata dal CAI Erice e Agroericino e da Oikos Med ETS, con il patrocinio del Comune di Erice e dell’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente.
Un appuntamento nato per celebrare i dieci anni del CAI ericino, ma che ha finito per mettere sul tavolo una questione più ampia: quanto può diventare il turismo outdoor una delle nuove frontiere dell’economia del territorio?
Dal 2 al 4 ottobre Erice ha ospitato studenti, famiglie, residenti e turisti. Il tema scelto, “Esperienze da vivere, natura da custodire”, ha accompagnato una serie di iniziative dedicate alla biodiversità, all’educazione ambientale e alla fruizione della montagna.
A Palazzo Sales è stata allestita una mostra immersiva dedicata agli ecosistemi siciliani, curata dall’Osservatorio Regionale della Biodiversità Siciliana e dal Servizio 3 Aree Naturali Protette della Regione. Centinaia di visitatori hanno potuto conoscere più da vicino il patrimonio naturale dell’Isola.
Spazio anche ai laboratori del CEA Lilibeo di Marsala, rivolti soprattutto a bambini e ragazzi, con attività sulla biologia terrestre e marina, sull’educazione ambientale e sul riciclo.
In piazza Antonino Zichichi, invece, la parete allestita con Dolmen Climb Trapani ha portato l’arrampicata sportiva nel cuore del centro storico, permettendo anche ai principianti di cimentarsi gratuitamente con la disciplina.
Ma la parte più interessante dell’iniziativa è stata quella legata ai sentieri. Un gruppo di escursionisti ha percorso in tre giorni quattro tappe del Sentiero Italia CAI, da Trapani a Scopello, passando per Erice, la Grotta Mangiapane di Custonaci, Macari e la Riserva dello Zingaro.
Un itinerario che racconta un modo diverso di promuovere la Sicilia occidentale: non una singola destinazione, ma una rete di territori collegati attraverso i cammini.
A seguire il percorso c’era anche Mandalatour, tour operator specializzato nel turismo attivo. Il report conclusivo dell’operatore ha evidenziato il potenziale dei Monti di Trapani come destinazione per il trekking, anche per il mercato internazionale.
La sfida è trasformare questo potenziale in presenze turistiche distribuite durante l’anno, con ricadute su strutture ricettive, ristorazione, guide e servizi.
Non è mancato il tema dell’inclusione.
Durante la manifestazione sono state consegnate due Joelette, le carrozzine monoruota da fuoristrada che consentono alle persone con mobilità ridotta di affrontare sentieri accessibili con l’aiuto di accompagnatori formati.
Una è stata affidata dalla sindaca Daniela Toscano al presidente del CAI Erice Vincenzo Fazio.
L’altra è stata consegnata dall’assessora regionale Giusi Savarino al WWF Sicilia per le attività nella Riserva naturale orientata delle Saline di Trapani e Paceco.
La Joelette del CAI servirà anche a rafforzare la Montagnaterapia, attraverso il progetto “Sentieri di Salute – West Sicily”, avviato nel 2021.
“La montagna deve essere un luogo aperto, accogliente e accessibile, una clinica a cielo aperto”, ha detto Fazio.
Durante il convegno dedicato al turismo outdoor e alla biodiversità si è discusso anche di rete sentieristica, prevenzione degli incendi, siti Natura 2000 e tutela delle aree protette. Al confronto hanno partecipato Comune, Regione, università, Fondazione Ettore Majorana, CAI e realtà ambientaliste.
Per il CAI Erice è stato anche il momento di tracciare un bilancio di dieci anni di attività. La sezione conta circa 220 soci e durante l’anno è impegnata nella manutenzione dei sentieri, nelle escursioni, nelle attività con le scuole e nei progetti di inclusione.
Il prossimo passo è quello di consolidare una rete. Perché la montagna, oltre a essere patrimonio naturalistico da proteggere, può diventare anche un'infrastruttura turistica. A condizione, però, che sentieri, servizi, operatori e territori riescano a muoversi nella stessa direzione.