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08/10/2026 09:31:00

Trapani, Pef bocciato. Tranchida non molla: oggi la capigruppo decide il nuovo Consiglio

Il sindaco Giacomo Tranchida ha chiesto di riportare Pef e Tari in Consiglio comunale entro cinque giorni. 

 

La risposta del presidente dell’Aula, Alberto Mazzeo, passa dalla conferenza dei capigruppo, convocata per affrontare proprio il percorso che dovrà portare a una nuova seduta consiliare, nonostante la funzione della capigruppo sia consultiva. 

 

È questo il nuovo passaggio della complessa partita politica e amministrativa aperta a Palazzo Cavarretta dopo la bocciatura del Piano economico finanziario dei rifiuti.

La richiesta del sindaco è arrivata dopo il voto contrario dell’Aula sul Pef 2026-2029, bocciato con 12 voti contrari dell'opposizione e 9 favorevoli.

 

 Tranchida ha sostenuto la necessità di tornare rapidamente sui provvedimenti, richiamando le conseguenze che la mancata approvazione può avere sull'organizzazione del servizio di igiene urbana e sulla vertenza che coinvolge Formula Ambiente. 

 

Il passaggio attraverso la conferenza dei capigruppo é per Alberto Mazzeo la condizione necessaria e indispensabile, sia per definire il percorso e l’ordine del giorno della nuova convocazione del Consiglio, sia per il carattere d'urgenza.

 

Al tavolo, oltre ai capigruppo consiliari, sono stati chiamati anche il sindaco Giacomo Tranchida - che però pare abbia delegato Vincenzo Abbruscato in sua vece - il segretario generale, il dirigente del settore Finanziario Gino Petrusa e quello dell’Ambiente Orazio Amenta. 

L’obiettivo è provare a ricomporre il quadro dopo lo stop arrivato dall’aula consiliare sul Pef e sulle conseguenti tariffe Tari.

 

Ed è su questo terreno che oggi si misura la possibilità di riaprire il confronto. 

La questione, nel frattempo, ha assunto una dimensione che va oltre il semplice voto su una delibera. 

 

Sullo sfondo ci sono i costi del servizio rifiuti, le tariffe Tari, la rimodulazione delle prestazioni affidate a Formula Ambiente e il futuro di quindici lavoratori interessati dalla procedura di licenziamento collettivo annunciata dall’azienda. 

 

La conferenza dei capigruppo diventa quindi il primo banco di prova dopo la bocciatura. 

Da una parte c’è la richiesta dell’amministrazione di tornare rapidamente al voto; dall’altra restano le ragioni che hanno portato una parte consistente dell’Aula a respingere il Pef, con l’opposizione che rivendica di avere impedito quello che considera un aumento della Tari. 

 

Il punto politico, adesso, è capire se la nuova convocazione potrà trasformarsi in un nuovo voto sul Pef oppure se il confronto si fermerà ancora una volta sulle questioni procedurali e sulle diverse letture del provvedimento. Intanto il tempo stringe e la vertenza Formula Ambiente aggiunge pressione a una partita che Palazzo Cavarretta non può più rinviare senza confrontarsi con le conseguenze concrete sulla città e sui lavoratori.