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08/10/2026 06:00:00

Marsala, Gandolfo apre a Di Girolamo e torna a fare i conti con Grillo

Rivendicare il risultato elettorale, consolidare il peso nella maggioranza e aprire la porta a un nuovo ingresso in Consiglio comunale. È lungo queste tre direttrici che si muove Michele Gandolfo, presente a Palermo alla conferenza stampa di Cateno De Luca insieme agli altri esponenti di Sud chiama Nord della provincia di Trapani.

 

Il consigliere comunale marsalese ha sottolineato il contributo della propria lista all’elezione della sindaca Andreana Patti, richiamando la presenza in giunta dell’assessora Laura Doro, tecnica del turismo, e il lavoro avviato dall’amministrazione nella quinta città della Sicilia.

Un intervento che, oltre al bilancio della competizione elettorale, contiene una rivendicazione di peso politico. Gandolfo ricorda quanto il gruppo abbia contribuito alla vittoria e, attraverso quel risultato, ribadisce il diritto a contare negli equilibri dell’amministrazione. Sullo sfondo ci sono però rapporti ancora da chiarire, una possibile ricomposizione in Aula e un passato che il consigliere continua a richiamare: quello nella giunta di Massimo Grillo.

 

Il risultato e il caso Passalacqua

Gandolfo presenta così il successo della lista: «Siamo riusciti a raggiungere il 5%, abbiamo preso due consiglieri comunali, uno lo abbiamo perso dopo manco 24 ore».

Il riferimento, accompagnato da una certa ironia, è a Rino Passalacqua. Una battuta efficace, ma che restituisce soltanto una parte della vicenda. Passalacqua è il segretario cittadino di Italia Viva: la sua presenza nella lista di Sud chiama Nord nasceva dunque da un accordo elettorale fra soggetti con appartenenze politiche differenti.

I renziani avevano trovato ospitalità nella lista anche per superare le difficoltà legate alla presentazione di una formazione autonoma, dalla raccolta delle firme alla composizione di una squadra di ventiquattro candidati. Passalacqua aveva chiesto spazio e quello spazio gli era stato riconosciuto.

Questo elemento cambia la lettura della separazione successiva al voto. Parlare di un consigliere perso quasi immediatamente lascia intendere una rottura improvvisa all’interno di una squadra politicamente omogenea. Ma l’intesa di partenza teneva insieme identità diverse: il risultato comune non cancellava l’appartenenza di Passalacqua a Italia Viva.

Nel racconto di Gandolfo resta inoltre fuori un altro passaggio: l’esclusione di Passalacqua dalle interlocuzioni sugli incarichi in giunta, sulla presidenza del Consiglio comunale e sulla vicepresidenza. Un’esclusione che riguardava persino la semplice informazione sulle scelte in corso.

La questione, quindi, va oltre la battuta sui tempi dell’allontanamento. Riguarda il modo in cui è stato gestito il rapporto dopo le elezioni: quale riconoscimento spettava alle diverse componenti della lista e quanto spazio ciascuna avrebbe dovuto avere nelle decisioni. Rivendicare entrambi gli eletti come risultato della squadra impone anche di raccontare come quella squadra abbia affrontato la distribuzione dei ruoli.

 

 

L’apertura a Di Girolamo e la domanda per Patti

Gandolfo guarda intanto a Gaspare Di Girolamo e lo invita a formare il gruppo di Sud chiama Nord in Consiglio comunale. Un’apertura che potrebbe modificare gli equilibri dell’Aula e rafforzare la presenza del movimento nell’amministrazione.

Di Girolamo appartiene attualmente al gruppo dell’Udc insieme a Pino Ferrantelli, ma dopo l’elezione ha lasciato il partito per aderire a Sud chiama Nord. L’invito di Gandolfo punta dunque a far coincidere l’appartenenza politica con la collocazione consiliare.

Il passaggio avrebbe però un significato ulteriore se comportasse anche l’ingresso nella maggioranza. Formare un gruppo e sostenere l’amministrazione sono due scelte distinte: la prima riguarda l’organizzazione in Consiglio, la seconda il rapporto politico con la sindaca.

È qui che l’apertura di Gandolfo chiama in causa Andreana Patti. La sindaca accoglierebbe Di Girolamo nella propria maggioranza? E su quali basi avverrebbe l’eventuale ingresso?

L’invito pubblico apre una possibilità, ma non basta a definirne le condizioni. Perché l’operazione abbia un significato amministrativo, oltre che numerico, occorrerebbe chiarire quali obiettivi condivisi giustifichino il nuovo assetto. Altrimenti, il rischio è che tutto si esaurisca nell’aggiunta di un consigliere e nel rafforzamento del peso di Sud chiama Nord.

 

 

Gandolfo e il conto ancora aperto con Grillo

Nel discorso di Gandolfo continua a trovare spazio anche Massimo Grillo, della cui giunta il consigliere è stato assessore. Il richiamo ricorrente a un percorso che l’ex sindaco avrebbe tradito segnala quanto quella vicenda resti centrale nella sua narrazione politica.

La critica a Grillo è legittima. Ma proprio il ruolo ricoperto allora da Gandolfo rende necessario un racconto più completo. Chi ha partecipato a un’amministrazione può contestarne le scelte e spiegare le ragioni della rottura; deve però fare i conti anche con la parte di esperienza condivisa, con le decisioni sostenute e con le responsabilità assunte.

 

Se quel percorso è stato tradito, il punto politico è capire quando, su quali scelte e con quali conseguenze. Quali impegni sarebbero stati disattesi? In quale momento la distanza è diventata insanabile? E come si colloca, dentro quella storia, il lavoro svolto da Gandolfo in giunta?

Senza questi passaggi, il richiamo al tradimento resta una formula che individua un responsabile, ma lascia in ombra il resto. Perché il sindaco Grillo lo ha voluto fuori dalla giunta?

 

Il confronto con Grillo può servire a spiegare il cambio di schieramento. Non può però diventare la misura permanente dell’esperienza attuale. Gandolfo oggi rivendica il contributo alla vittoria di Patti, la presenza di un’assessora e la possibilità di rafforzare il gruppo consiliare: dispone quindi di un terreno concreto sul quale essere valutato.

Continuare a tornare su Grillo tiene aperto il conto con il passato. E più Gandolfo rivendica un ruolo nell’amministrazione Patti, più diventa necessario passare dalla denuncia di ciò che non ha funzionato prima alla dimostrazione di ciò che funziona adesso.

Il consenso ottenuto gli riconosce uno spazio politico. Il lavoro svolto dovrà spiegare ai marsalesi come quello spazio viene utilizzato.